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SCANDALO TANGENTI: IERI IL PRIMO CITTADINO AVEVA SMENTITO L'IPOTESI

L'AQUILA: DIMISSIONI CIALENTE, SI RIMANDA
IL SINDACO, ''DECIDERO' TRA DUE GIORNI''

Pubblicazione: 10 gennaio 2014 alle ore 10:12

Massimo Cialente

L'AQUILA - "Mi prendo due giorni e poi deciderò, tutti gli elementi sono sul tavolo".

Il sindaco dell'aquila, Massimo Cialente, comunicherà lunedì la sua decisione in merito alle proprie dimissioni. Lo ha detto questa mattina nel corso della Giunta comunale straordinaria convocata per fare chiarezza dopo l'inchiesta su presunte tangenti per appalti sulla ricostruzione che per la prima volta coinvolge ex e attuali amministratori comunali, e che ha portato già alle dimissioni del vicesindaco, Roberto Riga.

Ieri a diversi organi di stampa il primo cittadino aveva dapprima ventilato l'ipotesi di lasciare, per poi subito dopo smentire affermando che non sarebbe stato giusto farlo.

Nel vertice politico di maggioranza, inoltre, sia il primo cittadino sia i componenti della Giunta avevano espresso la volontà di andare avanti.

"TRIGILIA MI HA DELEGITTIMATO IN ACCORDO CON LETTA''

“L’intervento di Trigilia ha definitivamente delegittimato il sindaco dell’Aquila e credo che lo abbia fatto sentendo il premier Enrico Letta perché non può averlo fatto di propria iniziativa”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, parlando con i cronisti dopo la conclusione della Giunta in cui ha deciso di rinviare a lunedì la sua decisione su eventuali dimissioni, in riferimento all’intervista di ieri del ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia che ha parlato di “poca sintonia” e “critiche ingenerose” sul flusso di fondi per la ricostruzione post-sisma.

Cialente ha ammesso che dopo l’inchiesta “Do ut des” con 4 arresti per tangenti legate agli appalti per i puntellamenti “per vari motivi l’immagine della città è compromessa: con i cittadini, che sono giustamente amareggiati, ma questa è una preoccupazione relativa, perché si può recuperare. È l’immagine nazionale, il rapporto con il governo che invece è diventato ormai impraticabile”.

“Se io fino a oggi avevo la possibilità di sbattere i pugni davanti al governo, devo capire se oggi ho ancora questa possibilità”, ha concluso. (alb.or.)

"QUALCOSA NON COLLIMA NEGLI ATTI DELL'INCHIESTA"

“Abbiamo visto gli atti delle indagini, stanno evidenziando che vi sono alcune cose che non collimano con i tempi di nomina di assessori o i ruoli”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, lancia dubbi sull’inchiesta giudiziaria che ha travolto il Comune capoluogo di regione uscendo dalla Giunta in cui ha stabilito di rinviare a lunedì ogni decisione sulle sue dimissioni.

“All’epoca dei fatti Mario Di Gregorio (uno degli indagati, ndr) era dirigente alla Cultura, Protezione civile e Sport”, ha fatto notare il primo cittadino, quando nell’ordinanza viene citato quale “funzionario responsabile dell’ufficio ricostruzione del Comune”.

Cialente ha proseguito spiegando che “se è vero che Vladimiro Placidi non era assessore ma era un privato cittadino quando ha fatto quelle cose, tutto si sta risolvendo su due aspetti gravissimi come sospetto, ma che sono due avvisi di garanzia”.

“Se causano tutto questo - ha concluso - vuol dire che forse si è rotto un rapporto complessivamente a livello nazionale, del quale una persona che vuole ragionare intelligentemente deve prendere atto, e adesso ne ragionerò con la Giunta”. (alb.or.)

ERA PRONTO A DIMETTERSI, FERMATO DAGLI ASSESSORI

Successivamente all’annuncio del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che al termine della riunione straordinaria della Giunta si è preso “due giorni di tempo per decidere”, è emerso che è stato lo stesso esecutivo comunale a chiedere al primo cittadino una pausa di riflessione dopo avergli ribadito “pieno sostegno e solidarietà”.

