L'AQUILA: GIORNATA DI STUDI SU COLA DELL'AMATRICE TRA PROGETTI E RESTAURI

Pubblicazione: 03 maggio 2018 alle ore 12:11

Istituzione dell'Eucarestia - Cola dell'Amatrice

L'AQUILA - Una giornata di studi incentrata su Cola dell'Amatrice è stata organizzata all'Aquila per il 10 maggio, presso l'Università degli studi dell’Aquila, dipartimento di Scienze Umane, aula magna, in viale Nizza.

L’incontro curato da Michele Maccherini e Luca Pezzuto, intende affrontare lo studio dell’artista discutendone opere e progetti, indagando sulle preesistenze e restauri. 

Cola dell’Amatrice è ritenuto dalla critica, "l’artista che ha contribuito a costruire l’identità del contesto storico e artistico dell’Italia Centrale".

La giornata del 10 costituisce una delle tappe di un percorso più ampio avviato ad Ascoli Piceno il 17 marzo, con l’inaugurazione della mostra "Cola dell’Amatrice. Da Pinturicchio a Raffaello", (Pinacoteca Civica e Sala Cola dell’Amatrice fino al 15 luglio). 

A quasi trent’anni dall’ultima grande rassegna dedicata al pittore e architetto amatriciano l’esposizione, che sta registrando un cospicuo numero di presenze, vede riunite opere e disegni del Filotesio e dei suoi contemporanei e allo stesso tempo rappresenta un’opportunità per riportare l’attenzione su un contesto storico e artistico fra i più affascinanti della storia dell’arte italiana.

Il percorso così avviato è proseguito il 12 aprile a Roma, con un incontro di approfondimento dedicato alla conoscenza della figura di Cola e dei suoi rapporti con la cultura figurativa ed architettonica del Rinascimento. 

Quella dell’Aquila sarà una giornata di studi ricca di riflessioni pluridisciplinari, a confrontarsi su tematiche inerenti questioni critiche, ma anche scientifiche inerenti la conservazione e il restauro delle opere di Cola, saranno studiosi ed esperti dell’Università degli Studi dell’Aquila, dello Iuav di Venezia, dei Musei Vaticani, dell’Opificio delle Pietre Dure.

Le ultime tappe di questo itinerario si terranno ad Ascoli Piceno il 14 e 15 giugno, con due incontri nei quali si approfondiranno il contesto storico e la vita culturale e sociale del XVI secolo nei territori tra Stato della Chiesa e Regno di Napoli.

"Il filo di Arianna di questo percorso è Cola dell’Amatrice, le città coinvolte sono quelle più significative per la vita dell’artista (Roma, L’Aquila e Ascoli). Ma, parafrasando Jacques Le Goff, la storia del Filotesio, come tutte le storie, non può leggersi al di fuori dello spazio e del tempo", si legge in una nota dei curatori dell'evento. 

"Ecco dunque che parlare del mondo di Cola, significa anche aprire lo sguardo alla Via Salaria e ai territori dell’Appennino centrale, direttrici di tanti percorsi artistici, per conoscere le genti che abitarono e governarono quei luoghi e per approfondire lo studio dei molti artisti che vi lasciarono prova del proprio passaggio", continua la nota.

Per i curatori, "si tratta, dunque, di un progetto di ampio respiro, che dà conto degli esiti di un nuovo fermento di ricerca e che, seppur in corso già da qualche anno, dopo il devastante sisma del 24 agosto 2016 ha visto affiancarsi alle istanze scientifiche anche un interesse civico ed etico, fondato sulla consapevolezza che conoscere e tornare a studiare Cola dell’Amatrice significa innanzitutto contribuire alla ricostruzione della memoria dei suoi luoghi, alla conoscenza del territorio e alla valorizzazione della sua identità culturale".

"La giornata del 10 maggio all’Aquila è una tappa significativa, che affronta questioni trasversali, fatte di linguaggi e committenze, storiografia e restauro, con aperture conoscitive verso i compagni di viaggio di Cola, ossia, quella schiera di artisti erranti le cui opere costellano i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria", prosegue la nota.

"Il mondo di Cola è dunque un’occasione per contribuire alla ricostruzione di un’identità spezzata, per riportare alla luce quell’unità fra luoghi, culture e personalità artistiche che ha dato forma ad un territorio, quello fra Marche, Umbria e Abruzzo, che oggi più che mai ha bisogno di essere studiato e conosciuto", conclude la nota.



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