L'AQUILA CAPOLUOGO E NUOVA PESCARA: OK IN COMMISSIONE, ''PAGINA DI STORIA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

L'AQUILA CAPOLUOGO E NUOVA PESCARA:
OK IN COMMISSIONE, ''PAGINA DI STORIA''

Pubblicazione: 06 agosto 2018 alle ore 13:18

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PESCARA - La Commissione bilancio del Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la legge sull'Aquila capoluogo e quella sulla Nuova Pescara: la fusione tra il capoluogo adriatico, Spoltore e Montesilvano, è prevista a partire dal primo gennaio 2021, anche se i tecnicismi relativi a tempi e modi la faranno slittare al 2024, che domani approderanno in Consiglio per l'approvazione.

Non fosse altro perché, fa osservare il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, "serve allineare i tempi delle elezioni, visto che a Pescara ad esempio si vota nel 2019 e quindi la consiliatura termina nel 2024".

"Siamo in ritardo di quattro anni ma l'importante è aver raggiunto il risultato - aggiunge - è una proposta certamente rivoluzionaria e per le sue dimensioni mai fatta prima in Italia".

E un emendamento proposto dal presidente della Commissione, Maurizio Di Nicola di Centro democratico, e approvato, ha infatti previsto che "i Consigli comunali dei tre Comuni interessati, con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi, possono differire il termine" della fusione "al 1 gennaio 2024".

"Sono molto contento e soddisfatto, credo il Consiglio regionale abbia dato prova di grande senso di responsabilità e stia contribuendo a scrivere una pagina di storia perché è un esperimento mai vissuto su tutto il territorio nazionale", commenta ad AbruzzoWeb Carlo Costantini, presidente del comitato promotore del referendum che nel 2014 vide gli elettori esprimersi a favore della fusione.

"È una legge che guarda al futuro ma è rivolta anche al passato - aggiunge l'ex consigliere regionale - considerando che tutte le grandi città nascono dalla fusione di città preesistenti, è impossibile pensare in grande senza avviare percorsi del genere, le 120mila persone che hanno votato al referendum oggi si sentono rappresentate, quindi è anche una bella pagina di democrazia".

A proposito delle resistenze di alcuni amministratori locali, Costantini fa infine osservare che "il procedimento è costituzionale e prevede che si esprimano direttamente gli elettori, e dice che il processo di fusione deve essere preceduto da una consultazione popolare. Il parere dei Consigli comunali non è assolutamente vincolante, dovranno dare il loro contributo ma è ora la legge che stabilisce come deve avvenire la fusione".

Ad esprimere soddisfazione anche il vice presidente del Consiglio regionale Lucrezio Paolini.

"Sono tra i componenti del comitato promotore che ha visto lo straordinario risultato del referendum e che vede oggi un importante risultato prima della definitiva approvazione della legge che mi auguro possa avvenire domani nel Consiglio regionale - ricorda in una nota - I cittadini hanno voluto con oltre il 70% dei consensi la nascita di una nuova grande città che migliorerà la qualità dei servizi e consentirà un migliore sviluppo di tutto l’Abruzzo".

"Sono soddisfatto perché si è dato seguito a quanto avevamo stabilito: i progetti di legge L’Aquila capoluogo e sulla Nuova Pescara hanno marciato in parallelo, e sono stati approvati all’unanimità nella stessa seduta della Commissione Bilancio. Ora manca l’ultimo miglio, l’approvazione del Consiglio regionale", si legge in una nota del consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pietrucci, che commenta il via libera della Commissione Bilancio ai provvedimenti sull'Aquila capoluogo, di cui Pietrucci è primo firmatario e sulla Nuova Pescara.

Per il congliere il percorso congiunto "dei due progetti di legge ha un significato decisivo, perché da un lato sulla Nuova Pescara sancisce l’esito di un percorso referendario, dall’altro dà all’Aquila maggiori e più incisivi strumenti per esercitare il suo ruolo di capoluogo: parlo di risorse aggiuntive e del coordinamento più stretto tra la Regione, il Comune capoluogo e i Comuni limitrofi al capoluogo di regione. Fondamentali in questo senso anche il fatto che si avvicini maggiormente L’Aquila alla Regione, rendendo il capoluogo più fruibile e accessibile attraverso la valorizzazione delle sue peculiarità, e la messa in atto di un disegno innovativo, che concepisce L’Aquila in rapporto al suo territorio di riferimento".