Cialente, quindi, in conseguenza delle ripercussioni politiche dell’inchiesta sulle presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione, si era presentato davanti ai suoi assessori per comunicare le dimissioni che peraltro stamani aveva annunciato ad alcuni consiglieri comunali.

Secondo quanto confermano fonti comunali bene informate, Cialente avrebbe già preso la decisione ma ha preso tempo per stabilire con i suoi più stretti collaboratori le modalità e, soprattutto il messaggio da pronunciare per illustrare le motivazioni.

Il primo cittadino avrebbe rotto gli indugi perché, accanto al sostegno e alla solidarietà ricevute da tanti consiglieri comunali, c’è una parte della maggioranza che, sia pure non ufficialmente, ha chiesto un passo indietro.

E che dietro la decisione di Cialente di continuare, farebbe emergere la propria contrarietà.

Alla base dell’addio, il rapporto conflittuale con il governo sui fondi per la ricostruzione che, alla luce della bufera giudiziaria, dovrebbe diventare ancora peggiore, il sensibile calo di immagine del sindaco, l’altro ieri contestato da un gruppo di cittadini davanti alla sede comunale, e molto criticato sulla rete, e anche il tentativo di ricostruire una credibilità del centrosinistra in vista di elezioni anticipate.

SE CIALENTE LASCIA, VOTO A MAGGIO E LOLLI CANDIDATO SINDACO

Se lunedì prossimo Massimo Cialente annuncerà le proprie dimissioni da sindaco dell’Aquila, scatterà il commissariamento dell’Ente ma si voterà subito, nella finestra del 25 maggio, nell’election day che a quel punto abbinerà Amministrative, Regionali ed Europee.

Lo confermano fonti comunali, che fanno presente che Cialente non sarebbe tecnicamente ricandidabile.

Negli ambienti politici di centrosinistra circola il nome dell’ex parlamentare Giovanni Lolli come possibile candidato sindaco, un nome di peso per mantenere il governo della città.

Anche se, per quest’ultimo, negli ultimi mesi si ipotizzava un ticket con Luciano D’Alfonso per la vice presidenza della Giunta regionale qualora l’ex sindaco di Pescara vincesse le primarie e poi le elezioni contro Gianni Chiodi.

Lolli, a lungo in silenzio sulla vicenda tangenti, questa mattina ha atteso Cialente nel piazzale del municipio di Villa Gioia e poi è andato via con lui sulla Panda 4x4 blu del primo cittadino.

“Le dimissioni sarebbero una cosa per la città, ma nello stesso tempo non si può non fare niente, bisogna assumersi una responsabilità politica - ha ammesso in precedenza ai cronisti - Il sindaco è una persona perbene che non è neanche lambito da questa vicenda. La responsabilità politica riguarda come si sono controllate le procedure di questo Comune e lavorare per renderlo più efficace”.

Lolli ha sottolineato che “questa vicenda capita nel corso di una trattativa durissima aperta da questa città, non dal solo Cialente, con il governo del Paese, relativa ai fondi per la ricostruzione, lo sviluppo e i beni culturali, e ci stanno colpendo. La mia preoccupazione, avendo letto l’intervista gravissima di Trigilia - ha attaccato - è che si voglia utilizzare questo indebolimento, non di Cialente, ma di tutta la città, per colpirci”.

Sull’ipotesi che il sindaco non si dimetta e che lui possa diventare assessore, Lolli ha spiegato di non aver ricevuto “nessuna richiesta ufficiale e non mi rompano le scatole, non è che arriva Lolli-Nembo Kid. I problemi sono molto seri e non si risolvono con il salvatore della patria, non lo sono e non sono disponibile - ha concluso - Sono un cittadino che, pur senza alcuna carica (è il primo dei deputati non eletti del Partito democratico, ndr), ha dimostrato di fare quello che poteva per la città”. (alb.or.)

LE DIMISSIONI DI RIGA ARRIVANO TARDI, RIMOSSO CON UN DECRETO

Le dimissioni da vice sindaco dell’Aquila di Roberto Riga arrivano tardi e nel frattempo il sindaco, Massimo Cialente, lo rimuove con decreto.

È una curiosità che testimonia la fase frenetica che vive l’amministrazione dopo lo scandalo giudiziario che l’ha travota.

Con il decreto n.1 emesso nel corso della Giunta di oggi, Cialente ha infatti “revocato l’incarico conferito a Roberto Riga. Le deleghe precedentemente assegnate all’ex vice sindaco - si legge in una nota - sono state avocate dal sindaco e riguardano le materie di Sicurezza del territorio, Attività estrattive, Smaltimento macerie, Agricoltura, Usi civici, Randagismo, Diritti degli animali, Attività venatorie, Sanità, Residenze assistite e Residenza sanitaria assistita comunale, Politiche per la gestione della struttura Istituzione Centro servizi per anziani, Igiene pubblica e gestione integrata dei rifiuti e delle acque del territorio comunale, Ecologia, Sviluppo sostenibile”.

Il decreto di revoca è stato pubblicato sul sito del Comune dell’Aquila proprio mentre, intorno alle 14, è arrivata anche la nota ufficiale di Riga con le sue dimissioni, annunciate mercoledì in conferenza stampa. (alb.or.)

I DUBBI PRIMA DELLA GIUNTA

IL SINDACO: "STO PENSANDO A SALVAGUARDARE LA CITTA' E I CITTADINI''

Prima di cominciare la Giunta straordinaria di stamani, il sindaco ha rivelato la sua decisione di dimettersi e la volontà di fare l'annuncio ai suoi assessori e ad alcuni consiglieri comunali a lui vicini.

L'idea si era fatta strada già da ieri sera, quando il sindaco aveva spiegato a persone vicine con parole piene di amarezza, di essere "in piena riflessione sulla situazione complessiva, in tal senso sto pensando alla città e alla cosa più utile da fare per salvaguardare i cittadini".

"Al di là dell'entità delle accuse - aveva continuato Cialente - è la prima volta che il Comune viene coinvolto, probabilmente si tratta di un comitato di affari anche con persone fuori, ma c'era un mio assessore che avevo scelto io e la responsabilità è mia".

Tra gli elementi sui cui riflettere "per l'interesse primario della città e per le dimissioni - spiegava ancora Cialente ieri sera - ci sono i rapporti con il governo, sempre più difficili, per i fondi insufficienti, e anche il complessivo indebolimento della mia persona e della giunta per quanto accaduto".

Rispetto all'inchiesta, il sindaco ha ribadito la necessità che "la magistratura faccia in fretta scavando su tutto ma facendo in fretta perché non ci possiamo permettere ombre, sento la sofferenza terribile della città". Nel rivelare di aver ricevuto una telefonata "molto cordiale" dal ministro per la Coesione territoriale Trigilia. incaricato dal governo di seguire la ricostruzione, Cialente ha chiuso l'amara chiacchierata ancora con il pensiero rivolto al suo ex assessore, Vladimiro Placidi, "che avevo scelto perché non politico, persona altamente legata a persone di alto rilievo, un bravo tecnico perché direttore del consorzio per I beni culturali, ente di proprietà del comune dell'Aquila, il quale mi aveva assicurato di non avere società".

BENEDETTI: "PRENDERE DECISIONE INSIEME AL CONSIGLIO"

Il sindaco, nella riunione straordinaria della Giunta, sta facendo il punto sulle ripercussioni politiche sull'amministrazione di centrosinistra dell'inchiesta sulle presunte tangenti sugli appalti per la ricostruzione che per la prima volta coinvolge il Comune dell'Aquila.

Il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, ha rivelato che in seguito alle insistenti voci di dimissioni del sindaco di stamani, di avergli telefonato per "chiedere di concordare l'eventualità anche con l'assise comunale, visto che il problema investe la città".

"Gli ho chiesto di prendere insieme la decisione anche se a mio avviso sarebbe il caso di riflettere - ha continuato Benedetti - Credo che Cialente non si debba rimproverare nulla, ma capisco la sua amarezza e stanchezza per la lunga battaglia per i fondi nei confronti del governo al quale, a mio avviso, l'inchiesta offre la stura per chiudere i rubinetti, e per gli attacchi personali di questi giorni".

"Considerando - ha concluso il presidente del consiglio comunale - che il carico dell'amministrazione grava all'80 per cento sulle spalle del sindaco".

OPPOSIZIONE: "VIA TRIGILIA E CONSIGLIO STRAORDINARIO SU VICENDA"

"Ci sono due ordini del giorno pronti, uno sulla cacciata del ministro Carlo Trigilia dalla delega sulla ricostruzione post-sisma, l'altro sulla convocazione di un Consiglio comunale straordinario per parlare della vicenda tangenti".

