L'AQUILA: IL TERREMOTO IN UNA MOSTRA DI DUE MESI SULLA DISTRUZIONE SISMICA

Pubblicazione: 04 aprile 2017 alle ore 18:44

L'AQUILA - Dopo l’anticipazione del 31 marzo con lo spettacolo teatrale ''Immota manet'', di e con Luigi Guerrieri, dal 7 aprile al 30 giugno il Museo sperimentale d’Arte contemporanea (Muspac), organizza presso la propria sede in Piazza d’Arti, una manifestazione multidisciplinare dal titolo ''I terremoti dell'arte'', con il patrocinio del comune dell’Aquila, l'assessorato alle Politiche sociali e culturali, .

Il progetto nasce come riflessione sul tema della distruzione sismica e sul contributo che l’arte può dare come evento propositivo.

Si articolerà in diversi appuntamenti che riguarderanno, oltre ad esposizioni d'arte contemporanea, anche rassegne di film e video d'arte, spettacoli teatrali, concerti, performance, coinvolgendo sia artisti di fama internazionale sia giovani talenti presenti sul territorio.

In questo senso, l’arte diventa scultura sociale, contribuisce allo sviluppo economico del territorio, rivelandosi quindi come un mezzo efficace per analizzare, interpretare, comprendere e modificare la realtà circostante, data la sua capacità di attivare, con la propria ricerca, nuove energie.

Questo il programma degli eventi legati all'iniziativa: dal 7 al 12 aprile, con inaugurazione alle ore 18, ''Earth - due parole sul futuro, progetto nato nell’ambito della ''Settimana del pianeta Terra''.

Interverranno: Silvia Mantini, docente di Storia Moderna dell’università degli studi dell'Aquila, Franco Fiorillo, docente di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti dell'Aquila, Martina Sconci, direttrice artistica del Muspac e gli autori, Ornella Ricca e Pietro Spagnoli.

L’installazione nasce per stimolare riflessioni e confronti sui problemi che minacciano il nostro pianeta e sulla speranza di salvarlo. 

L’opera è caratterizzata da un insieme di frammenti di ceramica, su ognuno dei quali sono incise due parole: una da esiliare, da non usare più, l’altra da accogliere e quindi da sostenere, per il bene del pianeta Terra.

Prende spunto dagli ostraka, cocci su cui nella Grecia classica gli ateniesi votavano per condannare all’esilio, appunto all’ostracismo, i cittadini ritenuti pericolosi per lo Stato. Le parole da incidere sugli ostraka sono state chieste a studiosi e ricercatori di novanta istituzioni, comprendenti accademie, università e centri di ricerca di buona parte del mondo.

Le risposte di cinquecentocinquanta studiosi hanno permesso di realizzare altrettanti frammenti di ceramica, su cui sono state incise più di millecento parole, che rappresentano una buona sintesi del pensiero contemporaneo su un tema così significativo.

All’iniziativa hanno aderito anche ventuno studiosi delle università degli studi dell’Aquila e dell’università Gabriele d’Annunzio Chieti – Pescara.

L’opera, creata da Ornella Ricca e Pietro Spagnoli, si presenta come una piazza aperta dove la luce e l’ombra, il pieno e il vuoto, le parole e il silenzio, dialogano in un equilibrio variabile, su un suolo fatto di frammenti, che circondano una scultura raffigurante un uomo ''malridotto, consumato, colto in un momento di riflessione e di una forse tardiva presa di coscienza'', commentano gli autori.

L’installazione è itinerante e toccherà varie città, musei e università italiane; è stata già presentata all’università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale, al museo di Paleontologia dell’università della Calabria e, dopo L’Aquila, le prossime tappe saranno Pisa, Torino, Firenze e Venezia.

L'8 aprile alle 21 e  il 9 alle 18, "L’Aquila nuova" di e con Massimo Sconci, a pochi giorni di distanza dall'ottavo anniversario del terremoto dell'Aquila, l'attore Massimo Sconci porta in scena per la prima volta una lettura teatrale da lui scritta e diretta.

Il capoluogo d'Abruzzo, come l'intera regione, da troppo tempo, e soprattutto negli ultimi mesi, sta vivendo una condizione di durissima crisi.

Dal 20 al 30 aprile ''Sarajevo collezione per L'Aquila", una mostra d’arte contemporanea a cura di Andrej Derkovic, l'inaugurazione ci sarà il 20 alle 18 e nasce da un'idea dell'artista Derkovic (fondatore dell’ Ars Aevi Museum of contemporary arts Sarajevo collection), il quale, venticinque anni dopo l’inizio del più lungo assedio nella storia bellica moderna, avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, tenta di creare un collegamento tra l’assedio di Sarajevo (6 aprile 1992) e il terremoto dell’Aquila (6 aprile 2009).

Ha coinvolto sedici artisti, riconosciuti a livello internazionale, per la realizzazione di opere da donare alla città dell’Aquila e in particolare al Muspac.

La collezione, è composta da ventiquattro lavori tra video, foto, disegni e litografie, ed è composta quasi esclusivamente da lavori di artisti sopravvissuti all'assedio, che rappresentano il panorama della scena artistica contemporanea di Sarajevo.



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