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PROCURA DELL'AQUILA CHIEDE PROROGA INDAGINI, TREMANO IMPRENDITORI
E FUNZIONARI; A LUGLIO SCORSO ARRESTI E INQUISITI PER PRESUNTE MAZZETTE

L'AQUILA: APPALTI MIBACT SU CHIESE
E MONUMENTI, ALTRI FILONI E INDAGATI

Pubblicazione: 12 aprile 2018 alle ore 22:48

L'AQUILA - Ci sarebbero nuove accuse e altri filoni di indagine nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri su presunte mazzette negli appalti per la ricostruzione di monumenti e chiese gestiti dal Mibact Abruzzo che nel blitz del 19 luglio scorso ha portato ad undici arresti e una ventina di indagati.

Tremano quindi imprenditori e funzionari del ministero dei beni culturali: la procura della Repubblica dell'Aquila ha chiesto ed ottenuto dal Gip la proroga delle indagini.

Il supplemento di indagini  da qualche settimana è  resa infatti necessaria perché nel corso dell'esame della voluminosa documentazione sequestrata dai carabinieri in occasione della operazione dell'anno scorso sono stati trovati alltri indizi di colpevolezza e altri profili di responsabilità. 

La Procura potrebbe aprire altri filoni di inchiesta che vedono coinvolti personaggi già finiti nella bufera nell'indagine principale ed altri ''volti" nuovi.

I nuovi indizi sono emersi dopo circa un anno di lavoro e riguarderebbero appalti per la ricostruzione di altri momumenti danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009.

La proroga permetterà di indagare fino a giugno.

Ecco perché, quando ci sarà la chiusure delle indagini preliminari, potrebbero emergere altre persone coinvolte.

L’inchiesta è caratterizzata da una trentina di indagati con accuse, che, a vario titolo, vanno dalla corruzione, alla turbativa d'asta, dal falso, alla soppressione e distruzione di atti.

I magistrati contestano il pagamento di somme per ottenere gli appetibili appalti del post terremoto che riguardano la ricostruzione di antichi palazzi e chiese.

Molto complesso e laborioso il lavoro dei militari dell'Arma che da mesi visionano il corposo materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni in diverse regioni. Oltre all'Abruzzo, anche Campania, Puglia e Marche.

Inoltre ci sono montagne di intercettazioni che accusa e difesa interpretano in modi diversi.

L'operazione del 19 uglio scorso ha portato ai domiciliari diverse persone tra le quali gli imprenditori Leonardo Santoro, Graziantonio Loiudice, Antonio Loiudice, Vito Giuseppe Giustino, Mauro Lancia, e alcuni tecnici tra i quali Lionello Piccinini, Marcello Marchetti, Giampiero Fracassa

Tutte le persone inizialmente ai domiciliari sono state rimesse in libertà in tempi relativamente brevi, dopo gli interrogatori di garanzia e hanno negato ogni addebito.

Ma gli investigatori non si sono persi d'animo ed avrebbero trovato nuove fattispecie di reato, arricchendo le accuse contenute nelle circa 200 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Giuseppe Romano Gargarella.

Tra le contestazioni che hanno fatto più scalpore il dato che dopo il terremoto del 2016 nel centro Italia "gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l’Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari".

A finire sotto la lente d'ingrandimento è stato l'appalto per i lavori della torre medicea a Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila) per il quale ci sarebbero state presunte mazzette per 40 mila euro. (b.s.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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