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RICHIESTA DI CHIARIMENTI DI ABRUZZOWEB AL SINDACO BIONDI ANCORA SENZA
RISPOSTA; PER REPORT INGEGNER CICCHETTI PERICOLO ANCHE PER PREFETTURA

L'AQUILA: CROLLI IN CHIESA SAN MARCO E TORRI A ''RISCHIO COLLASSO'', MA IL COMUNE TACE

Pubblicazione: 19 novembre 2018 alle ore 15:30

L'AQUILA - Trascorrono inesorabili i giorni, e il Comune dell'Aquila non dà seguito alla richiesta, da parte di Abruzzoweb, di chiarimenti sul potenziale pericolo rappresentato dalla chiesa di San Marco, inagibile e pericolante, come sostenuto da una relazione tecnica, di oltre un mese fa, a cura dell'ingegnere Paolo Cicchetti, e su eventuali misure da adottare, per garantire la sicurezza dei cittadini.

La relazione, commissionata dall'Ente parrocchia, proprietaria della chiesa inagibile dal sisma 2009, è stata come ovvio inviata anche al Comune, e questa testata, dopo averne illustrato i preoccupanti contenuti, ha chiesto lumi, oramai dieci giorni fa, direttamente al sindaco Pierluigi Biondi, che è il responsabile della pubblica incolumità. Il primo cittadino ha risposto annunciando che avrebbe interessato i dirigenti competenti, per avere un quadro esatto e aggiornato su una questione molto delicata.

Lo staff del sindaco ha poi più volte assicurato che "la pratica è in itinere", che "i dirigenti stanno lavorando ad una relazione". Ma ad oggi, in una situazione di potenziale pericolo, tutto tace e nessun chiarimento è arrivato. 
Si rafforza così l'impressione che la politica anche a palazzo Fibbioni sia subordinata alle tempistiche della tecnostruttura comunale, anche in casi di potenziale emergenza. 

Non è del resto l'unica incertezza da parte del Comune sull'annosa vicenda della mancata ricostruzione della chiesa di San Marco, gioiello architettonico a pochi metri da piazza Duomo, danneggiata dal sisma del 2009, e che ora una relazione tecnica dell'ingegner Cicchetti, messa punto un mese fa, descrive in una situazione di pesante degrado e instabilità, con nuovi crolli lungo le navate, crepe che si allargano, e con le torri campanarie che potrebbero collassare, con rischi enormi per la nuova sede della Prefettura. Tutto questo mentre la sua ricostruzione è al palo, a causa di uno scontro, anche nelle aule giudiziarie, tra ente parrocchia e il Comune, intorno alla natura pubblica o privata dell'intervento, e sulle modalità di finanziamento. 

Da qui la richiesta, da parte di questa testata, direttamente al sindaco Pierluigi Biondi, su eventuali verifiche effettuate sull'edificio, e sulla necessità di provvedimenti volti a interdire o a limitare il transito in un'area potenzialmente a rischio, frequentata ogni giorno da tanti operai e cittadini. Infine sull'iter di ricostruzione.

La relazione è stata commissionata a Cicchetti dall’Ente parrocchia, di cui è legale rappresentante don Daniele Pinton, e inviata come detto al Comune, ed anche alla Direzione dei Beni culturali e ai Vigili del fuoco. Questi ultimi due hanno a stretto giro, ad inizio ottobre, effettuato un sopralluogo. Poi però sulla vicenda è nuovamente calato il silenzio. Non e dato a sapere se e cosa abbia fatto il Comune.

La ricostruzione della chiesa è bloccata da anni da un aspro conflitto tra l'Ente parrocchia San Marco, e il Comune dell’Aquila. 

Confitto esploso dopo che il Comune, nel marzo 2014, ai tempi del sindaco del Partito democratico Massimo Cialente, ha negato il finanziamento di ricostruzione all'Ente parrocchia già accordato dalla Soprintendenza a dicembre 2013, con la dichiarazione di congruità economica e finanziaria, per un importo di 4,8 milioni di euro, secondo le norme della ricostruzione privata, ovvero con affidamento diretto e più celere.

In soldoni il Comune riteneva, e si suppone ritiene ancora, che la chiesa di San Marco vada ricostruita con una gara d’appalto pubblica, bandita dal segretariato Mibact, come previsto decreto “Enti territoriali” il 125 del 2015.

L'Ente parrocchia, al contrario sostiene che alla chiesa vada applicata la normativa della ricostruzione privata, essendo un unicum con la canonica, e dunque consentendo l'assegnazione diretta dei lavori da parte del proprietario, in quanto il via libera della Soprintendenza è precedente alla legge del 2015, e dunque va applicata l'ordinanza allora vigente del Presidente consiglio dei Ministri (Opcm) 3.790 del 2009, che appunto consentiva l'affidamento dei lavori al privato. Lo scontro si è trasferito nelle aule giudiziarie e si attende il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale.

Abruzzoweb al sindaco Biondi aveva chiesto lumi anche sulla linea che intende adottare sulla vicenda. Ovvero di chiusura, in continuità con il precedente amministrazione, oppure improntata ad un maggior dialogo, soprattutto per velocizzare l'iter, tenuto conto che la mancata ricostruzione della chiesa rischia di compromette anche il ritorno a casa di decine e decine di cittadini residenti nei palazzi circostanti.

Nel frattempo però la chiesa si degrada progressivamente, come dimostra appunto la relazione commissionata dalla curia e che suona come un preoccupante bollettino di guerra. 

In essa si evidenziano, anche con un'ampia documentazione fotografica, "collassi in corso delle strutture murarie e del catino absidale", "crolli nelle navate laterali", un "peggioramento del quadro fessurativo a facciata principale", con le crepe insomma che si allargano mese dopo mese, "la grave compromissione e puntellamento ligneo effettuato lungo via dei Neri dopo gli ulteriori danni causati terremoti del 24 agosto e ottobre 2016". Puntellamenti lasciati a metà per mancanza di fondi. E stanno messi male anche gli altri puntellamenti lignei posti in opera nel lontano 2009 si riscontra infatti “uno stato di degrado che ne compromette fortemente l'efficienza e in alcune zone sono addirittura inesistenti a causa dell'estremo stato di degrado".

Preoccupa però soprattutto il passaggio relativo alle torri campanarie, che si scrive nella relazione, “raggiungono circa i 20 metri e pertanto un loro eventuale crollo andrebbe ad interessare un'area ben più ampia di quella attualmente interdetta, coinvolgendo strutture che si trovano in una fase conclusiva dei lavori di ricostruzione. Inoltre tale pericolo, assume particolare rilevanza in funzione della presenza di un edificio strategico quale il Palazzo del Governo". Che dista infatti ad appena una ventina di metri lineari dalla chiesa. (ft)

 



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