L'AQUILA: CIALENTE BOCCIA IL CENTROSINISTRA ''MANCA
UN PROGETTO ALTERNATIVO''; SILURI A DI BENEDETTO

Pubblicazione: 08 ottobre 2017 alle ore 08:32

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L’AQUILA - “Il centrosinistra ha motivo di essere o non essere rispetto a un’idea della città: anche la questione più trascurabile è il tassello del puzzle. Molti protagonisti si preoccupano individualmente, ecco i guai causati da alcuni nella sconfitta che è ingiustificabile alle ultime elezioni comunali”.

Così l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, intervistato ai microfoni di AbruzzoWeb, dopo averle “suonate” alla nuova maggioranza di centrodestra, ricevendo repliche altrettanto al vetriolo, boccia ora l’operato dei primi 100 giorni della nuova minoranza uscita dalle urne.

Gli esordi hanno visto ognuno andare per conto suo. “Tu fai un gesto di mangiare il programma e guadagni i titoli (Giustino Masciocco di Articolo 1, ndr) quando un altro pezzo di opposizione addirittura presenta gli emendamenti e vota un atto politico”, riferimento, quest’ultimo, a Lelio De Santis di Cambiare insieme (Idv) e Americo Di Benedetto (Partito democratico), mossa che per Cialente “è di un’ingenuità che fa capire come già qualcuno vada a cercare di ritagliarsi qualche strapuntino e ottenere qualche finanziamento per qualche clientes. Credo questa sia la posizione di De Santis altrimenti non posso credere che uno che fa politica da tanti anni cada in questi errori”.

Il gesto forte, come quello di strappare il programma fatto da Masciocco, per Cialente “lo puoi anche fare. Parlavano delle mie famose ‘cialentate’, ma non ce n’era una che non fosse studiata, erano momenti tattici di una strategia, che alla fine ha pagato”.

“In questo momento c’è una discussione su qual è il tipo di opposizione. Che vuol dire? Un’opposizione soft? Hard? Hot? Non so - rimprovera l’ex primo cittadino - L’opposizione si fa in funzione del fatto che tu hai un progetto politico strategico alternativo e porti avanti quello mentre, contemporaneamente, controlli che l’attività sia nella norma e nella legalità”.

Il fronte si è ricompattato nell’assaltare Biondi, “ma la politica non la fai se Biondi è simpatico o antipatico”.

Tornando alle elezioni, per Cialente “abbiamo perso anche perché la proposta elettorale non era maturata seriamente: su alcune questioni si è preferito non parlare. Non puoi fare politica allisciando il pelo, sennò ti ritrovi come la Raggi, che non ha un’idea di Roma e la città è abbandonata”.

Cialente non risparmia critiche anche al candidato sindaco sconfitto al ballottaggio da Biondi, Di Benedetto.

“Con me, la quinta commissione (quella di Garanzia e controllo affidata all’opposizione, ndr), presieduta da Raffaele Daniele, s’era allargata troppo - fa notare - Addirittura si riuniva su notizie di stampa, con una forzatura dei regolamenti; qui, invece, non si riunisce per niente. La questione dello staff ha avuto anche ripercussioni politiche, con il sindaco che dice non rinnovo la convenzione ad Abruzzo Engineering: viene fissata una commissione per la fine di ottobre”.

Sempre su Di Benedetto, che ha proposto emendamenti al programma di mandato, Cialente dice che “non ha esperienza politica in prima linea, se non da sindaco di un piccolo Comune, che sono storie diverse. C’è la stessa differenza tra due medici, uno cura una ferita, l’altro un colon o un’operazione a cuore aperto”.

Per Di Benedetto, anche un ‘compito per casa’ per il futuro: “C’è la vicenda di come sta funzionando l’ufficio legale, io butterei uno sguardo”, conclude.

LA REPLICA DI DE SANTIS

Cialente che ha fatto e disfatto per dieci anni, è il meno indicato a giudicare, farebbe meglio a tacere. Questa città non ne può più di scontri strumentali e improduttivi, che anche l'ex sindaco ha alimentato"

Questa la secca replica di Lelio De Santis di Cambiare insieme (Idv), ex assessore al bilanco,  all'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.

"Nel legittimo desiderio di tornare protagonista sita della politica cittadina – incalza ulteriormente De Santis - l'ex sindaco  Cialente da qualche giorno esterna su tutto e su tutti, senza fare però un minimo di autocritica, rispetto alla sconfitta elettorale del centrosinistra, che ritengo abbia origine in buona parte nel suo modo di gestire la cosa pubblica a volte in modo arrogante, dall'altra parte nel desiderio quindi dei di cittadini di cambiare”.

E conclude: per quanto riguarda le mia posizione, eviti interpretazioni e dietrologie fuori luogo, l'opposizione costruttiva è stata concordata, nella riunione dei capigruppo di minoranza, nell'interesse esclusivo della città, e non dei clientes, che non ho e non ho mai avuto, come invece tanti altri”.



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