Lo hanno annunciato in una conferenza stampa improvvisata davanti al piazzale della sede comunale di Villa Gioia i consiglieri comunali dell'Aquila di opposizione Guido Liris (Forza Italia) e Alessandro Piccinini (gruppo misto).

"Cialente ha perso credibilità con la città e con Roma", ha sbottato Liris commentando l'ipotesi di dimissioni del primo cittadino che circola in queste ore.

"Non vogliamo essere accusati di trasversalità, per questo motivo ci muoviamo con atti formali, noi siamo diversi", ha aggiunto Piccinini.

Liris, che partecipò accanto a Cialente all'ultima "protesta delle carriole" a Roma, ha spiegato che "quel fatto mi ha causato problemi di coscienza ma non lo rinnego. Allora era giusto protestare per chiedere fondi per la ricostruzione".

SABATO ASSEMBLEA DI 5 MOVIMENTI, ''DIMETTIAMOLI TUTTI''

Cinque movimenti e comitati aquilani, due dei quali hanno un esponente in Consiglio comunale, chiedono le dimissioni del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, dopo lo scandalo delle tangenti in cambio di appalti che ha travolto l’amministrazione cittadina.

Si tratta di Appello per L’Aquila, Assemblea cittadina, Comitato 3e32, Consiglio civico e L’Aquila che vogliamo, che hanno organizzato per domani alle 17 un’assemblea pubblica nel tendone di piazza Duomo.

La manifestazione promette di avere un forte battage sui social network sotto l’hashtag, la parola chiave, #dimettiamoli.

LA NOTA COMPLETA

Il marcio che emerge dall’inchiesta “Do ut des” - mazzette in cambio di appalti - al di là delle responsabilità penali da accertare, è l’ennesima prova di un sistema di potere, politico ed economico, che ha badato finora solo a soddisfare gli appetiti di pochi che fanno affari, mentre la città continua a impoverirsi e i giovani cercano un futuro altrove.

Le reazioni dei rappresentanti della maggioranza al governo, tese a minimizzare, sono inammissibili, così come quelle stupite dell’opposizione di centrodestra, nelle cui fila è arruolato uno dei principali inquisiti.

La farsa del cronoprogramma della ricostruzione, lo scempio del territorio, un’idea di sviluppo fondata su progetti tanto clamorosi quanto opachi, le gravi inadempienze sul Piano di protezione civile hanno già ampiamente dimostrato l’incapacità di questa amministrazione.

Ormai ne è definitivamente compromessa anche la credibilità e le conseguenze ricadranno ancora una volta sulla vita delle cittadine e dei cittadini e sul recupero del nostro territorio.

Solo un cambiamento netto di persone e di metodi, legittimato dal voto popolare, può restituire a questa città la dignità necessaria per pretendere una ricostruzione certa e virtuosa.

Le dimissioni del Sindaco e dell’intera Giunta non sono più rinviabili.

I gruppi di Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo, l’Assemblea cittadina, il Comitato 3e32 e il Consiglio civico promuovono per sabato 11 gennaio alle ore 17 presso il tendone di piazza Duomo un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza per condividere le prossime azioni di contrasto e di proposta.

C’è una città sana che è stata tradita, che vuole un cambiamento radicale e che di questo cambiamento ha la responsabilità.

Riprendiamo il percorso per costruire un’alternativa. Un’alternativa non solo è possibile, è indispensabile. Costruiamola insieme.

LE REAZIONI

GAMAL: ''SINDACO, NON ABBANDONI LA NAVE''

"In un momento dove si traccia la storia della nostra città chiedo al nostro sindaco Massimo Cialente di non abbandonare la nave dove lui stesso ha scommesso a una intera città che arriveremo in porto".

Il consigliere straniero Gamal Bouchaib chiede al sindaco Massimo Cialente di non dimettersi.

