L'AMORE PER LE MONTAGNE E PER L'AQUILA
NELLE POESIE DIALETTALI DI FILIPPO CRUDELE

Pubblicazione: 24 settembre 2017 alle ore 10:00

Filippo Crudele
di

L'AQUILA - Poesie in dialetto per soddisfare non solo il proprio bisogno artistico, ma per esportare un po' di aquilanità ''fuori confine'': questo il senso di Terra me', il libro dell'aquilano Filippo Crudele, grande appassionato di versi e di montagna.

Classe 1948, originario di Marana di Montereale (L'Aquila), con influenze balcaniche nel sangue, sua mamma viene dal lontano Montenegro, che Crudele ricorda sempre come un posto dalla natura prepotente e selvaggia, dove la poesia si fonde con il territorio.

È affezionato alla sua città e ha vissuto con grande sofferenza la delocalizzazione sulla costa dopo il terremoto del 2009, per scegliere, poi, una sistemazione al progetto C.a.s.e di Camarda, ai piedi del Gran Sasso: il suo primo grandissimo amore.

Un sentimento che lo ha portato ad essere socio del Cai e del Gruppo italiano scrittori di montagna.

"Io credo di aver avuto un dono - spiega ad AbruzzoWeb - ed è quello di una grande sensibilità per la natura. Ho passeggiato macinando chilometri per le montagne abruzzesi con una particolare predilezione per il Gran Sasso. A volte sono bastati un sasso, un raggio di sole, uno scorcio del ghiacciaio del Calderone, per farmi uscire dal cuore i versi che ho tramutato in questi scritti".

"La montagna - aggiunge - non è solo una palestra per perfomarsi, ma un luogo di culto, di preghiera, al quale accostarsi con rispetto. Un rifugio dove io tante volte mi sono messo a confronto con me stesso, trovando la principale fonte d'ispirazione", confessa.

In questi luoghi Crudele si ''raffiata'' e scrive, ''per i non aquilani devo spiegare due parole - precisa - Per me la mia poesia è nu raffiatu, cioè un vero piacere e poi io non scrivo e basta, ma surpo la poesia, e cosa vuol dire? Che ho bevuto i versi, le rime, gli stornelli, ma con un'accezione ancora più forte, come quando si va in montagna per surpare, a pieni polmoni, l'acqua dei nostri ruscelli puri e cristallini".

Terra me' è stato presentato l’anno scorso ad agosto, alcune sue poesie sono state anche musicate e tramutate in canzonette popolari, sempre per la poesia, nel 2011, ha vinto il premio letterario Zirè d’oro con la canonze Zurla d’amore.

"Questo libro è il risultato di una serie di inni d’amore per la montagna: Gran Sassu me te vojo bene, Famme saji famme vedè, sono degli omaggi alla mia terra e alle sue bellezze naturali - aggiunge - che cerco di tener vivi e nella memoria creando dei versi semplici ma ricchi di sentimento. Non l'ho fatto pensando di riscuotere successo, tutto quello che è arrivato dopo mi emoziona moltissimo".

Versi che, oggi, gli tengono compagnia da casa, dal momento che a seguito di un malore, è lontano dalle sue passeggiate, da almeno 2 anni.

"Ma non dispero - afferma - ho promesso a tanti amici un ritorno in pompa magna, ma qualora non potesse essere possibile, ho i ricordi con me, che sono sempre vivi e non moriranno mai. Questi ricordi fanno parte delle montagne, sono lì e io sono con loro, e poi il cuore di un poeta non è mai solo!".

"Non mi reputo un professionista o uno scrittore - ci tiene a chiarire Crudele - le mie non sono opere d'arte, ma un piccolo dono che ho avuto fin dalla nascita e che cerco di condividere con la mia gente".

"Che cosa voglio dalla poesia? Me lo sono chiesto chiesto tante volte - prosegue - e la risposta è molto semplice: divertirmi! A me piace non solo scrivere, ma recitare. Il mio divertimento, quando andavo a camminare, era di trovare un locus amoenus e declamare i miei versi, avendo come spettatore qualche animale selvatico, un sasso o un ruscello".

''Non so quindi quando tornerò fisicamente sul Gran Sasso - conclude - ma io non sono rammaricato. Ho i ricordi, i miei libri, le mie poesie, le canzoni in dialetto. È come se non fossi mai andato via".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui