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L'AQUILA: CASA RIFUGIO DONNE IN EMERGENZA, ''DA COMUNE NESSUNA RISPOSTA''

Pubblicazione: 10 ottobre 2019 alle ore 13:06

L’AQUILA - "Si invitano le donne a denunciare le violenze subite, e poi? Dove vanno? Siamo di fronte ad una mancanza di assunzione di responsabilità da parte del Comune dell'Aquila, che resta in silenzio ad un anno e mezzo ormai dalla nostra richiesta di una casa rifugio in emergenza per le donne".

È quanto dichiarato dall'avvocato Simona Giannangeli, presidente dell'associazione Donatella Tellini - Centro antiviolenza per le donne del capoluogo abruzzese che in conferenza stampa, questa mattina, ha voluto riaccendere i riflettori sul progetto, ad oggi non realizzato, di un luogo sicuro per le donne che decidono di denunciare le violenze subite.

L'incontro si è svolto all'indomani della notizia del femminicidio di Mihaela Roua, 32enne, mamma di una bimba di 6 anni, uccisa dal suo compagno, Cristian Daravoinea, autotrasportatore romeno di 36 anni, in un appartamento di Nereto (Teramo).

L'uomo ha confessato nella notte, dinanzi al pm Davide Rosati: l'avrebbe uccisa perché lei voleva lasciarlo.

"Siamo stanchi di aspettare quello che dovrebbe essere un diritto di tutte le donne, soprattutto in un capoluogo di regione", ha detto Giannangeli.

L’associazione aveva inviato una richiesta all'amministrazione comunale il 14 novembre 2018 e di nuovo il 14 gennaio di quest'anno.

Nessuna risposta da parte del Comune.

"La situazione sembrava essersi sbloccata a febbraio di quest'anno, a seguito dell'incontro tra la nostra associazione e l'assessore alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti. In quell'occasione sono stati individuati alcuni appartamenti dei progetti C.a.s.e. da adibire a casa rifugio in emergenza. Ma dopo uno scambio di e-mail non abbiamo più avuto notizie", ha illustrato Giannangeli. 

A seguito dei diversi incontri tra i rappresentanti del Centro Antiviolenza e l'amministrazione comunale, "Bignotti ha inviato una nota all'ex vice sindaco Guido Quintino Liris e al dirigente comunale Tiziano Amorosi, con scritto che aveva recepito la nostra richiesta, inoltrandola affinché si rendesse operativa questa assegnazione con tutti gli admpimenti del caso", ha precisato.

"Adesso vogliamo una risposta, qualunque essa sia - ha concluso - anche negativa, ma in quel caso chiederemo la motivazione e quali sono stati i mutamenti di indirizzo rispetto a quanto stabilito in precedenza". (a.c.p.)



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