"Avrei potuto fare diversamente visto gli animi e la psicosi che ormai serpeggia nella nostra città, ma ho scelto di parlarle pensando ad un anziano di 80 anni che vuole vedere la propria casa ricostruita il più presto, a un giovane che ha posto in lei la speranza di sorridere domani e ad una donna che vuole da lei, da padre di una comunità, di prendere le redini della famiglia e di non buttare tutto al vento, perché passerà da tradito a traditore di chi ha posto in lei un cuore e una anima interi: mi chiedo avrà il coraggio di guardarsi negli occhi e spiegare il perché?", afferma.

"Mi creda non la capirebbero - continua il consigliere - Certi personaggi sono agguerriti per le dimissioni come non li ho visti mai, soprattutto quando sono stati arrestati assessori regionali e direttori provinciali".

"Chiedo a tutti i consiglieri che hanno speso fatica di credere in un progetto di rinascita accanto al sindaco, di farsi avanti e dire chiaramente come la pensano - conclude - Io rappresentante della comunità straniera in città chiedo al sindaco di non abbandonare la nave perché in palio c'è L'Aquila e gli aquilani".

ALBANO (PD): ''NO DIMISSIONI, MA OCCORRE TRASPARENZA''

"I fatti sono gravi e noi non vogliamo minimizzarli, lo sdegno dei cittadini è da condividere, ma la caduta di questa amministrazione indebolirebbe ulteriormente il processo di ricostruzione".

Dopo l'assemblea degli iscritti al PD L'Aquila, che in coro unanime ha respinto qualsiasi tipo di divisione, il segretario cittadino del partito Stefano Albano, dice no alle dimissioni del primo cittadino, ma nel contempo chiede trasparenza.

"Tutto il Pd, lo dico con cognizione di causa perché ho avuto modo di confrontarmi con rappresentanti della segreteria nazionale e con il segretario regionale, ritiene che le dimissioni del sindaco siano da scongiurare e costituirebbero un elemento che bloccherebbe il processo di ricostruzione", afferma Albano.

La città viene al primo posto, secondo il segretario, che precisa "chi dei nostri avversari politici chiede le dimissioni del sindaco non ha evidentemente la legittimazione per farlo, visti i gravi fatti giudiziari di cui abbiamo appreso negli ultimi mesi e in cui rappresentanti del centrodestra sono coinvolti".

"Ci sono degli errori politici da riconoscere e che il sindaco ha correttamente riconosciuto - conclude - Bisogna tuttavia dare dei segnali molto forti in termini soprattutto di trasparenza. Il Pd si riunirà nelle prossime ore per decidere quali sono i segnali migliori in questo senso, da lanciare alla città".

PANDOLFI: ''CIALENTE CI PENSI BENE A DIMETTERSI''

Massimo Cialente non può valutare in due soli giorni se dare le dimissioni: con la responsabilità del secondo mandato che ha avuto dai suoi cittadini se ne deve prendere anche tre o quattro, insomma ci pensi bene”.

Questo l’appello rivolto al sindaco dell’Aquila dalla presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio provinciale dell’Aquila, Lucia Pandolfi, in relazione agli strascichi dell’inchiesta giudiziaria “Do ut des” su tangenti e appalti nel post-sisma e all’ipotesi che Cialente possa lasciare il suo incarico.

“Deve prendersi tutto il tempo necessario per sentirsi sicuro e responsabile, il tempo che gli permetta di salvaguardare questa comunità e questo territorio anche davanti agli occhi della nazione e dell’Europa”, insiste la Pandolfi, che spiega di parlare “in veste di ex sindaco di un Comune del ‘cratere’, quello di Montereale. Il terremoto è stato un evento che ha messo a prova di responsabilità e sacrificio tutti quelli che all’epoca rivestivano il ruolo di sindaco”.

Quanto alle richieste di dimissioni arrivate da esponenti di centrodestra, “non porterei queste cose su uno scontro partitico, sono fatti troppo gravi.  Per il rispetto del territorio e della collettività - prosegue - Non dobbiamo entrare in questi giochi e strumentalizzazioni. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, avrebbe dovuto dimettersi subito dopo gli arresti degli assessori, la stessa cosa avrebbe dovuto fare il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, dopo le vicende giudiziarie del direttore generale, e così via”.

“Ripeto, per la salvaguardia della collettività in un momento storico in cui i cittadini soffrono anche per la crisi economica, si deve fare attenzione, anche nel confronto verso il governo, che non deve giustificare la non volontà di dare i fondi per L’Aquila usando queste vicende”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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