L'AQUILA CITTA' CARDIOPROTETTA: MACCARONE, ''BASTA UN MINUTO PER SALVARE UNA VITA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

IL CARDIOLOGO AQUILANO ANNUNCIA ALTRI 5 DEFIBRILLATORI IN ARRIVO NEL
CAPOLUOGO ABRUZZESE, ''GRAZIE AL SUPPORTO DI IMPRENDITORI E PRIVATI''

L'AQUILA CITTA' CARDIOPROTETTA: MACCARONE,
''BASTA UN MINUTO PER SALVARE UNA VITA''

Pubblicazione: 07 giugno 2018 alle ore 06:45

di

L'AQUILA - “Sensibilizzare la popolazione sull’utilizzo e l’importanza del defibrillatore (Dae) nei luoghi chiave della città è fondamentale per un’evoluzione culturale collettiva, perché un minuto può salvare una vita e non serve essere un medico per poterlo fare”.

Questa la mission della campagna avviata dall’associazione Azimut del capoluogo abruzzese, “L'Aquila Città Cardioprotetta”, che ha già visto il coinvolgimento di 150 studenti aquilani formati alla rianimazione cardio-polmonare e all'uso della strumentazione in caso di necessità e che, domenica scorsa, ha inaugurato il primo Dae installato nel centro storico della città.

In cantiere ci sono altre 5 postazioni da installare nei luoghi di maggiore interesse: “il prossimo defibrillatore verrà posizionato nella zona del Tribunale dell’Aquila, poi a via XX settembre, al Torrione, nella zona della Villa comunale verso corso Federico II, nella zona della Madonna Fore, frequentatissima soprattutto d’estate”.

Lo annuncia ad AbruzzoWeb il dottor Carmine Maccarone, cardiologo aquilano, spesso impegnato oltre la sua attività di medico, in campagne informative e consulente per iniziative appunto di sensibilizzazione, che ha sposato il progetto e rilancia il discorso sull’importanza di una diffusione capillare di queste apparecchiature che, se usate in tempo, possono ridurre la percentuale di decessi causati da attacchi cardiaci.

“L'arresto cardiaco nel 70-80 per cento dei casi è legato ad una fibrillazione ventricolare, potremmo descriverlo come una sorta di 'caos elettrico' che si genera all'interno del cuore: il muscolo cardiaco non pompa più il sangue e al cervello non arriva più ossigeno, per cui se non si interviene entro 5-7 minuti al massimo si ha una morte cerebrale del soggetto", spiega Maccarone.

I casi di decessi per arresto cardiaco registrati nella regione Abruzzo sono moltissimi, secondo il cardiologo aquilano, inoltre secondo le statistiche, la maggior parte degli arresti avviene in ambienti non ospedalieri.

“È significativo che, per esempio in Lombardia, si trovino defibrillatori nei condomini, nel nostro territorio ancora non c’è questa cultura, ma pian piano si sta creando e questo è certamente un passo avanti - aggiunge - Spesso sui quotidiani leggiamo notizie di persone che sono morte, anche in giovane età, per arresto cardiaco, spesso sono sportivi che non hanno mai manifestato problemi di tipo cardiologico e questo deve farci riflettere sul fatto che può succedere a ciascuno di noi: sono eventi che accadono all'improvviso e a persone che apparentemente sono in buona salute”.

Per spiegare la fibrillazione, Maccarone utilizza un esempio a “prova di bambino”, anche per sottolineare la semplicità dell’argomento: “La scarica elettrica del defibrillatore è come una maestra che entra in classe e trova gli alunni che urlano, saltano e giocano e urla 'Zitti tutti', così come i bambini si rimettono ai propri posti, così il cuore torna a funzionare correttamente”.

Parliamo di una macchina “di una semplicità sconvolgente, che potrebbe usare anche un bambino, come tra l’altro è successo già alcune volte, nel mondo esistono molti casi nipoti, figli o comunque bimbi hanno salvato persone anziane - prosegue il cardiologo - Fondamentale è il fattore tempo, si è capito negli anni che per combattere questa problematica abbiamo necessità di due cose, perché non possiamo pensare che il 118 possa arrivare entro 5 minuti soprattutto nelle frazioni della città: in primis la disponibilità di questi presidi salvavita nei posti più frequentati e poi avere un personale ‘laico’ formato all’utilizzo del defibrillatore”. 

Questo strumento può essere utilizzato da tutti a prescindere dal conseguimento del Blsd (rianimazione cardiopolmonare), non bisogna essere necessariamente un medico o un infermiere e non si rischia nulla, perché “di fronte a una persona che è morta e che aspetta l'ambulanza inutilmente, la cosa peggiore che può accadere è che venga ‘sprecato’ il costo delle placche, ma di fronte al salvataggio di una persona non c'è costo che regga. Poi la macchina è intelligente, scarica elettricamente soltanto quando riconosce che c'è la necessità di scaricare e rileva quindi un’anomalia del ritmo cardiaco, questo esonera il soccorritore da ogni tipo di responsabilità anche legale”.

La materia della responsabilità medica, sia in sede civile che penale, è stata ampiamente interessata dall'intervento normativo apportato dal decreto legge 13 settembre 2012,  convertito in legge a novembre del, con la cosiddetta legge Balduzzi, che ha stabilito anche l’obbligatorietà delle postazioni in alcuni luoghi pubblici, ma “esistono molte situazioni in cui al di là della normativa è consigliabile che ci sia la presenza del defibrillatore”. 

Le società sportive professionistiche e le società sportive dilettantistiche hanno, infatti, l'obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici Dae, ma “sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio e questo è un gap che andrebbe colmato a prescindere dagli obblighi di legge”.

La campagna avviata dall’Azimut si pone proprio in questo senso: prevenzione, sensibilizzazione, formazione e allo stesso tempo si occupa di trovare privati, aziende e imprenditori pronti a sposare il progetto e contribuire economicamente per comprare le macchine.

“Stiamo cercando di portare L’Aquila al pari di altre città, Avezzano per esempio ha 12 postazioni e qualche settimana fa è stata messa la tredicesima, nel capoluogo di Regione ne avevamo solo uno al centro commerciale 'L’Aquilone' e da domenica, uno in centro storico”, precisa Maccarone.

“Vorrei ringraziare tutti i cittadini che hanno deciso di sostenerci, dalla nonnina alla grande azienda, la cosa più bella è stato vedere che la città ha risposto alla chiamata, poi ci sono i ragazzi dell’Azimut che hanno fatto un lavoro lodevole, si sono impegnati molto anche nella formazione, riuscendo a sollevare l’interesse degli aquilani”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

  • Abruzzoweb sponsor
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
Radio L'Aquila 1
ALTRI CANALI
Chirurgia estetica
»   Ariete
»   Toro
»   Gemelli
»   Cancro
»   Leone
»   Vergine
»   Bilancia
»   Scorpione
»   Sagittario
»   Capricorno
»   Acquario
»   Pesci
FEEDS RSS
Feed Rss AbruzzoWeb
PERSONAGGI
AbruzzoGreen
 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui