L'AQUILA: CASALINE DI PRETURO, CANI E GATTI AVVELENATI, SPORTA DENUNCIA

Pubblicazione: 09 luglio 2018 alle ore 16:55

L'AQUILA - "Con molta probabilità le esche avvelenate hanno ucciso due cani e diversi gatti ben voluti e accuditi dai residenti della frazione aquilana di Casaline di Preturo. La bonifica ha confermato la presenza di materiale tossico ed è stata sporta regolare denuncia". Così, in una nota, la Lega nazionale per la difesa del cane (Lndc).

"Nelle scorse settimane - viene spiegato nella nota - si è consumata l’ennesima barbarie sulla pelle dei due cani randagi e di diversi  gatti che probabilmente hanno perso la vita a seguito dell’ingerimento di esche avvelenate sparse da ignoti a Casaline di Preturo.  Vulcano, alias 'Biancone', un maestoso maremmano di circa 11 anni, e il suo dolcissimo e inseparabile amico Nerino sono spariti, probabilmente morti tra atroci sofferenze dopo una vita trascorsa insieme nella piccola frazione dove erano nutriti da persone di buon cuore e monitorati da volontari". 

"Proprio la sparizione degli animali - prosegue la nota - e il rinvenimento di numerosi materiali sospetti hanno indotto i residenti  ad allertare il Servizio Veterinario Asl 1 che non ha esitato a sua volta ad attivare il Nucleo cinofilo dei carabinieri forestali e a intervenire sul luogo. Le operazioni di bonifica del sito, avvenuta con l’impiego di cani antiveleno, hanno consentito il reperimento di una carcassa di gatto deceduto e hanno confermato la presenza di materiale tossico nell’ambiente. Regolare denuncia è stata sporta presso l’autorità giudiziaria". 

"Sono inorridita e francamente esausta - afferma Piera Rosati - presidente Lndc -. È incredibile che nel 2018, in un Paese che dovrebbe essere civile, si debbano ancora commentare notizie di questo genere. Il fenomeno degli avvelenamenti non conosce sosta e rappresenta un pericolo enorme per gli animali d’affezione, come cani e gatti, ma anche per i selvatici e gli esseri umani. Purtroppo anche su questo aspetto la normativa è lacunosa, dato che al riguardo c’è solo una ordinanza ministeriale che deve essere rinnovata di anno in anno".

"Da tempo chiediamo al legislatore di provvedere con una vera e propria legge che fissi una volta per tutte il divieto di utilizzo di esche e bocconi avvelenati. Nel frattempo - conclude - chiediamo la collaborazione di tutti affinché questa crudeltà non resti impunita: chiunque abbia informazioni utili può rivolgersi alle forze dell’ordine affinché possano risalire al responsabile".



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