L'AQUILA CALCIO: 90 ANNI DI ''ETERNO AMOR'', PIROZZI
''DIFENDERE LA STORIA'' E IN CENTRO C'E' VICO AMATRICE

Pubblicazione: 19 giugno 2017 alle ore 10:51

Sergio Pirozzi sul palco con gli ultras aquilani
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L’AQUILA - “Non è solo una questione di calcio, ma è la memoria dei valori delle comunità che ormai si perdono. Per la globalizzazione dobbiamo essere tutti uguali e abbandonare la nostra storia, io invece difendo i valori e le tradizioni della mia comunità, proprio come fate voi”.

C’è questo filo sottile e molto resistente a legare il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, allenatore di mestiere, e gli ultrà dell’Aquila Calcio Red Blue Eagles 1978 che lo hanno voluto come ospite d’onore alla serata “Alla mia terra giuro eterno amor”, giunta all’ottava edizione, celebrata sabato presso gli impianti Area Sport di Monticchio, con il contributo del supporters trust “L’Aquila me”, dov’è stata annunciata anche l’intitolazione di una via al borgo distrutto dal terremoto del 24 agosto 2016 nel centro storico del capoluogo abruzzese.

Un evento cui non ha preso parte nessun rappresentante dell’attuale società aquilana, chiaro sintomo del clima teso, visti i deludenti risultati sportivi, che c’è con la piazza, ma anche dello scollamento tra club e tifosi che ora potrebbe essere azzerato dal cambio di soci nel pacchetto delle quote.

La manifestazione è cominciata dalla mattina con tornei di calcetto e street food ed è proseguita con un grande festival serale della solidarietà e dell’amicizia con Amatrice, e poi della storia del calcio aquilano, in una conferenza che ha ripercorso le stagioni più vincenti di novant’anni di pallone che cadono proprio nel 2017.

Pirozzi, che con L’Aquila ha anche giocato, è stato accolto come una star e si è prestato volentieri a foto, abbracci, cori in onore della sua cittadinanza, inserendo la parola Amatrice allo storico “canterò per te, rossoblù alè” della curva del capoluogo.

Toccanti i video sul passato e il presente del piccolo centro laziale, che faceva parte della Provincia dell’Aquila fino al ’27, proprio quando fu fondata L’Aquila Calcio, e sulle iniziative messe in piedi dalle tifoserie organizzate d’Italia con quella rossoblù in prima fila.

“Provo difficoltà a dire qualcosa - ha detto un Pirozzi, senza voce dopo aver cantato con gli ultrà - per queste immagini che rappresentano il passato e il presente. In 9 mesi ho conosciuto uomini e donne straordinari, tante persone umili che, giorno dopo giorno, hanno dato un sostegno alla mia comunità, e senza queste persone sarebbe stata molto più dura”.

“La felpa è come la maglia - ha ribadito il primo cittadino amatriciano, accompagnato dal vice sindaco Patrizia Catenacci anima di Radio Amatrice - non è solo un indumento, ma rappresenta la storia, i valori e le tradizioni della comunità. Io ho portato solo tre felpe in vita mia: quella dell’Italia, perché sono italiano, quella del Rieti, perché ci ho vinto il campionato da giocatore e allenatore, pensate che culo, e quella di Amatrice, il motivo lo immaginate”.

Pirozzi, applaudito anche dagli ultrà della Spal promossa in A, ha spezzato una lancia a favore delle curve. “Sono andato a trovare casa Claudio, tifoso dell’Atalanta”, ha detto in riferimento a Claudio Galimberti detto il Bocia, storico capo della curva più volte estromesso dagli stadi da provvedimenti giudiziari.

“Dove porta la privazione di una passione? Quel ragazzo neanche può vedere la partita della sua squadra questi provvedimenti incattiviscono perché mettono persone contro altre persone - ha esclamato Pirozzi - Ci possono togliere tutto ma mai l'amore per la terra e le nostre passioni”.