Il consigliere regionale ricorda, infine, che il progetto di legge sull'Aquila capoluogo è "il risultato di un dibattito ampio che ha coinvolto i maggiori portatori d'interesse della città e dell'Abruzzo in numerosi riunioni e incontri".

REAZIONI

SOSPIRI: ''UNA NORMA 'MANIFESTO'"

"La legge istitutiva odierna della Nuova Pescara è in realtà solo una norma ‘manifesto’, un atto quasi simbolico perché tutte le fasi applicative sono rimandate al futuro Consiglio regionale che dovrà ragionare e coordinarsi con il sindaco di Spoltore Di Lorito e con i futuri sindaci di Pescara e Montesilvano, che saranno eletti nel 2019, per capire se la fusione sia realmente possibile o meno entro il primo gennaio 2024". Spiega in una nota il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.

"Uno stato dei fatti frutto dell’imperdonabile e voluto ritardo con cui il presidente D’Alfonso ha affrontato la volontà popolare espressa con il referendum del 2014 - continua Sospiri -. Oggi in Commissione abbiamo pesantemente emendato e stravolto la legge originaria del Governatore D’Alfonso numero 206 del 2016, introducendo correttivi sostanziali e necessari, a partire dalla previsione di un finanziamento annuale da prevedere per il nuovo Comune al fine di dargli forza, emendamenti che comunque restano delle pezze a colori per una legge complessivamente scarsa e fatta male". 

"Oggi purtroppo scontiamo il forte ritardo applicativo di un Referendum datato 2014 e che solo a fine agosto 2018 arriva all’esame del Consiglio regionale, evidentemente chi ha governato negli ultimi quattro anni e mezzo non voleva la Nuova Pescara e ha fatto di tutto per osteggiarla per poi presentarsi a fine legislatura con una proposta assolutamente inaccettabile e sbagliata - ha osservato il capogruppo Sospiri -. Lo abbiamo sempre detto, già dallo scorso anno, quando è stata presentata la legge 206 a cavallo delle elezioni politiche e lo abbiamo ribadito lo scorso gennaio, quando avevamo previsto il ritardo odierno".

"Con gli emendamenti - aggiunge - si è cercato di mettere una pezza a colori, stravolgendo la proposta del governatore D’Alfonso: due le proposte di modifica di maggiore sostanza, nella prima è stata definitivamente archiviata l’ipotesi di istituzione del nuovo Comune attraverso la fusione di Pescara, Spoltore e Montesilvano, fissata dal presidente al primo gennaio 2019, e quindi abbiamo sacramentato che ‘il Comune di ‘Nuova Pescara’ è istituito a decorrere dal primo gennaio 2021, ma, sulla base della relazione conclusiva sul processo di fusione i Consigli comunali dei tre comuni interessati, con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi, possono differire tale termine al primo gennaio 2024".

"Il nostro obiettivo - prosegue Sospiri - è quello di dare un tempo ragionevole ai Comuni per valutare se la fusione abbia realmente delle ricadute positive sui cittadini o se oggi rappresenti solo un esercizio muscolare, e lo dico da firmatario del Referendum e da amministratore che ha sempre difeso il rispetto della volontà popolare. Con il secondo emendamento abbiamo previsto l’erogazione di finanziamenti annuali, almeno sino al 2027, per il nuovo Comune se verrà compiuta la fusione, finanziamenti che dovranno consentire l’implementazione dei servizi della nuova municipalità, perché ricordiamo che la fusione avrà un costo, oggi non facilmente quantificabile considerando che non abbiamo precedenti rispetto all’accorpamento di tre comuni di tali dimensioni, e quei costi comunque non possono e non devono ricadere sui cittadini".

"In sintesi - aggiunge ancora il capogruppo Sospiri  - è fin troppo chiaro che l’attuale norma è solo un atto simbolico, un manifesto, perché le fasi attuative sono rimandate al futuro Consiglio regionale e ai futuri Consigli comunali che si insedieranno nel 2019 per Pescara e Montesilvano, fatto salvo il sindaco di Spoltore Di Lorito".

"La verità è che se D’Alfonso avesse rispettato l’esito elettorale del referendum facendo partire nel 2014 tutte le procedure preliminari e propedeutiche, oggi potremmo dire ai cittadini se quella fusione sia concretamente fattibile o meno. E invece, a quattro anni e mezzo da quel referendum - conclude -, siamo ancora all’anno zero, ovvero a dire ai cittadini ‘vediamo se si può fare’”.

