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L'AQUILA: BIMBO SOTTRATTO ALLA MADRE, SIT-IN GENITORI DAVANTI AL TRIBUNALE

Pubblicazione: 16 ottobre 2019 alle ore 17:07

L’AQUILA - Un gruppo di mamme ha manifestato pacificamente, in mattinata, all’esterno del Tribunale dei minori dell’Aquila. 

Un modo per solidarizzare con la mamma di Avezzano a cui è stato sottratto un bambino di otto anni, con metodi che i genitori dei suoi compagni di scuola hanno sempre definito brutali, per essere mandato a 350 chilometri di distanza, con gli zii paterni. Una vicenda su cui il Tribunale si pronuncerà definitivamente il prossimo 6 novembre. 

"Noi rappresentiamo un gruppo di mamme - ha detto fuori dal tribunale Francesca - una città e una scuola indignate per una decisione, tutt’ora provvisoria, presa dal Tribunale già da aprile. Questo bambino è stato tolto alla sua quotidianità, alla sua mamma, con cui viveva da quando è nato ed è stato mandato a 350 km di distanza. Quello che chiediamo, siamo ormai alla fasi finali, è di attenzionare ancora una volta il caso. Chiediamo al giudice  di prendere decisioni in serenità d’animo valutando bene tutti gli aspetti. Il 7 novembre lo aspettiamo a scuola". 

Quello che ha spinto le mamme a schierarsi apertamente è la modalità con cui il bambino è stato portato via, una mattina, a scuola. 

"Quell’episodio - dice Francesca - ci ha tolto la serenità, questa è una storia in cui manca l’aria. Quel giorno è stato traumatico, neanche alle bestie si fa un trattamento del genere". 

"La cosa più grave - aggiunge un'altra madre, Sabrina - è che il bambino dalla mattina alla sera è stato portato via, senza un motivo. Da allora sono passati sei mesi, ancora la ragione non si trova". 

L’allontanamento è stato chiesto e ottenuto da un perito in base alla tesi che l’ambiente materno sarebbe "altamente disfunzionale e pregiudizievole tanto da poterne compromettere gravemente lo sviluppo psicoevolutivo" motivando la richiesta con vaghi "comportamenti di grave disagio psicologico manifestato dal minore che potrebbero condurlo alla disintegrazione del sé". Una tesi che ovviamente la madre ha contestato fin dal primo istante, documentatamente. 

La vicenda ha preso le mosse nel 2012, a seguito della fine della relazione dei genitori, e si è protratta sino al 12 aprile scorso quando il minore è stato prelevato dalla scuola dagli zii. I genitori dei compagni di scuola hanno segnalato la vicenda anche al Garante per l’Infanzia. 



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