L'AQUILA A.D. 2009: ''CON UN FILM GLI STUDENTI
DELLE MEDIE HANNO FINANZIATO UN RESTAURO''

Pubblicazione: 05 maggio 2017 alle ore 20:01

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L’AQUILA - "Ci sentivamo di fare qualcosa di concreto per la città, ma soprattutto fatto dai ragazzi, che sono il presente e il futuro dell’Aquila, che deve risorgere e ripartire per loro".

Commenta così, ad AbruzzoWebPaola Trivelloni, docente di tecnologia, ideatrice e sceneggiatrice del film L’Aquila Anno domini 2009, realizzato con i ragazzi dell’istituto comprensivo ''Don Lorenzo Milani'' di Pizzoli (L’Aquila), e i cui proventi sono stati destinati al restauro di 3 affreschi del '400 e del '500 della chiesa di san Bartolomeo, annessa al convento delle suore Clarisse, nella frazione di Paganica.

"Diciamo sempre ai nostri ragazzi di studiare per il loro futuro, ma spesso non sanno per cosa davvero stanno spendendo delle energie. Vederli cimentarsi in questa esperienza è stata una bella emozione. È un lavoro dei ragazzi, che hanno voluto fare qualcosa di tangibile per la città - spiega ancora -  Al progetto cinematografico, hanno partecipato centinaia di persone tra aquilani, studenti, musicisti, semplici cittadini, associazioni benefiche e culturali, perché potesse essere un lavoro spendibile".

Il film parte proprio dalle 3.32 di quel 6 aprile, ripercorrendo poi, grazie a immagini di repertorio, tutti i mesi successivi, tra disperazione, macerie e tendopoli. E poi i ragazzi, protagonisti di flash back ed excursus storici, che arrivano fino al sogno di Celestino, abbracciando tutta la storia della città fin dai suoi albori.

È stato presentato all’auditorium della Guardia di finanza il 24 aprile 2012 e i fondi raccolti, circa 6.000 euro, sono stati dati nel 2013 alla soprintendenza con un chiaro intento, "volevamo che fosse qualcosa di esclusivo - spiega ancora la docente - che fosse indipendente, per questo erano stati individuati proprio questi affreschi".

"L’intervento è stato articolato seguendo due tipi di esigenze, porre rimedio ai danni del terremoto e all’incuria data dal tempo", ha spiegato invece Giorgio Capriotti, restauratore che ha lavorato sugli affreschi e docente all’Università della Tuscia a Viterbo.

"Si erano formati dei sali, anche a causa delle condizioni termiche non idonee, la caduta di materiali aveva provocato delle abrasioni. C’è stato un lavoro minuzioso specie sul terzo affresco, un dipinto su tela del’500, che rappresenta la passione di Cristo, il cui valore iconografico è davvero di notevole importanza".

Presente anche la senatrice Stefania Pezzopane. "Un progetto bellissimo che vede i ragazzi, la forza lavoro del domani - ha commentato - cimentarsi con la realizzazione di un qualcosa per loro. Essere giovani vuol dire tenere aperte le porte della speranza, e coinvolgerli per riportare a nuova vita un pezzetto d’arte che ci è stato privato dal terremoto, è l’esempio più importante che potevamo dargli".

Presenti anche i ragazzi che hanno partecipato al film, contenti, emozionati e increduli per questa loro partecipazione. Tra loro Serena Di Marzio che interpretava una giornalista. "Mi piacerebbe fare questo lavoro da grande - ha spiegato - scrivere, raccontare e parlare della mia città, com’era prima e come sarà: più bella e più sicura".

E ancora Giulia D’Agostino, che nel film era una popolana, una nobildonna e poi una giovane terremotata. "Rivivere quei momenti è stato emozionate - ha ricordato - ero piccola ma è impossibile dimenticare. Spero davvero che il nostro piccolo contributo possa essere di aiuto per fare in modo che tutto torni com’era e dov’era il prima possibile".

"Il motto con cui siamo andati avanti - ha concluso la Trivelloni - era: ce la possiamo fare... E ce l’abbiamo fatta! Un buon auspicio, un messaggio che spero arrivi a quanti adesso stanno vivendo la tragedia che noi conosciamo bene".

"Il nostro pensiero va ai fratelli di Amatrice, ai ragazzi di Camerino, città che sui giovani ha sempre puntato, e che vive oggi la tragedia del post sisma. Forza e coraggio, insieme si può risorgere!".



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