PAOLINI: ''IMPORTANTE RISULTATO, VERSO LO SVILUPPO DI TUTTO L'ABRUZZO''

"Esprimo la mia soddisfazione per l'approvazione unanime, in Prima commissione consiliare regionale, della legge che istituisce il comune di Nuova Pescara". È quanto dichiara, in una nota, il vicepresidente del Consiglio regionale d'Abruzzo Lucrezio Paolini.

"Sono tra i componenti del comitato promotore che ha visto lo straordinario risultato del referendum - aggiunge Paolini - e che vede oggi un importante risultato prima della definitiva approvazione della legge che mi auguro possa avvenire domani nel Consiglio Regionale".

"I cittadini hanno voluto, con oltre il 70 per cento dei consensi, la nascita di una nuova grande città che migliorerà la qualità dei servizi e consentirà un migliore sviluppo di tutto l'Abruzzo", conclude Paolini.

MARAGNO: ''PROPOSTA PIENA DI CRITICITA'"

"Sono trascorsi 4 anni, da quando nel 2014 i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore hanno espresso la loro volontà in merito al progetto di fusione dei 3 Comuni". Commenta in una nota il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno.

"Quattro anni in cui la Regione Abruzzo ha ignorato il tema, giungendo oggi a licenziare un provvedimento in fretta e furia, pur di prenderne la paternità, ma di fatto scaricando tutte le incombenze ai futuri consigli regionale e comunali, non fornendo concrete risposte ai cittadini".

"Reputiamo tale proposta, così come approvata in Commissione - dice il sindaco di Montesilvano - piena di criticità, a cominciare dalla indecisione relativa al cronoprogramma sulla istituzione del nuovo Comune che oscilla tra il 2021 e il 2024, creando incertezza e difficoltà nella programmazione ed attuazione degli obiettivi delle prossime amministrazioni di Pescara e Montesilvano, a discapito dei cittadini".

"In secondo luogo - aggiunge -, come espresso in più di una occasione, crediamo sarebbe stato più funzionale, nonché responsabile nei confronti dei residenti delle città che amministriamo, garantire servizi qualitativamente elevati ed efficienti e procedere, pertanto con gradualità a cominciare dalla condivisione dei servizi, quali la riscossione dei tributi, la pianificazione territoriale ed urbanistica, le infrastrutture, l’integrazione delle reti e dei sistemi informativi, delle banche dati e dei corrispondenti processi di elaborazione e gestione, i lavori pubblici, le manutenzioni, la polizia locale, la gestione dei rifiuti, la tutela ambientale, la logistica e il commercio, la mobilità, i servizi e le politiche sociali, i servizi scolastici, la promozione turistica e solo una volta conclusa tale fase, giungere al definitivo processo di fusione", conclude Maragno.

MERCANTE: "SODDISFATTI MA NON TROPPO, RITARDO COSTATO MILIONI DI EURO"

"Soddisfatti, ma non troppo". Così, in una nota, il consigliere regionale Riccardo Mercante del M5S, sull’approvazione in commissione della legge sull’istituzione della Nuova Pescara.

"L’enorme ritardo con cui l’Abruzzo di D’Alfonso ha dato seguito alla volontà popolare sul Referendum della Nuova Pescara, dell’ormai lontano 2014 - spiega Mercante -, rimarranno impresse nella memoria degli abruzzesi. Così come rimarranno impressi i milioni di euro che questo ritardo ha fatto perdere alla nuova città metropolitana d’Abruzzo. Oggi è finalmente arrivato il voto unanime della commissione sulla legge che istituisce la Nuova Pescara".

"Il M5S presentò la stessa legge già da ottobre 2014, a soli 4 mesi dall’espressione del voto popolare. Dopo il cambio di rotta del presidente D'Alfonso, dapprima contrario e poi favorevole - aggiunge Mercante -, resta il rammarico di aver perso quattro anni visto che la maggioranza di governo di questa regione ha aspettato un’intera legislatura prima di approvare una norma dovuta ai cittadini". 

"Adesso il compito del M5S sarà vigilare attentamente su quanto sarà fatto e sul rispetto della legalità e del buon senso nella creazione del nuovo centro urbano”, conclude Mercante.



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