MACERIE E DEGRADO A UN ANNO E MEZZO DAL SISMA. E IL COMUNE LATITA

L'AQUILA: IL CIMITERO DELLA VERGOGNA
TOMBE ABBANDONATE E SI RISCHIA LA VITA

Pubblicazione: 23 agosto 2010 alle ore 20:58

Il degrado al cimitero dell'Aquila
di

L’AQUILA - Una vergogna. Non c’è altro modo per definire lo stato di degrado in cui versa il cimitero dell’Aquila un anno e mezzo dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Il camposanto del capoluogo è abbandonato, con le parti antiche lasciate nell’incuria a rovinarsi e con gli aquilani che per andare a trovare un defunto sono costretti a rischiare la vita o semplicemente di cadere e farsi male.

Quello aquilano non è un cimitero qualunque, è bene ricordarlo: nella sua parte più antica è un cimitero monumentale, con cappelle storiche, opere d’arte funeraria, luoghi che affondano le radici direttamente nella storia dell’Aquila, come il monumento ai Nove martiri, oggi un disastro.

Basta fare un giro per trovarsi di fronte a più di una situazione di emergenza e di abbandono. Un’autentica “Via Crucis”, al termine della quale si rimane indignati.

E dopo mesi di immobilismo, viene scontato chiedersi cosa abbia intenzione di fare l’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm), la partecipata del Comune che ha in gestione il cimitero.

Come scontato viene pure chiedersi quale sia l’indirizzo politico che vuole dare Alfredo Moroni, assessore comunale che ha la delega ai Servizi cimiteriali.

GUARDA LA FOTOGALLERIA

FIORI E TENAGLIE

Il giro comincia da una palazzina che si trova nella parte bassa del camposanto, di recente costruzione, ma resa inagibile dal sisma per via delle lesioni ai pilastri giusto sotto il tetto.

L’“edificio 96” contiene circa mille loculi ed è quasi completo, ma soprattutto è pericolante. Decine di cartelli appesi dappertutto stanno lì a ricordarlo.

Evidentemente non bastava a scoraggiare i parenti dei defunti, così nei mesi scorsi l’edificio è stato completamente transennato e reso inaccessibile. Oggi quelle transenne non ci sono più: ignoti le hanno sradicate e spostate per entrare. Il filo di ferro con cui erano legate è stato tranciato: “Non solo i fiori, gli aquilani vengono al cimitero anche con le tenaglie”, mormora un operaio.

L’edificio pericolante è oggi facilmente accessibile, infatti i fiori sono tutti freschi. Nella speranza che qualcuno non si faccia male.

LA STORIA TRANSENNATA

Alcuni tra gli edifici più antichi del cimitero invece sono semplicemente lì, lasciati al loro destino. È il caso della camera mortuaria, che ha ancora le macerie davanti alla porta, rimasta aperta (dentro si intravvede il caos), ma soprattutto del monumento ai Nove martiri aquilani, giustiziati dalle truppe naziste del 1943.

Un pezzo di storia abbandonato a se stesso, circondato dalle solite transenne, neanche ripulito, nell’attesa che qualcuno decida cosa farne, magari entro il 23 settembre prossimo, data della ricorrenza dell’eccidio.

LOCULI E MACERIE

Il peggio si raggiunge visitando l’antica palazzina cosiddetta “della Banca d’Italia”, per via dei defunti che ospitava in origine, a partire dagli anni Quaranta.

L’edificio è stato colpito in modo strano dal sisma, che ha lasciato intatto il lato sinistro, danneggiando seriamente quello destro. E mentre nel piano terra i danni sono abbastanza circoscritti, un po’ d’intonaco caduto e qualche pietra, al secondo piano le cose cambiano radicalmente.

Il soffitto è crollato e da sopra si scorge un sorprendente tetto in legno. In più, oltre cinquanta lapidi sono letteralmente esplose, ingombrando di macerie il corridoio. E a un anno e mezzo dal sisma, meglio ripeterlo, tutto è rimasto così, come fosse ancora il 7 aprile 2009. Le erbacce, intanto, sono cominciate a crescere.

GLI “ARCHETTI” DEVASTATI

Identica situazione in un altro dei tratti caratteristici del cimitero antico, quello degli “Archetti”, formalmente l’“edificio F”, in cui la forza delle scosse ha fatto staccare le lapidi dai loculi. Anche qui tutto appare miracolosamente cristallizzato al momento del sisma.

Per fortuna ci sono i mattoni dietro ogni lapide a scongiurare rischi sanitari là dov’è saltato il coperchio.

Solo qualche loculo più recente è rimasto con la lapide attaccata, e qualcuno ci ha perfino cambiato i fiori, anche se si tratta di defunti relativamente recenti (quindici anni fa). Le tombe di persone nate anche nel 1800 sono invece senza nome e abbandonate.

LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE, CANTIERE PERENNE

Il cimitero ospita all’interno una chiesa intitolata a San Giuseppe, che era in ristrutturazione da prima del sisma. La facciata doveva essere smontata e poi ricostruita pezzo a pezzo, la struttura consolidata.

Il terremoto ovviamente ha bloccato i lavori. A oggi la chiesa è ancora un cantiere, solo che è un cantiere fantasma. Le impalcature restano montate, coincidenza che probabilmente ha protetto la facciata da possibili crolli, come avvenuto alla Basilica di Collemaggio.

Davanti al cancello, chiuso da una catena e da un lucchetto, pietre e sassi anche molto grandi, su cui stanno crescendo erbacce, impediscono il passaggio. Non è dato di sapere in che condizioni versi l’edificio sacro.

UN CIMITERO MAI NATO

Altro che problemi di spazio nei cimiteri. All’Aquila si sciala pure. Subito dopo la chiesa di San Giuseppe c’è infatti una lunga sequenza di loculi completamente vuoti, rivolti verso il quartiere della Torretta, dei quali è stato realizzato solo lo scheletro in cemento armato.

La costruzione risale agli anni Settanta ed è proseguita anche nel decennio successivo. Si tratta di un migliaio di posti, mai utilizzati e che mai potranno esserlo: probabilmente, infatti, ormai sono fuori norma, quindi andrebbero semplicemente abbattuti.

Invece resta tutto così, e dal cemento armato fanno capolino decine di tondini di ferro arrugginiti, potenzialmente pericolosi per qualcuno che decida di avventurarsi in quella zona.

ARTE IN PERICOLO

Tornando nella zona più antica, non si può fare a meno di fermarsi a vedere lo stato di abbandono in cui versano alcune cappelle storiche.

Si tratta delle prime realizzazioni di questo tipo, fatte ai primi del Novecento dal maestro aquilano Antonio Di Gregorio, che con il figlio ha infatti “firmato” i lastroni di accesso.

La cappella Antonelli, in particolare, ha colonne spostate e i lavori in una struttura vicina la stanno minando maggiormente. In questo caso, come per le altre cappelle, la responsabilità è del privato, ma si tratta comunque di un’emergenza.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO

Ultima tappa della Via Crucis nell’abbandono del cimitero è la chiesa del camposanto, intitolata a Santa Maria del Soccorso, che si trova vicino all’ingresso principale.

Resa inagibile dal sisma, è stata ristrutturata nella metà vicino all’altare, mentre la parte di dietro, dove c’erano i banchi, è totalmente puntellata con i tubi zincati, come altre chiese cittadine.

La parte rimessa a nuovo potrebbe essere utilizzata per la messa domenicale, ma da quanto si apprende gli aquilani hanno paura e le celebrazioni continuano nella tenda provvisoria, montata all’esterno qualche mese dopo il sisma.

Nel complesso, insomma, una situazione scandalosa in cui, all’incuria che regnava sovrana in buona parte del cimitero anche nel pre-sisma, si sono aggiunte altre problematiche causate dalle scosse.

Crolli, macerie, transenne, erbacce e lavori: emergenze sulle quali il Comune ha il dovere di porre rimedio, non c’è scampo. E stavolta non c’è mancanza di fondi che tenga.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui