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L'AQUILA: CANI RANDAGI E IBRIDATI CON LUPI, EMERGENZA A PAGANICA, ''VIVO PER MIRACOLO''

Pubblicazione: 23 marzo 2019 alle ore 08:15

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L'AQUILA - "Potevo morire sbranato, ho dovuto lottare quaranta minuti, ho rimediato vari morsi, ma mi sono salvato. Ma poteva capitare anche a persone più indifese".

E' la drammatica testimonianza di Giovanni Fiordigigli, che il 20 febbraio scorso, mentre passeggiava nella sua Paganica, frazione del Comune dell'Aquila, è stato aggredito da un grosso pastore abruzzese incustodito, e di cui è ancora ignoto il proprietario, salvandosi per miracolo dopo aver immobilizzato l'animale per quaranta interminabili minuti, e soffocandolo, riportando però profonde ferite al viso e alla mano. 

Solo l'ultimo caso di quella che oramai è un'emergenza conclamata, rappresentata da cani pericolosi incustoditi, e da branchi sempre più numerosi di cani randagi, che si aggirano anche nei pressi delle abitazioni. Composti da non pochi esemplari ibridati con lupi, particolarmente aggressivi e voraci. 

A luglio 2018 del resto a Paganica, una donna è stata morsicata ripetutamente da cani randagi in tutte le parti del corpo, e numerosi negli ultimi mesi sono stati i casi di aggressioni a cittadini che passeggiavano nei tanti sentieri che partono dalla frazione, o che erano in sella a motorini e biciclette, anche in mezzo al paese.  

I cittadini, dopo un'affollata assemblea, hanno però deciso di dire basta, e su imput dell'Amministrazione dei beni separati di uso civico di Paganica e San Gregorio  (Asbuc), hanno inviato un "esposto- segnalazione" alla Procura della Repubblica, alla Prefettura, ai Carabinieri, alla Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, al Comune e  alla Provincia dell'Aquila, in cui si intima di adottare "i provvedimenti e le iniziative per  garantire la sicurezza e la praticabilità delle aree maggiormente a rischio",  e con riferimento alla Procura della Repubblica di L'Aquila, "di valutare, ai fini della rilevanza penale, la condotta omissiva degli enti deputati al controllo, alla repressione ed alla eliminazione del fenomeno del randagismo e, dunque, alla tutela della pubblica incolumità".  

"Non possiamo non avere il diritto di uscire di casa liberamente, è roba da medievo - commenta ancora Fiordigigli - . Occorre trovare una soluzione, e chi ha cani proprietà aggressivi, non può lasciarli liberi di circolare, deve far si che non costituiscano un pericolo".

"Abbiamo fatto tanto per riaprire bellissimi sentieri - spiega poi il presidente dell'Asbuc Fernando Galletti -  per promuoverli e farli utilizzare da residenti e turisti. E invece ora diventa pericoloso anche fare due passi intorno all'isolato di casa propria. Sono poi spariti negli ultimi tempi tanti cani di piccola taglia, e il numero dei cinghiali si è dimezzato. Temiamo, anzi abbiamo la certezza, che siano stati preda dei cani randagi, che purtroppo si stanno sempre più ibridando con i lupi. Quando finiranno i cagnolini, e pure i cinghiali, di cosa andranno a caccia questi  branchi?" 

Tra le aree piu a rischio, interessate dalla presenza di cani randagi, solo per citare le principali, la zona San Bartolomeo di Paganica, da via dello Sport fino ad arrivare a San Gregorio, la zona delle Madonna delle Verdi, la zona Le Fontanelle  e Capo Vera, scenario di ben sei aggressioni e morsicature.



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