L'AQUILA: ''IL TORRIONE E' DA
METTERE IN SALVO'', ARDUINI
'SPOSA' L'IDEA DEL PROF REDI

Pubblicazione: 23 marzo 2014 alle ore 10:00

L'ex vice sindaco dell'Aquila Giampaolo Arduini
Il vice sindaco e assessore allo Sport Giampaolo Arduini
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L’AQUILA - “Restituire dignità e valore a uno dei simboli dell’Aquila”.

A difendere il Torrione, ‘volto’ del popoloso quartiere cui dà il nome, è l’aquilano Giampaolo Arduini, coordinatore regionale dei Cattolici democratici.

Il sisma del 6 aprile del 2009 ha causato vittime umane e distruzione materiale ovunque. Ma tra le strutture danneggiate si sono formate ‘figlie’ e ‘figliastre, nel senso che le meno pubblicizzate, o che semplicemente hanno avuto meno visibilità mediatica, il Torrione è tra le più importanti.

Arduini ha quindi deciso di raccogliere l'appello lanciato dal docente di archeologia dell'Università degli Studi dell'Aquila, Fabio Redi, di restaurare, conservare e valorizzare i resti dell'antico acquedotto di Santanza e con esso il più noto Torrione, “che si chiama così proprio per la presenza di questa torre, alta in origine 15 metri rimasta di 5, 6 metri, che ha avuto una doppia veste storica: si trova al confine fra la presenza dei Sabini e quella dei Vestini. Il Torrione si chiama così - spiega Arduini -  proprio per la torre che ha una prima parte, forse una tomba, e una seconda, edificata nel periodo medievale, per la città ‘delle acque’, cioè per L’Aquila ‘città delle acque’, con una rete idrica importante”.

Dunque Arduini parla agli imprenditori della città. “Per salvarlo - dice l’ex vice sindaco dell’Aquila - per restituirgli dignità, forza e valore, basta un intervento di poche decine di migliaia di euro, sarebbe una risposta ai monumenti cittadini da tutelare”, riferimento chiaro a Porta Barete, “la più importante della città, ma ci sono anche le altre porte”, negli ultimi mesi alla ribalta dopo gli scavi che hanno riportato alla luce alcuni pezzi e tesori dell’Aquila che fu. “Intanto, la mia proposta, immediatamente raccolta, di portare il Museo Civico dal Forte Spagnolo danneggiato dal sisma, all’ex Mattatoio, una struttura molto bella. Sono soddisfatto anche della ricostruzione in centro storico, c’è un numero incredibile di cantieri. E continuano a venire alla luce reperti di una storia incredibile”.

Capitolo elezioni regionali, alle quali Arduini quasi sicuramente correrà per la carica di consigliere. “Sono fondamentali, i cittadini sono arrabbiati e hanno ragione. Il tema principale è il lavoro, da noi attraverso la ricostruzione post-sisma, ma è tutto l’Abruzzo ad averne bisogno. Per dare lavoro è necessario, ad esempio, come sta facendo Renzi, affidarsi ai fondi strutturali europei. E non si può andare avanti con la troppa burocrazia e con gli sprechi della pubblica amministrazione: si è tagliato nei confronti dei consiglieri regionali, si taglino anche le indennità dei dirigenti e dei direttori”.

Ma sull’Europa dell’austerity e del dominio tedesco, Arduini parla chiaro: “Non mi piace, io sono europeista per tradizione democristiana, degasperiana. Non sono per il ritorno alla lira, ma l’euro forte rispetto al dollaro ci sta creando problemi. L’Europa va vista come una casa con dei riferimenti per lo sviluppo. Oggi non va, basta guardare ai Comuni, per via del Patto di stabilità, hanno soldi bloccati che non possono iniettare nel sistema, è un’assurdità”.

In conclusione, Arduini spera che il premier, Matteo Renzi, “trovi il tempo per venire a visitare i luoghi del dolore e del disastro. Ho già applaudito alla presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini, ora tocca al premier”.

 



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