L'AQUILA: AL VIA ''RESIDUI'', ''RISCOPRIRE E RECUPERARE INSIEME 5 LUOGHI DELLA CITTA'''

Pubblicazione: 20 agosto 2018 alle ore 13:21

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L’AQUILA – Riscoprire i luoghi ancora non integrati nel tessuto socio-urbanistico della città, dando loro una mission, attraverso idee e progetti, che nascano da un dibattito-confronto costruttivo per la ricostruzione dell’Aquila del futuro.

È questo lo scopo del progetto culturale “Residui”, un’iniziativa promossa dall’associazione “Viviamolaq”, presentata questa mattina in conferenza stampa a palazzo Fibbioni, dal presidente del gruppo, Matteo De Marco, dall’assessore alla Cultura del Comune del capoluogo abruzzese, Sabrina Di Cosimo e dal presidente dell’Ance (associazione nazionale costruttori edili) Giovani L’Aquila, Giordano Equizi, che sostiene l’iniziativa.

“La denominazione ‘Residui’ non è casuale, ma è stata scelta perché avviene in luoghi ancora residuali del capoluogo, che non sono ancora integrati al tessuto socio-urbanistico della città, per cui si può iniziare a pensare alla mission di questi luoghi per quella che sarà L’Aquila del futuro”, ha illustrato l’assessore Di Cosimo.

“Ho colto con orgoglio e con piacere questa iniziativa, perché è un aiuto fondamentale alla rinascita urbanistica e culturale della città, mi piace l’idea che non si tratti di lezioni preconfezionate da professionisti, ma che siano dibattiti aperti con studenti, architetti, ingegneri, o semplici cittadini. Mi piace l’idea che gli incontri si svolgano per così dire sul ‘luogo del delitto’, affinché si possa trovare ispirazione, dibattere e controbattere sul posto. Si animerà un confronto che partirà anche dalle idee dei cittadini, ogni giovedì a partire dal 23 di agosto”, ha precisato l’assessore alla Cultura.

“Si tratta di un progetto che nasce dall’idea di portare in città un dibattito critico che possa coniugare l’esperienza di cinque progettisti importanti nel panorama italiano, con la volontà della cittadinanza e con gli attori principali della ricostruzione, che sono il Comune, l’Ance e l’ordine degli Architetti”, ha spiegato De Marco. 

Un confronto costruttivo, dunque, “in un momento storico importante del post-sisma della città, un dibattito che vuole porre le basi per quello che potrebbe essere un modello da esportare fuori dai confini nazionali, creando un contenitore di buone pratiche che vadano dalla materia urbanistica alle nuove tecnologie, passando per il verde pubblico e le nuove costruzioni”, ha aggiunto il presidente dell’associazione.

“Tutti dopo il sisma abbiamo sentito sulla pelle quanto lo spazio, i luoghi e gli scorci incidano sul nostro benessere psicologico vitale. La nostra è stata un’esperienza estrema, ma ci ha insegnato ad apprezzare ancora di più il bello che davamo per scontato. E adesso, dopo un decennio di scorci divorati dalla tragedia, abbiamo voglia di prenderci cura dei nostri luoghi. Abbiamo scoperto quanto i luoghi pubblici, ma anche gli edifici privati, siano un patrimonio collettivo, perché sono parte del paesaggio materiale che diventa anche un passaggio mentale”, ha detto Giordano Equizi.

“Ci piace molto questa riscoperta sensibilità, perché incrocia la nostra voglia di lavorare bene di svolgere il mestiere del costruttore nella pienezza dei suoi obiettivi sociali. Sono qui dunque per ringraziarvi dell’iniziativa, che abbiamo sostenuto con entusiasmo come anche Giovani L’Aquila, e che si inserisce nel filone più ampio che stiamo portando avanti in altre collaborazioni con l’Università e le scuole tecniche superiori, volto a una diffusione di una cultura edilizia alta, al servizio del cittadino. Questo può realizzarsi solo in un continuo scambio tra il mondo degli imprenditori del mondo dei saperi”, ha concluso il presidente dell’Ance Giovani L’Aquila.

“Viviamolaq” è nata nel 2012 come associazione di promozione sociale, “da quando ci siamo costituiti abbiamo cercato di lavorare con il tessuto aquilano, cercando di andare a recuperare degli spazi urbani abbandonati o in disuso, creando spazi per la cittadinanza. Siamo cresciuti molto e abbiamo potuto fare delle installazioni temporanee di Land Art, una corrente artistica che opera sul paesaggio naturale o sugli spazi urbani manipolandoli e trasformandoli in vario modo”, ha sottolineato il presidente De Marco.

“Abbiamo raggiunto il massimo della nostra esperienza con la progettazione di due scuole, in collaborazione con lo studio Mario Cucinella di Bologna: il masteplan per la scuola di  Sassa e la progettazione per quella di Pacentro, che aspettano di essere ricostruite a 10 anni dal sisma del 6 aprile 2009”, ha concluso. 

Questo il calendario dei cinque incontri diffusi, che si svolgeranno a partire dalle ore 16.30, in alcune aree della città ancora non recuperate, e che dovranno essere riattivate:

23 agosto – Santa Maria Paganica (incontro con l’architetto Giovanni Vaccarini, che ha uno studio a Pescara);

30 agosto – Porta Branconio (incontro con l’architetto Simone Gheduzzi, di Bologna);

6 settembre – Chiassetto del Campanaro (incontro con l’architetto Marilena Baggio, della Green Cure di Milano);

13 settembre – Largo Tunisia (incontro con l’architetto Walter Nicolino, di Torino);

20 settembre – piazza San Marco (incontro con l’ingegnere Maurizio Milan, di Torino).

 

 



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