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L'AQUILA... AGLI STUDENTI DI TUTTO IL MONDO TANDEM LINGUISTICI NEL CUORE DELLA MOVIDA

Pubblicazione: 11 novembre 2018 alle ore 08:15

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L'AQUILA "A L'Aquila sono arrivato grazie ad una borsa di studio, e per la buona qualità dell'Università. Ora però qui mi sento a casa, amo le montagne che la circondano. Osservo con piacere come viene ricostruita e restaurata dopo il terremoto terribile che ha subito. Ritengo che in dieci anni qui sia stato fatto un ottimo lavoro. Spero che lo stesso avvenga per il mio Paese, distrutto dalla guerra".

Yahya Saleh, 24 anni, arriva dalla Siria, dalla capitale Damasco. Studia matematica nell'Ateneo aquilano, e  si è lasciato alle spalle un paese devastato da anni di guerra civile, che ha conosciuto l'orrore dell'integralismo islamico che si è fatto Stato,  con due milioni di profughi che non sanno ora dove andare. E' solo uno degli oltre 700 studenti stranieri che studiano nel capoluogo d'Abruzzo.  Arrivati con il progetto Erasmus e iscritti ai corsi di laurea internazionali attivati dall'Università dell'Aquila, a cui si aggiungono gli studenti provenienti da tutto il mondo del Gran Sasso Science Institute. A tal proposito va ricordato che il rapporto Almalaurea attribuisce un alto punteggio al grado di internazionalizzazione dell’Ateneo aquilano, grazie anche alle partnership transnazionali e ai finanziamenti dell’Erasmus Placement. 

Molti di questi studenti partecipano periodicamente al Tandem linguistico di ateneo, iniziativa giunta alla terza edizione a cura del Centro linguistico dell'Università dell'Aquila, nata con l'intento di far incontrare gli studenti stranieri con quelli italiani, per favorire e facilitare l'apprendimento delle lingue, moltiplicando le occasioni durante l'anno di dialoghi a coppia e di gruppo, nelle lingue madri dei partecipanti.

L'appuntamento questa volta non ha avuto luogo nel chiuso di aula universitaria, ma nel cuore del centro storico e della movida aquilana, in via Garibaldi, al ristorante pizzeria Punto G e al caffè enoteca Garibaldi.

Entrando nei due storici locali si è così respirata l'aria fresca della multiculturalità, si è toccata con mano la magia dell'essere giovani, e con un mondo davanti da scoprire, e si spera da rivoluzionare. Opportuna location per immaginare la città che verrà, almeno negli auspici di molti: una piccola ma accogliente capitale europea nel cuore degli Appennini, aperta, vivace. curiosa, stimolante e nel cui centro storico riabitato, ogni giorno accada la vita, mai identica al giorno che precede. 

Tra gli studenti italiani Chiara Castellani, volontaria dell'associazione Aquilsmus, che da anni svolge il prezioso lavoro di assistenza degli studenti stranieri.

"Il bello di Aquilasmus - spiega ad Abruzzoweb - è l'essere il punto di riferimento di persone che vengono da decine di Paesi stranieri, in una città a loro sconosciuta, che prima avevano visto solo nella cartina geografica. Noi li seguiamo lungo tutto il loro percorso universitario e didattico, li aiutiamo a trovare casa,  ma cerchiamo anche di favorire, come sta avendo questa sera, l'integrazione nel territorio, la conoscenza della cultura e della storia locale. Lo scambio che qui sta avvenendo non è solo linguistico".

Scambio culturale, dall'altra parte del tavolo, è invece per uno studente aquilano, prendere consapevolezza per viva voce del suo collega straniero, che la sua città è bellissima, circondata da una natura fantastica, la cui università è di buon livello, e che ha anche il vantaggio di essere ad un tiro di schioppo da Roma. Scoprire che visti da fuori gli aquilani sono gente molto meno diffidente e chiusa, di quello che gli stessi aquilani pensano talvolta dei loro concittadini.

Chiara rivela poi che "molti di questi studenti stranieri pian piano stanno trovando casa nel centro storico, anche perché per fortuna ora gli affitti si sono calmierati, alla portata di chi non ha molte disponibilità economiche. Non dimentichiamo poi che comunque qui il costo della vita è molto più basso rispetto ad altre città univerisitarie, rispetto ad esempio a Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli".

Con buona pace delle idiosincrasie delle piccole patrie arroccate in sterili e aggressive identità, della stucchevole retorica delle radici, che andrebbe sostituita semmai, nel terzo millennio, dalla più feconda metafora dell'àncora, da gettare lungo il viaggio nei porti in cui si approda. Facendo salva, ovviamente la radice della genziana con cui si realizza il rinomato liquore appenninico, molto apprezzato anche durante la serata del tandem, assieme alle pizze a lunga lievitazione. 

Per Davide Stratta, titolare dei due locali, "questa per noi è stata una serata magnifica, la presenza degli studenti per questa città, in momento così delicato e di passaggio, è fondamentale. E a maggior ragione è importante la presenza degli studenti stranieri che portano multiculturalità, innovazione, scambio di idee, Un melting pot che può ricreare una nuova società civile. L'Aquila deve ritrovare un'identità come città che appartiene al mondo e i decisori politici dovrebbero favorire in tutti i modi questo processo, cominciando dal rendere più efficenti i servizi pubblici". 

 



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