L'AQUILA: BANUSHAJ, ''COSTRUIRE UN MODELLO DI CITTA' MULTICULTURALE''

Pubblicazione: 09 giugno 2018 alle ore 20:53

Edlira Banushaj

L’AQUILA - “Costruire un modello di città multiculturale, che possa essere utilizzato in base alla sua storia, il suo passato più o meno recente, e soprattutto il sentire dei suoi cittadini, vecchi e nuovi, deve costruire un proprio modello per essere dinamica e flessibile, capace di progredire tenendo sotto controllo le forme di discriminazione che accompagnano, da sempre, i processi migratori, gli atteggiamenti di allarmismo, di chiusura e di pregiudizio nei confronti di alcune situazioni o fasce sociali”.

Questo lo scopo del progetto che vorrebbe avviare all’Aquila Edlira Banushaj, consigliere straniero aggiunto del Comune, che in una nota spiega: “Oggi viviamo un periodo storico molto preoccupante per quanto riguarda la coesione sociale e da varie parti si sta alimentando la contrapposizione tra poveri e disperati agevolata da scelte politiche che hanno portato questo Paese a non garantire crescita, stabilità, sicurezza economica e prospettive per il futuro. Quando le persone che, non riuscendo ad arrivare alla fine del mese, dovendo utilizzare i risparmi di una vita per poter far fronte alle spese quotidiane, le spese mediche, mutui e affitti, è facile che credano alla propaganda contro i migranti”. Intanto, proprio nel capoluogo abruzzese, la notizia della richiesta da parte della comunità islamica della costruzione di nuova moschea nella zona est della città ha sollevato numerose polemiche, sia da parte degli esponenti di Fratelli d’Italia, sia da una parte di cittadini che si dicono contrari.

“Condividendo l’opportunità di regolamentare e far rispettare le norme della vita quotidiana dei migranti nelle città, vorrei evidenziare che la grande maggioranza degli extracomunitari lasciano, le proprie case, le proprie mogli o fidanzate, i propri figli, i loro legami, con molta sofferenza, e che non lo facciano con l’intento di venire qui a delinquere. Ovviamente in ogni comunità c’è chi non rispetta le regole e chi vuole vivere al di fuori della legalità e su questi bisogna intervenire a prescindere se siano stranieri o italiani”, aggiunge la Banushaj.

“Per poter alimentare un clima di distensione, e non di odio, bisogna che gli Enti predisposti facciano una giusta comunicazione che faccia si che i cittadini vengano messi a conoscenza della reale situazione relativa alla comunità extracomunitaria. Quando si parla di extracomunitari non bisogna pensare solo a chi viene nel nostro Paese sui barconi fuggendo da guerre e povertà o di disperati che vagano senza regole nelle nostre città, gli extracomunitari sono anche e soprattutto cittadini onesti e lavoratori che si sono integrati nelle nostre comunità rispettandone le regole – si legge ancora nella nota - Un luogo comune che si sente spesso è che noi Siamo il Paese con più immigrati, non è vero. Dati del 2015: Germania : 1.543.800, Regno Unito: 631.500, Francia: 363.900, Spagna: 342.100, Italia: 280.100. L’Italia, accoglie un profugo ogni mille persone e risulta sotto la media europea (1,1 ogni mille) e ben al di sotto di Svezia (11 ogni mille) e Francia (3,5 ogni mille)”.

C’è poi, secondo il consigliere aggiunto, un altro luogo comune che andrebbe smentito: “non è vero neanche che gli stranieri ‘ci rubano il lavoro’, in Italia i lavoratori immigrati tendono a esercitare in aree differenti da quelle dei lavoratori italiani. I cittadini stranieri tra imposte e contributi previdenziali versano 16,5 miliardi di euro all’anno. Mettendo a confronto entrate e uscite gli immigrati in Italia sono in attivo di 3,9 miliardi di euro. Alimentare una cattiva informazione può avere degli effetti devastanti e incontrollabili”, prosegue.  

“Da quando mi sono insediata come consigliere straniero ho parlato con le forze politiche di maggioranza ed opposizione, con il sindaco, il vice sindaco, con l’assessore di riferimento, capigruppo, con le associazioni che si occupano di immigrazione, confrontandomi con loro sulla necessità di poter mettere in atto un progetto sull’immigrazione. Ho trovato ampia disponibilità e molta attenzione al problema in tutte le forze politiche, ritengo che prevedere un progetto strutturato che tenga conto di tutte le problematiche relative all’immigrazione, dalla emergenza relativa alla prima accoglienza, ma anche e soprattutto a sviluppare una politica organica e trasversale per l’immigrazione, un sistema integrato per la sicurezza urbana possa essere un ottima iniziativa per combattere l’esclusione sociale di fasce deboli di popolazione”, conclude.



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