L'AQUILA: AL VIA IL PROGETTO ''POPLETUM'',
RICOSTRUZIONE ''CHIAVI IN MANO'' DI COPPITO

Pubblicazione: 21 novembre 2017 alle ore 18:06

Progetto Popletum per la ricostruzione unitaria di Coppito

L’AQUILA  - Partirà a breve il Progetto ''Popletum'', iniziativa per la ricostruzione unitaria della frazione di Coppito (L’Aquila), così denominata anticamente per via della presenza dei pioppi e ancora gravemente danneggiata dal terremoto del 2009.

L'obiettivo è creare la possibilità di far partire tutti gli aggregati insieme con un progetto unico, "allo scopo di riconsegnare il borgo nella sua interezza agli abitanti, utilizzando l’economia di scala che deriverebbe dall’unitarietà dell’intervento".

Le imprese devono ancora essere individuate dalle assemblee dei consorzi, "ma è nostra ferma intenzione, restituire ai coppitani un borgo più bello e vivibile di prima", spiegano i due promotori: il geometra Ermanno Lisi, ex assessore provinciale e comunale, coordinatore della maggior parte degli aggregati di Coppito, e l’avvocato Vincenzo Calderoni, presidente di un buon numero di consorzi.

Questa mattina si è tenuta  la prima riunione all’Aquila nella sede comunale di Palazzo Fibbioni con le istituzioni che hanno formalizzato il loro interesse al progetto.

Presenti il sindaco, Pierluigi Biondi, che ha anche la delega alla Ricostruzione, il presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari, originario proprio di Coppito, il vice sindaco, Guido Liris, e il dirigente del settore Ricostruzione privata, Vittorio Fabrizi.

I PROMOTORI: ''RICOSTRUZIONE E VALORIZZAZIONE''

"L’iniziativa risale al 2015 - spiegano i due promotori - come risulta da una lettera inviata alle istituzioni tra cui l’Usra e l’assessorato alla Ricostruzione. Tuttavia la precedente amministrazione non ha mai dato un seguito effettivo, pur manifestando un certo interesse nei confronti dell’iniziativa, mentre l’Usra, nella persona di Raniero Fabrizi, e la Soprintendenza, avevano formalmente manifestato apprezzamento".

Da qui la necessità di riproporlo alla nuova Giunta che, "ha espresso immediato e concreto accoglimento e nel giro di qualche giorno il sindaco ha convocato la riunione odierna nel corso della quale, ha chiesto in cambio della partecipazione del Comune, impegno da parte dei consorzi a depositare la seconda scheda parametrica entro 90 giorni e partire poi con i lavori".

Creare quindi un borgo modernizzato ben inserito nel contesto cittadino, "valorizzando anche la posizione strategica: la vicinanza con l’ospedale, il polo universitario, la Guardia di finanza, la zona commerciale di Pile, la Dompè”, rilevano Lisi e Calderoni.

Di rilevante importanza per i due è inoltre riuscire a creare una sorta di autonomia,  "pianificando il rinnovamento delle reti infrastrutturali rappresentate dal sistema dei sottoservizi che, compatibilmente con la programmazione del Comune, potrebbe essere implementata con iniziative anche private".

E un attenzione anche per gli spazi verdi e la socialità degli abitanti, utilizzando le risorse risparmiate in virtù dell’economia di scala. "Con le risorse che si liberaranno speriamo - aggiunge Lisi - di poter riqualificare e ultimare il parco Gigotti, attualmente di proprietà del Comune".

E creare quindi uno spazio per la socialità. "Da coppitano sento di avere un dovere morale nei confronti della mia gente e fare il possibile per migliorare la qualità della vita di tutti", auspica.

"Da quasi 9 anni la quasi totalità degli abitanti del centro di Coppito vive ancora il problema della disgregazione conseguente al terremoto, tanti delle vecchie generazioni sono ancora delocalizzati e, uno degli obiettivi di questo progetto, è quello di recuperare e riorganizzare il tessuto architettonico e sociale del borgo", conclude.

TINARI: “RICOSTRUIRE UN BORGO CHIAVI IN MANO”

Sul tema il presidente del Consiglio Tinari ha diffuso una nota in cui spiega che l’incontro, “da me fortemente voluto, ha rappresentato un importante momento di confronto e coinvolgimento sociale e politico. L’obiettivo finale del quadro programmatico - ha aggiunto - è quello di avviare al più presto e in maniera unitaria l’intero processo di ricostruzione della frazione di Coppito, comprese le aree pubbliche interessate”.

“L’intento è quello di giungere nei tempi più brevi a una riconsegna dell’intero borgo ‘chiavi in mano’, con palazzi e servizi perfettamente ultimati - ha aggiunto - finalizzati a un immediato reinsediamento delle famiglie e delle attività commerciali, senza ulteriori successive dannose cantierizzazioni”.

“Un progetto pilota, ambizioso e unico nel suo genere, al momento al vaglio degli uffici preposti, che, se attuato, fungerà da esempio trainante per l’intero processo di ricostruzione di tutte le frazioni e non solo, basti pensare ai quartieri del centro storico aquilano”, ha aggiunto ancora.

“È stato bello assistere, in una sala brulicante di presidenti di consorzio, amministratori e tecnici della ricostruzione, ma anche di semplici cittadini, a un incontro finalmente partecipato, in cui si è discusso di progetti unitari e soluzioni condivise - ha concluso - Si può affermare che, oggi, il cittadino è stato messo al primo posto”.

PIETRO DI STEFANO: ''PLAUDO ALLE BUONE INTENZIONI MA NON HO MAI LETTO NULLA A PROPOSITO"

"Leggo con stupore le dichiarazioni dei proponenti riportate nell’articolo. Dicono che l’iniziativa sarebbe stata presentata alla precedente amministrazione che non l’ha presa in considerazione", ha commentato con un post sulla sua pagina Facebook, l'ex assessore Pietro Di Stefano.

"Io invece vengo a saperlo solo oggi. Non ho mai letto nulla in proposito da parte dei due proponenti. Aggiungo che spessissimo ho incontrato Ermanno Lisi (già assessore al Comune) e sempre abbiamo scambiato qualche parola ma mai mi ha parlato di simile iniziativa", si legge sul post.

"Come non me ne ha parlato l’avvocato Calderoni, che pure ho avuto modo di incontrare in qualche occasione. Non giudico una cosa che non conosco, plaudo alle buone intenzioni ma non posso far passare cose inesistenti. Per dignità e per dovere di verità", conclude.

 



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