L'AQUILA: ASSOCIAZIONE CENTRI SPORTIVI ITALIANI BOCCIA COMUNE, 'IGNORANZA AMMINISTRATIVA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

L'AQUILA: ASSOCIAZIONE CENTRI SPORTIVI ITALIANI BOCCIA COMUNE, 'IGNORANZA AMMINISTRATIVA''

Pubblicazione: 22 aprile 2018 alle ore 07:00

Pierluigi Biondi e Alessandro Piccinini

L'AQUILA - "Per quanto riguarda il settore dello Sport il Comune dell'Aquila ha dimostrato superficialità, inadeguatezza e ignoranza amministrativa".

È la bocciatura completa all'amministrazione guidata da Pierluigi Biondi dell'Associazione centri sportivi italiani (Acsi) del capoluogo abruzzese, un consorzio nazionale di promozione sociale, attivo nel settore della cultura, dello sport, del tempo libero e del turismo sociale, a cui sono affiliate numerose società sportive del territorio.

In una nota, infatti, Alfredo Pellecchia, presidente Acsi L'Aquila e Paola Federici, vice presidente dell'Acsi locale e coordinatrice nazionale dell'area formazione motorie e sportiva dell'associazione. stroncano così l'attività dell'assessorato allo Sport, di cui detiene la delega Alessandro Piccinini: "Nulla è stato fatto per l'impiantistica sportiva e la gestione degli impianti aquilani a poco meno di un anno dall'insediamento".

A nove mesi dall'elezione dei nuovi rappresentanti comunali, i due componenti dell'Acsi sperano che l'amministrazione possa rimettersi sulla "retta via": "Ci auguriamo che nel prossimo futuro l’amministrazione comunale inizi a dare la necessaria importanza allo Sport che può risultare un importante strumento oggi per L’Aquila e per la sua ricrescita".

Nella nota si entra nel particolare e si citano le situazioni più difficili: "L’Attività in questo periodo è stata a dir poco discutibile e poco attenta alle necessità reali del nostro territorio - scrivono - Ad oggi risulta scaduta la convenzione per la gestione della piscina comunale di Viale Ovidio; c’è una vertenza aperta per la gestione della piscina comunale di Santa Barbara dove il Comune non ha ancora espresso atti necessari; la pista di pattinaggio di Santa Barbara risulta abbandonata, non manutenuta e utilizzata senza alcun controllo; il palazzetto di Viale Ovidio in totale abbandono nonostante erano stati iniziati i lavori; la pista di atletica leggera che nonostante il Comune riconosca un contributo di ben 12 mila euro annuo, risulta chiusa la maggior parte delle mattine, le utenze pare siano ancora a carico del Comune stesso e gli utenti pagano profumatamente i servizi".

In particolare, Pellecchia la Federici sottolineano che nel Regolamento per la gestione e l’uso degli impianti sportivi comunali e per la concessione di contributi alle associazioni sportive dilettantistiche, approvato dal Consiglio Comunale il 31 gennaio scorso e pubblicato il 15 marzo 2018, "c'è un'anomalia in quanto è stato pubblicato prima il bando per l’iscrizione delle associazioni all’albo comunale e dopo il regolamento che istituiva lo stesso Albo, che ovviamente ha creato un notevole imbarazzo nelle associazioni stesse".

Inoltre, "ad una lettura attenta e dettagliata è evidente che è il risultato di una 'accozzaglia' di idee, ma che nella sostanza non da assolutamente un indirizzo politico e organico allo sport, ma soprattutto non premia le associazioni che si occupano seriamente e professionalmente dello sviluppo dello sport, ma altresì addirittura troviamo che vengono concessi contributi alle associazioni con un punteggio rilevante rispetto alle spese di gestione, in maniera residuale all’età dei tesserati e dal tipo di attività svolta. Cosa molto grave è che il Comune di L’Aquila non si preoccupa minimamente da chi gestisce i corsi, cioè la formazione dei tecnici. Pertanto una associazione che paga un cospicuo affitto, delle tasse di affiliazione e tesseramento e per trasferte, è avvantaggiato ad una associazione che invece si preoccupa di avere personale altamente formato e quindi ben retribuito che garantisce però il vero benessere dell’individuo", aggiungono presidente e vice presidente Acsi.

Un'impasse che nasce anche dalla poca comunicazione tra l'amministrazione e le associazioni sportive secondo i due componenti dell'Acsi: "Amministrazioni molto più lungimiranti e ove c’è un dialogo intellettuale molto più elevato si stanno orientando verso politiche attive per garantire e incentivare la pratica dell’attività motoria e sportiva gestite da personale qualificato che possa garantire il vero benessere dei cittadini, promuovere e sostenere associazioni che si dedicano a progetti che favoriscano l’inclusione, la condivisione di stili di vita attivi a prescindere dal risultato agonistico, ma che premino la pratica sportiva come un vero strumento di benessere, di socializzazione e di partecipazione, valori di cui più che mai oggi L’Aquila ha bisogno e non di esclusione e selezione tipica dell’attività sportiva di alto livello", precisano.

La Federici e Pellecchia, però, riconoscono delle note positive nell'azione dell'amministrazione, seppur con qualche perplessità: "Ottima l’idea dell’istituzione della consulta comunale dello sport, ma anche qui si rilevano degli errori macroscopici dettati dall’ignoranza. Prima di tutto essendo una consulta dello sport è alquanto inopportuno che nell’assemblea ne facciano parte le associazioni promozione sociale che nell’ordinamento nazionale hanno funzioni differenti dalle associazioni sportive, inoltre nella stessa assemblea vedremo che un Ente in particolare, l’unico che a livello nazionale ha istituito le leghe, sarànumericamente più rappresentato a seconda delle leghe presenti sul territorio a discapito degli altri Enti che saranno rappresentati solo dal loro presidente territoriale", scrivono ancora nella nota.

"Ottima l’istituzione dell’albo delle associazioni sportive, ma è alquanto anomalo che le stesse potranno iscriversi soltanto a seguito di pubblicazione di un bando. In tutti i comuni italiani gli albi delle associazioni sono aperti considerando che il mondo delle associazioni è mutevole e quindi anche le amministrazioni devono essere adeguate alle esigenze e non è possibile che si deroghi in maniera così approssimata e superficiale al decreto del presidente della Repubblica 445/2000 sulla documentazione amministrativa, che ha introdotto l’autocertificazione, richiedendo invece una serie di documenti inesigibili e che ancora una volta dimostrano l’inadeguatezza e ignoranza amministrativa".

Per quanto riguarda poi il tariffario degli impianti sportivi "è immediatamente evidente un ingiustificato trattamento tra i due impianti natatori, che sicuramente è a discapito della piscina di Santa Barbara che pur avendo una sola vasca la si limita di fatto alla sola attività agonistica con tariffe agevolate, che mettono a rischio la gestione stessa dell’impianto. L’amministrazione comunale dovrebbe essere garante e mettere in condizione i gestori degli di poter garantire la fruibilità a tutti, a costi accessibili ma che consentano di garantire comunque il massimo della sicurezza anche in termini di personale qualificato che sia in grado di far praticare l’attività sportiva senza rischi e non lucrare sulla percentuale degli incassi previste per altri campi", tengono a sottolineare.



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