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L'AQUILA E ACCUMOLI INSIEME CONTRO IL SISMA
PER SALVARE IL MONUMENTO A TOMMASI

Pubblicazione: 11 marzo 2018 alle ore 09:45

Monumento dedicato a Salvatore Tommasi danneggiato dal sisma
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L’AQUILA - I cittadini aquilani e accumolesi “adottano” il restauro del monumento dedicato a Salvatore Tommasi, opera dell’architetto Enrico Lattes, realizzata nel 1927, che si trova ad Accumoli (Rieti), uno dei luoghi colpiti dal forte sisma dell'agosto 2016.

Tommasi, illustre patologo italiano, personaggio chiave della ricerca medica nella seconda metà dell'Ottocento in Italia, fu molto legato ad entrambi i territori, tanto che alla provincia dell’Aquila donò la sua grande biblioteca ospitata, a causa del sisma del 6 aprile 2009, in una struttura nel nucleo industriale aquilano di Bazzano in attesa di tornare nella sede di sempre in centro storico.

Per raccogliere somme da destinare al restauro del monumento, verranno organizzate delle mostre fotografiche, che metteranno a confronto il comune reatino del pre-terremoto, con il dopo. 

In concreto, bisogna ripulire la statua in bronzo di Tommasi e restaurare le lastre in marmo laterali del basamento danneggiate con la scossa tellurica, “per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 10 mila euro”.

“Abbiamo deciso di avviare una raccolta fondi e un percorso di sensibilizzazione verso la cittadinanza affinché prenda in carico il restauro del monumento - spiega ad AbruzzoWeb Renzo Colucci, presidente del comitato Radici accumolesi - d’intesa con le associazioni Archeoclub dell’Aquila, Deputazione abruzzese di storia patria, Italia nostra, con l’Archivio di Stato di Rieti e il Comune di Accumoli”.

Quando di un luogo restano soltanto polvere e macerie, quando gli aiuti sembrano non bastare mai e si fatica ad andare avanti, senza quella “normalità di prima”, volata via in pochi secondi, quando in un attimo vite intere vengono messe in discussione dalla terra che trema, a farsi carico della storia, a voler mantenere una memoria collettiva, fatta di arte e cultura, sono dunque gli stessi cittadini che si mettono in gioco laddove lo Stato non arriva.

“Il nostro territorio è stato fortemente colpito dal terremoto, come del resto la città dell’Aquila nel 2009 e la statua di Tommasi non poteva certamente essere una priorità, per questo abbiamo pensato di coinvolgere i cittadini accumolesi e aquilani, che in comune hanno più di quanto si immagini normalmente”, illustra Colucci. 

A quasi due anni dal sisma la situazione ad Accumoli., purtrpppo, è ancora ferma al palo. 

Come spesso accade nel processo di ricostruzione, a seguito di eventi tragici, molto è dovuto alle lungaggini burocratiche e a criticità inaspettate. 

“Tutta la popolazione attualmente è ospitata nelle Soluzioni abitative d'emergenza, ancora nessuno è potuto rientrare nella propria casa - racconta - Si stanno vagliando le domande per i danni più lievi, ma essendo tutta zona rossa non sarà una processo veloce. E poi, ci sono gli esiti della microzonazione che si sono saputi solo un mese fa e che hanno rivelato delle frane in atto. Questo ha rallentato ulteriormente il tutto e l'Ufficio speciale per la ricostruzione di Rieti si è impegnato a rendere noti gli esiti delle indagini relative al dissesto idrogeologico, così da poter avviare un'opera di consolidazione del terreno, ma ci vorrà tempo”.

Per quanto riguarda tutte le attività commerciali, “c'è stata una delocalizzazione sulla via Salaria, dove è stato aperto un centro commerciale che ha ospitato quasi tutte le attività esistenti prima del sisma”.

E allora, ecco L’Aquila e Accumoli, due territori uniti da un destino comune, dalla stessa distruzione a distanza di pochi anni e che, secondo quel processo di corsi e ricorsi storici, che si sono riscoperti “cugini”, dopo tragici eventi, recuperando al contempo una tradizione e delle radici collettive.

Il comune di Accumoli, oggi in provincia di Rieti, infatti, era parte dell'Abruzzo fino al 1273, sotto i regni di Sicilia, di Napoli, delle Due Sicilie e d'Italia, poi, è stato incluso nell'Abruzzo Ulteriore fino al 1806, nell'Abruzzo Ulteriore II  fino al 1860 e, infine, nella provincia dell'Aquila fino al 1927.

“Il sisma è stato un'occasione per rafforzare e in parte ritrovare il legame antico tra i due luoghi - aggiunge il presidente del comitato - anche attraverso Tommasi, nato a Roccaraso, in provincia dell'Aquila, da genitori originari di Accumoli, che rappresenta ancora un punto d’incontro chiave tra le due culture”.

“A Rieti abbiamo già avviato l’iniziativa e presto, grazie al sostegno della Deputazione di storia patria d’Abruzzo, la porteremo anche all’Aquila, dove lo storico patologo dell’Ottocento è molto conosciuto, forse più che a Rieti”, dichiara Colucci.

Paolo Muzi, deputato aquilano di storia patria e presidente di Italia nostra, ha accolto con favore la richiesta delle associazioni accumolesi “in nome del forte legame delle radici della città con uno dei personaggi storici più illustri”.

“Già a metà settembre scorso abbiamo avuto un incontro con la segreteria del sindaco, affinché anche L’Aquila potesse essere protagonista di questa importante iniziativa - spiega Muzi - e porteremo l’esposizione fotografica nel centro storico della città, a palazzo Fibbioni”.

Questo gemellaggio “nasce anche dal fatto che ad Accumoli, così come ad Amatrice (Rieti), molti cittadini si sentano ancora abruzzesi - sottolinea il deputato - e credo che la vicinanza delle comunità dei centri montani sia fondamentale in un’ottica di rinascita e ricostruzione del tessuto storico, culturale e sociale delle popolazioni colpite dal sisma”.

“A distanza di pochi anni dal nostro disastro, L’Aquila deve restare accanto ai territori che hanno condiviso la stessa tragedia, anche attraverso queste piccole iniziative, che però sono vitali per il recupero dei beni culturali, che costituiscono l’identità dei luoghi e delle comunità”, conclude Muzi.



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