L'AQUILA: CRISI CALL CENTER, CRETAROLA: ''REGIONE E COMUNE SONO SCOMPARSI''

Pubblicazione: 19 gennaio 2018 alle ore 16:04

Venanzio Cretarola

L’AQUILA - L’incredibile e inaccettabile licenziamento dei 63 della Intecs è solo la conferma dello scarso interesse delle Istituzioni e della politica locale per le politiche attive del lavoro e per la prevenzione dei problemi occupazionali. Dei problemi dell’intero settore dei call center aquilani non si parla più, se non per il pericolo imminente di una forte riduzione del personale di Ecare. Da anni ripetiamo che il settore può essere non solo tutelato ma anche sviluppato. Ma invano”.

Si legge in una nota di Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione [email protected] per L’Aquila.

“Il Tavolo del settore è stato convocato l’ultima volta dal vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, e dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il 4 agosto del 2016 con impegno a rivedersi entro la fine dello stesso mese. Stiamo ancora aspettando”, prosegue Cretarola.

“Pochi giorni fa il primo cittadino aquilano ha parlato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, problemi del lavoro all'Aquila citando solo la Intecs, che anche a noi sta molto a cuore, ma non solo solo la Intecs. Nel frattempo, però, sale l’incertezza sul futuro occupazionale e normativo degli oltre 500 operatori del contact center Inps in vista dell’aggiudicazione della nuova commessa prevista per la fine di marzo”, si legge ancora nella nota.

“I trecento licenziati incredibilmente dall’azienda Almaviva a Roma - polemizza quindi Cretarola - nonostante avessero il lavoro, sono stati sostituiti da altrettanti dipendenti di Almaviva a Napoli, dopo avergli ridotto lo stipendio del 20 per cento, d’accordo con il sindacato. A Lecce operano ancora gli oltre 200 interinali con i quali Transcom aveva sostituito i licenziati di Roma. Quindi Inps Transcom e Almaviva erano d’accordo fin dal principio su questa operazione su cui è intervenuta la prima sentenza di reintegro di 153 ex Almaviva di Roma”.

“E inoltre leggiamo sugli organi di informazione che venerdì scorso il ministero dello Sviluppo ha comunicato a politici e sindacati di Catania di avere contatti in corso con Transcom per spostare parte della commessa Inps all’azienda Netith, neo costituita, che si dice disposta a riassumere i licenziati dall'azienda Qe', ex addetti alla stessa commessa Inps licenziati oltre un anno fa, i quali occupano da un mese il Comune di Paternò. E fanno bene a mobilitarsi, dopo essere stati eliminati oltre un anno fa nonostante il lavoro ci fosse, esattamente come i 300 di Almaviva, nell’indifferenza generale”, rincara la dose il presidente dell’associazione.

“E chi è il general manager di questa neonata società? Un ex dirigente dell’Aquila nonché, guarda caso, ex responsabile nazionale della commessa Inps, dimessosi dalla Transcom pochi mesi fa dicendo che per scelta di vita voleva tornare a casa, a Catania. Non occorre aggiungere altro. È tutto chiaro?”, si chiede Cretarola.

“Ma quanti operatori della commessa Inps - attuali ed ex - avranno un futuro lavorativo a fronte di questa girandola di operazioni vergognose, illegittime e inaccettabili che rischia solo di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri? E, soprattutto, con quale trattamento normativo ed economico e in quale sede territoriale, alla luce dei continui accordi di riduzione di stipendio che alcuni sindacati continuano a firmare?”, si domanda ancora.

“Occorrono politiche per il lavoro preventive e utilizzo dei Fondi per lo sviluppo del cratere sismico prioritariamente per le aziende che creano nuova occupazione. Lo diciamo da anni, ma si continua a non farlo. Possiamo rimanere tutti zitti e tranquilli subendo la medesima ‘indifferenza’ denunciata dai lavoratori della Intecs. Noi no! Noi non lo faremo!”, conclude la nota.



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