L'AQUILA: GUERRA TRA SINDACATI AL CALL CENTER INPS, CISAL FA PIU' ISCRITTI

Pubblicazione: 07 ottobre 2017 alle ore 18:45

L'AQUILA – Guerra sindacale tra Cgil, Cisl e Uil da una parte e Cisal dall'altra, all'interno del contact center Inps-Inail-Equitalia dell'Aquila.

Oggi gli esponenti aquilani delle tre sigle storiche Francesco MarrelliMarilena ScimiaTonino De Simone e Piero Francazio hanno risposto duramente all'accusa di "incitare le aziende aggiudicatarie della commessa Inps a licenziare i lavoratori delle cooperative e gli interinali" a loro rivolta dall'esponente Cisal Venanzio Cretarola, ex presidente del Consorzio Lavorabile e presidente dell'associazione [email protected] per L'Aquila nata proprio all'interno del sito del capoluogo d'Abruzzo.

In conferenza stampa l'altro ieri i quattro esponenti di Cgil, Cisl e Uil, a pochi giorni dall'apertura delle buste con le offerte relative al bando di gara per l'affidamento del servizio tuttora in proroga e nelle mani di Transcom e in subappalto all'azienda Lavorabile, avevano fatto il punto della situazione che riguarda il futuro di 560 lavoratori.

Ribadendo sostanzialmente quanto già espresso più volte in prececenza, ossia la necessità di applicare anche ai 256 lavoratori delle cooperative sociali il contratto nazionale delle telecomunicazioni affinché possano aggrapparsi, per difendere il posto di lavoro, alla clausola sociale, oltre che per avere garantito un migliore trattamento economico, sottolineando il fatto che l'azienda Lavorabile ha sempre detto no al passaggio da cooperative a telecomunicazioni.

Il tutto però senza alcun riferimento alla rabbia, condita da 'inviti' ai lavoratori a non iscriversi, per il 'fresco' l'ingresso nel concact center in questione del sindacato Cisal - con alla testa proprio Cretarola - sindacato che, con circa 170 iscritti in pochi giorni su 450 addetti dell'azienda Lavorabile, rischia di superare in termini di numeri le altre sigle messe insieme.

All'accusa di Cretarola, che nel pomeriggio ha ulteriormente risposto con un comunicato al vetriolo, i confederati hanno affermato in una nota che lo stesso "è in confusione, il giorno dopo ci si dimentica quel che si è fatto il giorno prima".

"Cretarola - tuonano Marrelli, Scimia, De Simone (quest'ultimo, fino agli strali piovuti sulla sua testa dalle segreterie nazionale e regionale Cisl, acerrimo nemico di Cgil e Uil e con posizioni identiche a quelle di Cretarola) e Francazio - fu artefice dell'applicazione del contratto nazionale delle cooperative sociali, con tutte le conseguenze in termini economici e normativi".

"Le organizzazioni sindacali, già dal mese di gennaio 2011 – si legge quindi nella nota di Cgil, Cisl e Uil - chiedevano la trasformazione del contratto delle cooperative sociali nel contratto nazionale delle telecomunicazioni, con risposta di diniego dall'allora presidente del Consorzio Lavorabile, ossia Venanzio Cretarola, che in questi mesi ha distratto l'attenzione dei lavoratori affrontando vicende che nulla hanno in comune con il cambio di appalto della commessa Inps-Inail-Equitalia, rinviando continuamente ad altre questioni, prima l'appalto Rai e poi gli accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali del settore trasporti".

LA NOTA DI CGIL, CISL E UIL

Il signor Venanzio Cretarola, già sindacalista nella Cisl, presidente del Consorzio Lavorabile, dell’associazione lavoriamo per L’Aquila candidato al consiglio comunale dell'Aquila, oggi sindacalista Cisal, continua a confondere le idee ai lavoratori, nella totale assenza di assunzione di responsabilità per quanto sta accadendo all'interno del consorzio lavorabile¸ non vorremmo che, 'nella logica che la miglior difesa è l'attacco' si appresti a sperimentare la 'supercazzola', in tal caso gli consigliamo di indirizzala verso la Corea del Nord, riceverà sicuramente pronta risposta.

Cretarola fu artefice dell’applicazione del contratto nazionale delle cooperative sociali, con tutte le conseguenze in termini economici e normativi. Le organizzazioni sindacali, già dal mese di gennaio 2011, chiedevano la trasformazione del contratto delle cooperative sociali nel contratto nazionale delle telecomunicazioni, con risposta di diniego dall’allora presidente del Consorzio, ossia Venanzio Cretarola, che in questi mesi ha distratto l'attenzione dei lavoratori affrontando vicende che nulla hanno in comune con il cambio di appalto della commessa Inps-Inail-Equitalia, rinviando continuamente ad altre questioni, prima l'appalto Rai e poi gli accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali (Oo.Ss.) del settore trasporti. 

Il signor Cretarola nulla dice sulle norme di riferimento del settore call-center - telecomunicazioni, continuando però a fare riferimento all'articolo 1, comma 10 della legge 11/2016. La norma recita testualmente che: ‘In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale’. Si traggano le dovute conclusioni.

Le organizzazioni sindacali in tutte le sedi hanno continuato a ribadire la necessità di garantire la continuità del rapporto di lavoro e l’applicazione dell’elemento della territorialità. Bisogna altresì rammentare che le sigle sindacali congiuntamente alle rappresentanze datoriali settore telecomunicazioni, hanno sottoscritto nel mese di maggio 2016 un verbale di accordo per la gestione delle attività di call center. Tale accordo, disciplina, in caso di successione di imprese nel cambio di appalto le modalità e le condizioni di passaggio dei lavoratori dalla società cedente alla società subentrante. 

Lo stesso accordo disciplina i due elementi tanto cari anche al signor Cretarola: come l’effettiva garanzia dell’applicazione della continuità del rapporto di lavoro e dell’ambito ‘territoriale in cui opera il personale’.

Lo stesso Cretarola continua però ad affermare che bisognava intervenire sul ministero del Lavoro, sul presidente dell'Inps, sulle varie commissioni parlamentari e, financo, ricorrendo anche alla Corte di Strasburgo, nonché al Tribunale dell'Aia, eppure è tanto semplice ammettere che le clausole di salvaguardia della continuità del rapporto di lavoro e dell’ambito territoriale sono già scritte in accordi e norme di legge che riguardano specificatamente il settore delle telecomunicazioni.

Non vorremmo che il signor Cretarola, 'nella logica che la miglior difesa è l'attacco' si appresti a sperimentare la 'supercazzola', in tal caso gli consigliamo di indirizzala verso la Corea del Nord, riceverà sicuramente pronta risposta.

IL COMUNICATO DI CRETAROLA

Cgil, Cisl e Uil delle Telecomunicazioni e Cgil Funzione Pubblica dell’Aquila insistono inspiegabilmente in una evidente battaglia personale verso la mia persona invece di occuparsi dei problemi dei lavoratori. 

Siccome (chissà perché?) nel loro comunicato si sono premurati di elencare solo alcune delle mie tante esperienze professionali pregresse, sono disposto - se lo chiedono - ad inviargli il mio curriculum completo. 

Potranno così verificare le numerose iniziative da me portate avanti per il lavoro e l'occupazione, non solo a L'Aquila. Loro cosa hanno fatto? Quanti posti di lavoro hanno promosso?

Continuano a guardare indietro gettando fumo negli occhi sul contratto delle Cooperative sapendo bene che tutti i controlli degli organi competenti, fra cui Ispettorato del lavoro e la stessa Inps, hanno sancito la perfetta legittimità delle condizioni contrattuali in Lavorabile per tutto il periodo in cui ne sono stato responsabile. 

Hanno perfino mentito ai lavoratori su cosa si sono detti nei tre incontri con Lavorabile sull'argomento. Lo sanno tutti.

Incredibilmente continuano ancora oggi a sostenere che la Clausola sociale si applica solo ai dipendenti con contratto TLC, anche dopo che la stessa INPS lo ha negato formalmente: è una menzogna!

Perché lo fanno?

Stiano 'sereni': i tempi di Goebbels sono passati. I lavoratori hanno capito che oggi ripetere spesso bugie non le trasforma in verità. 

Ed è proprio per questo che in pochi giorni già oltre 170 lavoratori hanno aderito alla Cisal comunicazione, sindacato formalmente rappresentativo a livello nazionale. Perché hanno capito che c’è bisogno di un sindacato che li rappresenti veramente e che soprattutto lasci decidere a loro stessi del loro futuro. 

La Cisal infatti ha immediatamente chiamato tutti gli iscritti ad eleggere direttamente i loro rappresentanti; la triplice non lo ha mai fatto preferendo 'nominarli' dall'esterno.

La prima reazione della triplice sindacale è stata la calunnia e il terrorismo parolaio della Mail inviata a tutti i lavoratori di Lavorabile, evitando accuratamente di parlare dei problemi concreti dei lavoratori.

All'Aquila, in questa categoria, c'è oggi un grande problema di democrazia sindacale. 

Rinnovo per la sesta volta l'invito a Cgil, Cisl e Uil ad un confronto pubblico sui problemi veri, davanti ai lavoratori e anche alle tv, ma anche stavolta rifiuteranno. 

Preferiscono limitarsi agli insulti, alle insinuazioni e alle bugie sfuggendo sempre al confronto unitario davanti ai lavoratori, "sventolando" un loro presunto diritto esclusivo alla rappresentanza dei lavoratori nelle sedi in cui si firmano gli accordi che li riguardano, senza però nemmeno interpellarli. 

Diritto che non hanno più.

I tre sindacati hanno pubblicamente definito "normale" perfino licenziare 300 lavoratori di Almaviva di Roma che il lavoro ce l'avevano proprio sulla commessa Inps, per sostituirli a Napoli, dopo però avergli tolto il 20 % di stipendio (grazie ai loro accordi).

Ed è questo che accade nel settore Call Center da due anni, e anche all'Aquila: riduzione di stipendi e peggioramento normativo solo sulle spalle dei lavoratori, anche senza alcun oggettivo motivo economico o di mercato. E questo accade proprio applicando il tanto decantato accordo di maggio 2016 (di Cgil Cisl e Uil) che non contiene nessuna delle garanzie che qui a L’Aquila chiediamo da un anno e che i loro sindacati nazionali di categoria non hanno mai nemmeno chiesto a Inps. 

Ritengo assurdo e inspiegabile che oggi i tre sindacati si rifiutino anche solo di parlare di ciò che i loro colleghi del settore Trasporti hanno ottenuto dal Ministro a maggio scorso: esattamente ciò che chiediamo da un anno a INPS. Ecco perché dobbiamo immediatamente investire del problema il ministro del Lavoro, che istituzionalmente vigila e controlla l'Inps e deve esigere la corretta interpretazione della Clausola sociale, esattamente come fatto nei trasporti. 

Ma loro tre non vogliono nemmeno tentare: perché?

Cgil, Cisl e Uil aquilani continuano a dichiarare che non c'è nulla da fare fino all'aggiudicazione della Gara Inps, quando forse sarà troppo tardi. Si stanno assumendo una impressionante e pesantissima responsabilità sulla pelle dei lavoratori. 

Si limitano nel frattempo ad infantili e volgari battutacce sulle "supercazzole" e sulla Corea del Nord.

L'Associazione [email protected] per L'Aquila i suoi 500 aderenti sono stati costretti da quasi un anno a condurre da soli la battaglia per l'affermazione dei diritti dei lavoratori, per il rispetto della legge e per la tutela del servizio pubblico dell'Inps.

Grazie a questa battaglia è stato dimostrato che avevamo ragione su tutti gli aspetti determinanti che sono stati sempre negati da Cgil, Cisl e Uil: applicazione della Clausola sociale ai subappalti, alle cooperative, agli interinali, eccetera.

Ora basta! 

Se Cgil, Cisl e Uil non vogliono occuparsi dei diritti dei lavoratori del contact center Inps stiano "sereni" e si facciano da parte. Altrimenti comincino finalmente a farlo, garantendo ai lavoratori il loro diritto a decidere.



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