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SALTA ISCRIZIONE, TIFOSI CONTRO TUTTI: ''SE SI RIPARTE DA CATEGORIA INFERIORE ALLA PROMOZIONE, PICCININI SI DIMETTA; LIRIS HA AVUTO PARTE NEGATIVA''

L'AQUILA CALCIO SCOMPARE PER LA TERZA
VOLTA IN 24 ANNI, ADDIO ALLA SERIE D

Pubblicazione: 26 luglio 2018 alle ore 19:32

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L'AQUILA - Sparisce L'Aquila Calcio per la terza volta nella sua storia, dopo i fallimenti del 1994 e del 2003, per la mancata iscrizione del club al campionato di serie D, il cui termine ultimo è scaduto oggi alle 17.

L’esclusione ha provocato un vero e proprio terremoto in città e anche l’ennesimo scossone politico per l’attuale amministrazione di centrodestra, già dilaniata dalle polemiche, in particolare i Red Blue Eagles, hanno chiesto le dimissioni dell’assessore allo Sport, Alessandro Piccinini, sottolineando che “anche il vice sindaco, Guido Liris, ha avuto una parte attiva in negativo in questa vicenda”.

Cala il sipario, dunque, sull’Aquila Calcio 1927, che ora dovrà inevitabilmente ripartire da categorie inferiori o prendere il titolo sportivo di qualche squadra del comprensorio.

Sono risultati vani tutti i tentativi di tirare in ballo gli imprenditori aquilani, in primis Eliseo Iannini, che con una nota ha smentito il suo interessamento, in risposta a un comunicato di Piccinini che lo ha invitato a un confronto sulla possibilità di entrare, con una cordata di imprenditori aquilani, nel sodalizio.

Sul “banco degli imputati” finiscono, dunque, il presidente della società, il manager romano Gianluca Ius, che secondo i tifosi, fortemente delusi da tutti coloro che erano stati presentati come “i salvatori dei rossoblu”, ha firmato la fine del calcio aquilano, sotto la regia dell’attuale amministrazione, Piccinini e Liris.

“Sia fatta piazza pulita e si ricominci da zero”, chiedono i Red Blue Eagles L’Aquila 1978, che in uno striscione apparso alla rotatoria su viale Corrado IV, hanno scritto imprecazioni con una serie di inviti ad andare a quel paese nei confronti di “soci, dirigenti, vecchi e nuovi politici, imprenditori, sciacalli, Ius, giornalisti, comunicatori e collaboratori”. 

Ma questa è L’Aquila Calcio che viene da lontano, con la gestione “scellerata” dei vari ex, come Massimo Mancini, contestatissimo ex vice presidente dimissionario che rimase socio; l’ex presidente Corrado Chiodi, sotto la cui gestione L’Aquila retrocesse in Serie D ed Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica finito prima in carcere e poi ai domiciliari, successivamente revocati, nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer per il calcio scommesse, inchiesta per cui L’Aquila Calcio ha finito con l’essere penalizzata sia economicamente, sia in classifica, con sette punti in meno.

Una calata segnata da questa situazione, anche se va sottolineato che Chiodi questa volta aveva deciso di mettersi da parte, accollandosi una parte dei debiti pregressi e mettendosi a disposizione per “facilitare” l’ingresso del nuovo presidente Ius.

Dalle ceneri di quel club sportivo, rinascere sembrava un’impresa impossibile, e con oggi si apre una delle pagine più tristi dello sport aquilano.

Una pagina nera per lo sport della città “già annunciata” secondo il presidente della società, Gianluca Ius, che dal canto suo spiega ad AbruzzoWeb, che “sono venute a mancare le opportunità di fare questo importante investimento, parliamo di 100 mila euro solo per iscrizione e lodi e circa 500 mila per la stagione, il ricorso poteva essere presentato ma non da me. L’Aquila Calcio era un malato terminale, che sarebbe morto già a giugno, ho provato a salvarlo, ma ho perso la mia scommessa”. 

Tra voci di cordate locali parallele, imprenditori che si sarebbero detti interessati, salvo poi smentire ogni ipotesi, rumors di nuove società già pronte a rilevare L’Aquila Calcio e una mediazione “discutibile”, secondo i tifosi, dell’amministrazione comunale, il manager romano ha detto di aver messo una pietra sopra al suo progetto.

“In una situazione così era impossibile riuscire a fare qualcosa di buono, mi dispiace se in qualche modo sia capitato io in questa vicenda, ma ho scelto di provarci nonostante gli oltre 2 milioni di debiti, per poi scoprire che ci sono state delle trattative parallele”, precisa. Il manager romano non vuol sentir parlare della sua impossibilità economica a sostenere il campionato.

“Non è una questione di soldi - ripete più volte Ius - i soldi ci sono, anche Chiodi si era detto disponibile a supportare il mio progetto, ma la realtà è che non c'erano le garanzie che mi erano state annunciate inizialmente, basti pensare che Piccinini e tutti gli altri dal 28 sono spariti, sarebbe bastata anche solo una telefonata, le ore sono passate e nessuno si è fatto vivo”.

Ius poi cerca di smorzare i toni, perché “oggi tutti abbiamo perso qualcosa: io una scommessa, perché ci avevo creduto, la città ha perso; la politica ha perso; i tifosi hanno perso”.

“In una giornata così triste non voglio fare polemiche, non è colpa di Piccini e della politica, nessuno ha colpe, le cose sono andate così, ma io penso che se sei sicuro che una persona non è idonea a portare avanti questo progetto lo devi dire prima”, chiosa Ius in riferimento alle dichiarazioni di Piccinini che avrebbe rilasciato in questi giorni.

Al momento è stato impossibile raggiungere telefonicamente l'assessore per chiedere chiarimenti e un suo commento, poiché il telefono risulta staccato.

LA NOTA DEI RED BLUE EAGLES

A seguito dell’ennesimo fallimento nell’arco degli ultimi 24 anni e della mancata iscrizione al prossimo campionato di Serie D, chiediamo di ripartire con dignità, con una nuova matricola e con il nostro nome, L’Aquila. Non vogliamo prendere (anche qualora ce ne fosse la possibilità) nessun titolo sportivo a nessuna squadra del comune e del comprensorio aquilano (San Gregorio o Amiternina), anche se questo significherà rinunciare a categorie superiori.

Gli inetti politici cerchino di rimediare in minima parte ai propri errori, cercando di far iscrivere L’Aquila calcio 1927 in promozione, evitando che la nostra storia sia ulteriormente infangata e calpestata. Più volte abbiamo indicato loro la strada da seguire per poter ripartire almeno dalla suddetta categoria non ricevendo però mai ascolto. Per questo, se si dovesse ripartire da una categoria inferiore alla promozione, chiediamo a gran voce le dimissioni dell’assessore allo sport Alessandro Piccinini. Non dimentichiamo però come anche il vice sindaco Guido Liris abbia avuto una parte attiva in negativo in questa vicenda.

In ultimo ma non per importanza, è nostra volontà donare ad un’associazione terza il nuovo logo che dovrà essere dato in comodato  d’uso alle varie società che si susseguiranno nel corso degli anni. Faremo in modo cosi che non accada ciò che è successo in passato, slegando di fatto i futuri debiti sportivi dal logo che rappresenterà da qui e per sempre L’Aquila calcio 1927. Continueremo a seguire la nostra squadra in ogni dove perché l’amore per la nostra maglia e la nostra città non conosce categoria. Non ci scorderemo mai di tutte quelle persone che sono state artefici o complici di questo ennesimo fallimento… L’Aquila quella vera e senza doppi fini, siamo noi!



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