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L'AQUILA: BIONDI, ''NORMATIVA UNICA SISMA, CHIESA E CEI SI UNISCANO ALLA BATTAGLIA''

Pubblicazione: 19 settembre 2019 alle ore 11:20

L'AQUILA - "La Cei (Conferenza Episcopale Italiana) e la Chiesa facciano propria la 'battaglia di destino' che stiamo portando avanti per consegnarla alla nazione:quella di una normativa chiara e univoca sulla ricostruzione".

Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, nel corso della seconda tappa della Giornata Nazionale organizzata dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto, in corso di svolgimento nel capoluogo abruzzese, ha riacceso i riflettori su uno dei temi più discussi sul terremoto: una legge unica per l'emergenza e la ricostruzione delle città, dopo degli eventi naturali distruttivi, come quello del sisma del 6 aprile 2009.

"È necessario che, così come nella Medicina esistono dei protocolli già pronti al manifestarsi di una stessa malattia, allo stesso modo l'emergenza e le ricostruzioni dovrebbero essere trattate con un protocollo preciso. È una battaglia che ancora oggi dobbiamo fare, tutti insieme, affinché la città dell'Aquila rappresenti un modello per la ricostruzione in Italia", ha aggiunto Biondi nel corso dell'incontro su "Manutenzione e Prevenzione. La tutela delle persone", che si sta svolgendo nella sala Ipogea del palazzo dell'Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo.

Poi il primo cittadino ha ripercorso alcune tappe dal sisma di 10 anni fa: "Credo che ci sia stato un 'peccato originale' nella ricostruzione del 2009, e successivamente anche in quella del Centro Italia: la ricostruzione è stata interpretata come una somma di interessi singoli e non come un valore in sé nei confronti della comunità. Non è stata interpretata come l'esigenza di ridare dei luoghi e dei punti di riferimento alle popolazioni locali", ha spiegato il sindaco dell'Aquila.

"È in questo senso che va intesa la fase in cui ci siamo trovati ad affrontare momenti della ricostruzione confusi: penso alle chiese parrocchiali, non a caso molte delle prime donazioni furono indirizzate proprio ai luoghi di culto. Inizialmente le chiese erano fuori dal discorso ricostruzione. Questo non è possibile, che si sia credenti o meno, è indubbio che rappresentino un punto di riferimento delle comunità locali - ha concluso Biondi - Poi, per un mero scontro politico, c'è stata una replica del 'peccato originale': il cosiddetto decreto 'Enti locali', che ha scaricato la ricostruzione delle chiese sulle strutture periferiche del Ministero dei Beni culturali, che si sono ritrovate da un giorno all'altro non solo con un carico economico e amministrativo, ma anche etico e morale molto importante", ha dichiarato ancora Biondi". (a.c.p.)



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