Frasi particolarmente apprezzate in un periodo di tensione in cui otto tifosi aquilani sono stati indagati per violenza privata ed estorsione, accuse per le quali poi è stata richiesta l’archiviazione.

Il sindaco amatriciano si è invece commosso quando ha appreso la sorpresa della nuova via all’Aquila da Cesare Ianni, leader del gruppo di azione civica Jemo nnanzi.

“Avevamo un sogno molto difficile da realizzare, quello di ottenere una strada per Amatrice nel nostro centro storico - ha ricordato - Ebbene, avremo la possibilità di dedicare una via, anche se è un piccolo tratto, a ridosso della Fontana luminosa, nel cuore del centro: il prefetto ha appena chiuso l’iter”.

Si tratta del passaggio tra Largo Tunisia, all’imbocco del corso dove si trovava la pizzetteria “Da Enrichetta” e ora la farmacia, fino alla Fontana luminosa, dietro il palazzo dei Combattenti sede della Fondazione Carispaq: si chiamerà vico Amatrice.

Nell’ambito dell’abbraccio con la comunità amatriciana c’è stato spazio anche per i ragazzi dell’Amatrice Calcio, che hanno conquistato la promozione in Seconda categoria vincendo la Coppa con un rigore decisivo dell’aquilano Simone Laurenzi.

Sul palco sono saliti il presidente, Tito Capriccioli, che ha donato la maglia anch’essa rossoblù del cinquantennale, il dirigente Andrea Teofili, mentre con un video hanno salutato l’allenatore Romeo Bucci e il capitano Remo Berardi, un altro intreccio con L’Aquila visto che nel pre-sisma era barista del locale Coloniale.

Dopo la parte dedicata ad Amatrice, è stato il turno di ricordare novant’anni di storia rossoblù celebrandone le tappe più esaltanti, con il contributo del supporters trust “L’Aquila me’”. La scaletta studiata dal presidente, Marco Mancini, e gli altri del trust ha subìto qualche inversione a seconda delle necessità di ripartenza degli ospiti, tutti omaggiati con una targa ricordo, che si sono sobbarcati anche molti chilometri a notte fonda pur di esserci.

La promozione in serie B del 1934 è stata ricordata da Luca Frontera e arricchita da una video intervista alla nipote dell’allenatore Ottavio Barbieri. Presente anche Totò Bon, nipote della leggenda di quella squadra Marino.

A parlare del 1958 Matteo Massacesi, a seguire il 1979 con Dante Capaldi a intervistare Ambra Collesi, figlia del tecnico Aroldo. Il 1992 ha visto la presenza sul palco del tifoso Amerigo Angelini e poi del cronista Adriano Cantalini e dell’allenatore Leo Acori, celebrato dalla folla pur avendo decretato con il suo Rimini, vent’anni dopo, la retrocessione dell’Aquila in serie D.

Il 1998 è stato raccontato dal giornalista Stefano Dascoli e da una foltissima pattuglia: allenatore e vice, Stefano e Luca Sanderra, gli ex giocatori Gianni Boccia, Marco Onesti e Maurizio Ianni. Del 2000 si è occupato chi scrive assieme all’allenatore della promozione, Aldo Ammazzalorso. Infine il 2013 con Angelo Liberatore e mister Giovanni Pagliari.

Sempre per ricordare i novant’anni, nel pomeriggio si è svolto un confronto cui hanno preso parte il prof. Enrico Cavalli e il cronista Fulgo Graziosi, oltre ai citati Capaldi, Frontera e Massacesi.

Nel corso della serata è stata omaggiata anche Marzia Rossi, figlia del celebre Paolone, bomber e allenatore aquilano deceduto lo scorso maggio. Applausi anche per la Juniores rossoblù di mister Renato Greco che ha vinto il campionato, prima che le note del concerto dei “Ci manna Rino” facessero calare il sipario su una giornata da ricordare.



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