IMAM LANCIA MESSAGGIO DI PACE, ''PERDONATE E RISPETTATE I VOSTRI VICINI''

L'AQUILA: 1.500 MUSULMANI FESTEGGIANO FINE
RAMADAN, ''POCO SPAZIO, SERVE LA MOSCHEA''

Pubblicazione: 16 giugno 2018 alle ore 08:15

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L'AQUILA - Condivisione, preghiera, rispetto per il prossimo e un augurio di pace tra i popoli.

Con questo messaggio si è celebrata all’Aquila, ieri mattina, la fine del Ramadan, il nono mese dell'anno secondo il calendario islamico. 

Oltre 1.500 le persone che hanno seguito la cerimonia religiosa, iniziata all’alba, nella sede dell'associazione culturale Xhamia Drita, chiamata impropriamente "moschea" di Bazzano. 

Nella festa musulmana Eid al-Fitr (Fiter Bajrami), che chiude il Ramadan, si ricorda il mese in cui venne rivelato il Corano come guida per gli uomini.

Letteralmente Eid al-Fitr significa "festa dell'interruzione del digiuno" ed è la seconda festa più importante dell'Islam, dopo Eid al-Adha, la "festa del sacrificio", che mette fine al pellegrinaggio canonico. Le celebrazioni iniziano in tutto il mondo con la preghiera dell'alba, dopo la quale si trascorre la giornata in famiglia. 

La cerimonia aquilana, però, è stata anche l’occasione per tornare sulla questione della nuova moschea richiesta al Comune da Aljii Mirsadin, 47enne di origine macedone, presidente della Drita, che rappresenta la comunità islamica albanese nel capoluogo e Djemaledin Andulai, anch'egli macedone, Imam della comunità musulmana del territorio comunale. 

“Molti sono rimasti fuori per una questione di spazio insufficiente - spiega ad AbruzzoWeb Mirsadin - Siamo una realtà importante sul territorio e abbiamo bisogno dei nostri spazi per la preghiera. Ci sentiamo aquilani e siamo legati a questa terra, non siamo andati via dopo il sisma e non abbiamo intenzione di farlo, chiediamo solo questo che ci spetta per legge”. 

Dopo la notizia della "nuova moschea" da realizzare nella zona Est della città, molti si sono schierati contro questa richiesta e il presidente della Drita, in rappresentanza di tutti gli islamici aquilani ha voluto rispondere a chi ha detto “No”: “Noi non condanniamo la religione cristiana, eppure in molti non si sono fatti scrupoli nel puntarci il dito contro, per cosa poi? Siamo aquilani e ci sentiamo aquilani, tanto quanto gli altri. Non facciamoci una guerra inutile, collaboriamo insieme per rendere L'Aquila una città ancora più bella”.

In un momento di grande confusione a livello mondiale sui valori della religione islamica, a causa degli atti di terrorismo e di interpretazioni “errate” del Corano, poi, l'Imam della comunità islamica, Djemaledin Andulai, ha voluto lanciare un messaggio di pace e rispetto tra popoli.

“Questo è un giorno di felicità, un giorno di ringraziamento per quel sacrificio per cui oggi siamo obbligati a stringere la mano a tutti, e anche se abbiamo discusso per qualche motivo con qualcuno, oggi è il giorno giusto per perdonare tutte le persone, in poche parole oggi dobbiamo essere più buoni - ha detto ai fedeli l’Imam - Ringraziamo Dio che ci ha dato possibilità di fare questo mese di Ramadan, perché normalmente chi non sta bene non può farlo, e vuol dire che siamo in salute. Ringraziate, perdonate e rispettate i vostri vicini”. 

Finito il momento di preghiera, i tanti musulmani, con i loro cari, si sono riuniti davanti a un tavolo per mangiare e bere tutti insieme.

“È la festa della famiglia - ha concluso Mirsadin - e nessuno in questo giorno, deve restare senza cibo. La cerimonia si è svolta in assoluta tranquillità, nonostante l’elevato numero di fedeli non si sono registrati problemi di alcun tipo, dico questo per sottolineare che la comunità islamica”.



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