L'AQUILA: ACCORD PHOENIX, SI PARTE, ''PER FINE MARZO NUOVE ASSUNZIONI''

Pubblicazione: 05 febbraio 2018 alle ore 13:07

taglio del nastro all'Accord Phoenix dell'Aquila
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L'AQUILA - Integrare l'azienda sul territorio, coinvolgendo altre realtà, far crescere l'occupazione in modo esponenziale, avviare progetti di collaborazione con l'Università e corsi di formazione per le scuole.

Questa la mission dell’Accord Phoenix, azienda aquilana che ricava materie prime dal trattamento dei rifiuti elettronici, in un'ottica di green economy, inaugurata questa mattina all’ex polo elettronico oggi Tecnopolo d'Abruzzo, "dopo una serie di false partenze, momenti di difficoltà e muri da superare", come ha sottolineato Giuseppe Carrella, attuale presidente della società, ex manager Telecom e già amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.

"Tutti i problemi passati ce li siamo lasciati alle spalle per andare avanti, adesso la vera sfida è riuscire a integrarci bene e in modo stabile sul territorio, per rendere virtuosa questa fabbrica non possiamo contare solo su aziende europee", ha dichiarato.

L'inaugurazione, infatti, arriva dopo un anno difficile: la Guardia di Finanza aveva rilevato delle irregolarità proprio lo scorso anno, apponendo i sigilli alla fabbrica, per la gestione non consona dei rifiuti pericolosi. "Abbiamo superato tutte le criticità - ha assicurato Carrella - siamo pronti per un nuovo è vero inizio".

La nuova società ha assicurato, inoltre, che tutti i dipendenti del vecchio polo verranno man mano riassorbiti e impiegati nella nuova realtà. "Al momento nel nostro organico ci sono 40 persone entro la fine di marzo ci auguriamo di arrivare a turni in pieno regime, che porteranno ulteriori assunzioni, l'obiettivo è arrivare a 140 lavoratori", ha assicurato ancora il direttore.

"La nostra prima scelta è lavorare con aziende abruzzesi, ma oggi comprano da noi solo realtà lontane anche mille chilometri, con tutti i costi che ne conseguono, che sono circa il 15 per cento - ha aggiunto - per un’economia circolare dobbiamo invertire questo senso di marcia e fare in modo che tutte le materie prime vengano create, utilizzate e rivendute sul nostro territorio".

I lavori sono stati finanziati per un quarto dallo Stato, grazie ai fondi del 4 per cento previsti da Invitalia, sia, nella quota maggiore, dal fondo privato dell'americana Orchard, per un totale di 45 milioni di euro.

La fabbrica è operativa da tre settimane, ma "il taglio del nastro era necessario per far capire all’Aquila, che l’Accord è e deve essere un grande motivo di orgoglio per tutto l’Abruzzo, è una realtà unica in Europa e di questo bisogna esserne fieri", ha precisato Carrella.

"Il problema di questo secolo è lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, non si possono mettere sempre mettere in un buca, ma vanno impiegati per le materie prime: è finito il tempo di consumare, la parola d’ordine deve essere recuperare per salvare il pianeta, noi saremo una piccola parte di questo percorso", ha concluso il presidente.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha augurato alla società di crescere e consolidarsi nel tempo. "Il dato positivo è lo sguardo al futuro, è un’azienda che ha garantito dei livelli occupazionali importanti per questa città - ha dichiarato - noi incrociamo le dita insieme a loro affinché possa essere una realtà che cresca e che dia sempre più opportunità a questa terra".

Il primo cittadino, poi, si è detto favorevole a eventuali aiuti da parte del Comune, qualora ce ne fosse bisogno. "Parliamo di un’azienda privata, non possiamo metterci bocca più di tanto, ma certamente in futuro potremmo agevolarli alle condizioni consentite agli enti locali, già in passato l’Accord ha beneficiato di fondi pubblici, con i fondi del 4 per cento e siamo ben lieti che quell’intervento, benché sia una parte minimale dell’investimento complessivo, abbia rappresentato uno stimolo per andare avanti".

Una battaglia portata avanti dalla vecchia amministrazione tra mille polemiche e scontri politici, per questo, in prima fila, c’era anche l’ex sindaco Massimo Cialente, candidato al Senato nel collegio uninominale, invitato dalla società, che ha tenuto a ringraziarlo pubblicamente. "Non ci credeva nessuno, neanche i miei collaboratori dell’epoca - ha detto Cialente - vedevo lo sguardo contrariato dei miei assessori, quando decisi di comprare l’ex polo per 4 milioni di euro, eppure oggi siamo qui a inaugurare l’Accord Phoenix". Infine l’ex sindaco ha rivendicato il taglio del nastro con orgoglio.

"Se penso alla mission che mi detti nel 2003, quella di salvare i lavoratori del polo elettronico, oggi posso dire di aver contributo a un pezzo importante di questo puzzle, è anche una vittoria della nostra squadra", ha concluso.

Tra i presenti anche la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, candidata alla Camera nelle prossime elezioni, nel collegio L’Aquila-Teramo proporzionale, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, il vicesindaco dell’Aquila Guido Liris, candidato al collegio proporzionale L’Aquila-Teramo per la Camera con Forza Italia, l’assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila Emanuele Imprudente, il consigliere comunale di Noi con Salvini Francesco De Santis, la rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi e molti rappresentanti sindacali.

Per la società erano presenti il direttore Francesco Baldarelli e l’ex presidente dell’Accord Phoenix Ravi Shankar, entrambi indagati in passato per reati ambientali dalle Fiamme gialle, proprio per il sito aquilano, il responsabile amministrativo-finanziario Michele Polini e due rappresentati del fondo Orchard, Henry Chan e Andrew Weber.

Baldarelli ha esordito proprio ricordando i momenti di difficoltà che hanno dovuto affrontare, spiegando che "sono stati superati grazie all’ottimismo, alla volontà e alla forza di tutti”. “Siamo già partiti con la produzione e le prime assunzioni, che andranno a salire di pari passo con il lavoro - ha spiegato il direttore - i problemi ci sono stati e ci saranno, ma noi siamo pronti ad affrontarli, nessuno in passato ha voluto scommettere sull’apertura di questa fabbrica, ci davano per morti, ma siamo qua". 

Il sogno da inseguire è quello di "diventare il cuore di un’economia circolare, per produrre prodotti in loco.

"Siamo dei rigattieri 2.0, qui ci occupiamo di smaltimento di rifiuti, ma per dar loro una nuova vita, estrapolando materie prime come plastica, rame e acciaio, da plasmare per nuovi oggetti. Per esempio con il rame, c’è chi produrrà delle trombe", ha aggiunto Baldarelli.

In futuro l’Accord avvierà un progetto con gli istituti d’istruzione aquilani e "in luce di questo - ha concluso – abbiamo deciso di dare a ogni macchina il nome di un personaggio dei cartoni animati, a breve partiremo con un importante progetto formativo proprio con le scuole del territorio".

Alla cerimonia ha preso parte anche Shankar, che si è definito "un folle e un visionario"  e che proprio per questo ha creduto in questo progetto.

L’ex presidente ha poi ringraziato tutti gli attori principali per il supporto e per aver tenuto duro nelle criticità, rilanciando per il futuro: "Non ci fermiamo, abbiamo in cantiere l’idea di fare un secondo impianto ancora più grande e in questo viaggio, ancora una volta, servirà l’aiuto di tutti, soprattutto dei lavoratori, il loro entusiasmo è la nostra forza", ha concluso Shankar.



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