L'AQUILA CALCIO: SI RIAPRE TRATTATIVA CON FIORAVANTI;
CHIODI, ''NON AVREI CEDUTO SOCIETA', MA CERTI EPISODI...''

Pubblicazione: 26 luglio 2017 alle ore 17:08

Corrado Chiodi

L'AQUILA - Si riapre l'estenuante trattativa per la cessione dell'Aquila Calcio guidata dal presidente Corrado Chiodi al gruppo di imprenditori con a capo Umberto Fioravanti, in quella che è diventata una vera e propria corsa contro il tempo per allestire una squadra che oggi, 26 luglio, semplicemente non esiste.  

Domani alle 11 rappresentanti della attuale società incontreranno nuovamente gli emissari del gruppo che non sembrava più interessato all'acquisto, dopo settimane di rimpalli e silenzi e a pochi passi dall'inizio del campionato di Serie D.

Con l'aggravante, non certo l'unica, del ritiro non ancora iniziato.

Da parte della società che vuole cedere le quote, comunque, c'è la "garanzia del pagamento dei debiti fino al 30 giugno 2017".

"Posso assicurare - afferma Chiodi ad AbruzzoWeb.it - che non esiste un problema legato ai debiti, neppure a quelli che secondo qualcuno possono spuntare all'improvviso. Fino al 30 giugno garantiamo tutto noi. Lasciamo una società che ha un'organizzazione, uno stadio bellissimo, un settore giovanile di ottimo livello e una scuola calcio con 400 iscritti”.

“Personalmente – prosegue – non avrei mai pensato di cedere L'Aquila Calcio se non dopo averla riportata in Lega Pro. Purtroppo, però, sono arrivato al punto di non poter portare allo stadio neanche mia madre e mio padre per via delle polemiche e di qualche frase non proprio educata nei miei confronti".

Secondo la ricostruzione di Chiodi, "la situazione che si è venuta a creare nella stagione conclusa da poco è precipitata con gli addii al veleno di mister Massimo Morgia e del direttore sportivo Alessandro Battisti".

"Eravamo convinti di poter riprendere a fare bene, ma non è andata così", ammette. 

Il presidente, poi, non crede che la società si sia via via sfaldata per stanchezza o disinteresse di qualche socio: "semplicemente – è il suo pensiero – qualcuno non poteva più permettersi di spendere soldi in questo progetto. E con la piazza che non ci voleva più, abbiamo scelto la via della cessione per evitare ulteriori situazioni spiacevoli".

Se però la cessione andasse a vuoto, gli scenari per i colori rossoblù rischierebbero di trasformarsi in un incubo peggiore di quello che i tifosi stanno vivendo da tempo. Roberto Santilli

 



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