L'AQUILA: CAFFE' DEL CORSO, 'CREATURA' DI MYRIAM GRECO
''RITORNO ALLE ORIGINI DOPO GLI ANNI DELLA STANDA''

Pubblicazione: 31 dicembre 2016 alle ore 16:58

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L'AQUILA - Un'altra piccola grande luce si accende nel centro storico dell'Aquila ancora in parte terremotato.

Il bar Caffè del Corso, in corso Federico II, è la "creatura" lavorativa che ha ridato speranza a Myriam Greco, 40 anni, nata a San Severo (Foggia) e da 31 anni aquilana vera. 

Inaugurato con un bel bagno di folla da pochi giorni, resterà aperto sia oggi - pure tutta la notte - che domani, primo giorno del 2017, il Caffè del Corso, tiene a precisare Myriam, è un "nuovo ritorno alle origini".

Perché, dice la storia di questa donna che è pure madre di due figli e a "macchinetta" riesce a raccontarti una vita intera con guai - anche gravi - a terribile corredo, dalle parti di Federico II, dove il centro storico, se entri dalla porta opposta, si sdraia leggermente come se volesse riposare sotto gli alberi della Villa Comunale, è trascorso un bel pezzo di lavoro: quello ai magazzini Standa, poi nulla più dopo il sisma del 6 aprile 2009.

"Ho cercato tanti lavori dopo aver perso quella che per molti era una certezza - ricorda Myriam -. È stato un colpo durissimo, ma nella mia vita di colpi duri ne ho sempre presi. Solo che dopo il terremoto era come se non riuscissi a rialzarmi".

Tanto da finire sotto i ferri per il cuore, perdere ancora un altro lavoro con in mente i guai di cui sopra, tra cui un fratello, Giovanni, morto a 31 anni il 7 aprile 2009, il giorno successivo alla "sberla" di Madre Natura al capoluogo abruzzese.

"Ho aperto questo bar il 27 dicembre, giorno di San Giovanni - dice a tal proposito Myriam, che mentre vuota il suo personalissimo sacco ha da ringraziare, ma pure da non ringraziare, tante persone per la piega che ha preso la sua strada - e il colore del bar è il manto della Madonna".

"Volevo creare qualcosa di mio dopo tanto soffrire - continua la donna - e ci sono riuscita, ma volevo anche creare qualcosa per i miei figli, se domani avranno voglia di restare all'Aquila, che senza giovani non può avere futuro.

Credo che tutti noi aquilani dobbiamo sforzarci per non perdere L'Aquila che verrà. Questo bar, piccolo e nel suo piccolo, è soprattutto un segno di forte volontà di farcela, di andare avanti".

"Sarò qui a lavorare anche tutte le dimeniche - chiude la chiacchierata Myriam -. Vi aspetto di fronte la Standa e la Galleria Irti. Non ci si può sbagliare. Non all'Aquila".



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