L'AQUILA: ASSEMBLEA ANNUALE
ORDINE INFERMIERI, PRECARIATO
E TESTAMENTO BIOLOGICO

Pubblicazione: 29 marzo 2018 alle ore 18:40

L'ospedale San Salvatore dell'Aquila

L'AQUILA - Carenze di organico, precariato, testamento biologico. Questi i temi al centro dell'assemblea annuale dell'Ordine degli infermieri della provincia dell'Aquila. Un momento di confronto sull'anno appena passato e sulle linee programmatiche del 2018, che si è svolta all’aula magna dell’Istituto superiore di scienze religiose (Issr) dell'Aquila.

L’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) L’Aquila per la prima volta ufficialmente, con Legge 3/18, transita dalla vecchia definizione di Collegio Ipasvi (un tempo riservato alle professioni diplomate) a quella di Ordine, oggi composto da molti professionisti sanitari in possesso di laurea triennale o magistrale.

L'Opi contiene al suo interno due albi professionali: quello degli infermieri, che ad oggi conta 2.935 iscritti e quello degli infermieri pediatrici, con 7 iscritti.

Per il 2018: "l’Ordine, che per mandato si occupa non solo dei propri iscritti, ma soprattutto dei cittadini del territorio attraverso il sostegno della Sanità disponibile, ha annunciato la volontà di essere sempre più presente come tratto d’unione ed informazione sui temi della nostra salute, che a tutti premono, ragionando di politica sanitaria con le istituzioni locali e regionali - si legge in una nota dell'Ordine - È seguito all’assemblea un evento formativo di grande attualità, dal titolo 'La nuova legge sul consenso informato e sul testamento biologico, aspetti operativi, giuridici e deontologici'".

"L’argomento, fortemente sentito dalla presidente dell’Ordine, la dottoressa Ianni Maria Luisa e da tutti i componenti del direttivo e del collegio dei revisori dei conti dell’Ordine, trattato da Luca Benci, giurista di fama nazionale, e da don Manfredi Gelsomino, docente di Teologia Morale dell'Issr, è di grande attualità e impatto sulla comunità infermieristica che è coinvolta quotidianamente nel prendersi cura di donne e uomini in condizioni di fragilità e che, con questa legge, possono liberamente scegliere se aderire o meno a trattamenti terapeutici volti a prolungare la loro vita in condizioni estreme", aggiunge la nota.

All’evento hanno preso parte più di 140 infermieri, tra i presenti: il vice sindaco Guido Liris, il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera e  direttore sanitario della Asl 1, Maria Teresa Colizza, il direttore sanitario del presidio ospedaliero aquilano Giovanna Micolucci, la direttrice del corso di laurea in Infermieristica dell’Università degli studi dell'Aquila, Cristina Petrucci, il presidente provinciale dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, Maurizio Ortu, "con i quali si sono avuti importanti momenti di confronto e di promesse di collaborazione con l’Ordine degli infermieri al fine di superare le problematiche organizzative gestionali della Asl legate sempre più spesso alle carenze di organico, al precariato, ad un non ottimale utilizzo delle competenze presenti in Azienda anche fra il personale infermieristico, ad un turn over quasi inesistente ma anche momenti di riflessione sulla necessità di una maggiore diversificazione della formazione post laurea degli infermieri e anche di collaborazione e crescita con gli altri Ordini Professionali in primis quello dei medici", precisa la nota.

"Allargando il livello di dialogo e confronto, sarà possibile arrivare alla istituzione di un Dipartimento delle professioni sanitarie presso la nostra Asl che renda possibile una migliore gestione delle risorse umane infermieristiche e professionali, come la legge impone e come l’atto aziendale già include - spiega la nota - È stata un’occasione importante per ribadire tutti insieme quanto l’unità di intenti e la collaborazione possa essere determinante per garantire qualità e sicurezza delle cure al cittadino".

"Non dimentichiamo che siamo in una fase di importante trasformazione, anche alle luce della legge 24/2017 sulla responsabilità professionale e le buone pratiche assistenziali, che aprirà definitivamente la strada verso l’assistenza e il percorso di cura sul territorio attraverso l’attivazione di nuovi modelli assistenziali come quello del servizio dell’Infermiere di Famiglia. Quello dell’infermiere è, come per il medico fra l’altro, un dovere etico e deontologico interrogarsi sulla qualità dei servizi erogati e sulla sicurezza delle cure pertanto, gli importanti cambiamenti in atto anche con la trasformazione dei Collegi professionali in Ordini, dovranno necessariamente trovare una risposta di tipo strutturale e organizzativo, prevedendo nuove interazioni fra le professioni e fra le professioni e le istituzioni", conclude la nota.



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