ROMANO (PASSO POSSIBILE), ''DUBBI SUL RUOLO DEGLI ACCOMPAGNATORI, UN LOBBYSTA, ALESSANDRI E DI GIOVACCHINO, CHI HA PAGATO E PERCHE'?''

L'AQUILA: IL VIAGGIO DI BIONDI IN RUSSIA DIVENTA UN CASO
POLITICO E FINISCE AI RAGGI X DELLA QUINTA COMMISSIONE

Pubblicazione: 02 luglio 2018 alle ore 23:15

Pierluigi Biondi
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L’AQUILA - L’interrogazione in Consiglio comunale da parte dell’opposizione, e a firma del consigliere Paolo Romano (Il Passo Possibile), ha fatto diventare il viaggio in Russia del primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, del 27 marzo scorso un autentico caso politico.

“Cosa è andato a fare il sindaco a Mosca e chi ha sostenuto le spese per la trasferta istituzionale?”, parziale la risposta del sindaco, che si è limitato a dire che “i costi non sono stati a carico dell’ente comunale”, tanto che per vederci chiaro l’opposizione porterà il caso all’attenzione della quinta Commissione, Garanzia e Contollo, che passerà ai raggi x la trasferta russa.

Nel Consiglio di oggi, non particolarmente ricco di decisioni, a tener banco, diventando l’argomento di punta della seduta, è stata proprio l’interrogazione, soprattutto per gli intrecci personali all’interno dell’entourage a seguito di Biondi nel viaggio: il lobbysta Gabriele Rossi, il dipendente comunale Giorgio Alessandri e Alessia Di Giovacchino, co-titolare dell’azienda di comunicazione Didimà e dipendente di Abruzzo Engineering, che come scrive lo stesso primo cittadino era ufficialmente in ferie nel periodo della trasferta russa.

L’opposizione continua ad attaccare su ogni fronte il centrodestra aquilano, approfittando delle difficoltà in seno alla maggioranza e dei disagi interni, come si evince anche dalle parole del deputato della Lega e assessore comunale del capoluogo Luigi D'Eramo, che come raccontato da AbruzzoWeb, nell'incontro di venerdì scorso all’Auditorium del Parco dove sono stati annunciati i nuovi ingressi nella Lega tra gli amministratori locali, ha detto che “nell'amministrare la città, c'è qualcuno non all'altezza”.

Il viaggio in questione ha creato, già nel marzo scorso, dubbi e polemiche all’interno dell’amministrazione  per via dell’alone di mistero che lo ha circondato; il sindaco, infatti, oltre a una foto in aeroporto postata sul profilo social, non ha voluto spiegare i motivi della partenza neanche ai suoi consiglieri e agli altri componenti della Giunta, informati solo al suo ritorno.

“Sono in partenza per la Russia, dove nei prossimi giorni firmerò un importante accordo di collaborazione con il Governo di Mosca”, si era limitato a scrivere Biondi, sollevando la curiosità di cittadini, giornalisti e politici locali.

Al primo cittadino, come si legge nell’interrogazione di Romano, è stato chiesto di “dirimere i seguenti punti: le motivazioni istituzionali e i conseguenti risultati ottenuti  dal viaggio a Mosca; i nominativi dell’entourage che lo ha accompagnato e l’attinenza amministrativa degli stessi; le spese sostenute dall’ente, il soggiorno, i doni di rappresentanza sia per il sindaco, sia per chi lo ha accompagnato; la delibera di autorizzazione al viaggio e la delibera di recepimento dell’accordo siglato con il dipartimento Affari esteri e relazioni internazionali del Governo di Mosca”.

COSTI DEL VIAGGIO

Sulla questione della spesa il sindaco risponde che “non ci sono stati costi a carico dell’ente comunale, né diretti né attraverso rimborso spese ai partecipanti. L’unica spesa sostenuta dal Comune è stata quella per l’acquisto di doni rappresentativi della città, consegnati alle autorità incontrate, per un totale di poco meno di 330 euro”.

Non essendo programmate spese di viaggio o alloggio a carico del Comune, dunque, “non si è resa necessaria una delibera di autorizzazione al viaggio”, spiega ancora Biondi.

IL PUNTO SUGLI ACCOMPAGNATORI 

Nella risposta scritta, Biondi spiega che “è stato accompagnato dal suo portavoce Giorgio Alessandri e da Alessia Di Giovacchino, assegnata alla struttura di raccordo istituzionale”, specificando che “il primo è stato autorizzato dal dirigente del settore Personale e la seconda non ha necessitato di autorizzazione perché in ferie”. 

Dunque, “Di Giovacchino sarebbe passata come ente comunale - ha sottolineato Romano - ma in ferie da Abruzzo Engineering? Quando sarebbe passata all’ente?”.

Sul suo ruolo all’interno dell’amministrazione già si sono occupati i Globuli rossi, che in una nota del  5 maggio 2018, su un presunto conflitto di interessi hanno scritto: “La Didimà è della moglie del sindaco, Elisa Marulli e di Alessia Di Giovacchino che fa parte dello staff del sindaco, ma viene pagata da Abruzzo Engineering con i soldi della ricostruzione”, come denunciato nella nota.

Il consigliere comunale del Passo Possibile ha precisato che “anche nelle risposte date ‘a voce’, non è stato chiarito il ruolo dei due accompagnatori e, su Gabriele Rossi il sindaco si è limitato a dire che è partito in maniera gratuita. Rossi è un lobbysta, come si evince dal suo sito personale e dunque un portatore di interessi privati, che Gianni Chiodi avrebbe definito come un facilitatore quando lo ha inserito alla Asl. Non è che è stato un facilitatore del viaggio in Russia? L’ho chiesto a Biondi, ma non ha risposto”.

I DUBBI SULLA DELIBERA E IL PROTOCOLLO “NON VINCOLANTE” 

Inoltre, come hanno fatto notare gli esponenti delle opposizioni durante la seduta di Consiglio comunale, “la delibera di Giunta numero 255 del 22 giugno 2018 dice tutto e non dice niente, passa da un tema all’altro senza collegamenti logici”.

“Lo scopo comune è lo scambio di esperienze nel campo dello sviluppo urbano e della costruzione di città sicure e intelligenti, per cui la cooperazione contribuirà allo sviluppo del potenziale economico a beneficio dei residenti e, nel caso della città dell’Aquila, al migliore sviluppo della città ricostruita; inoltre le parti si sono attestate ad una reciproca collaborazione sulle seguenti aree di comune interesse: Ricostruzione, pianificazione urbanistica e politiche del territorio Residenzialità pubblica, servizi comunali, cura dell’ambiente e arredo urbano; Salute; Educazione; Sviluppo e sostegno alle piccole e medie aziende; Gestione archivi materiale storico e della tradizione cittadina”, si legge nell’atto che delibera l’approvazione del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune dell’Aquila e il dipartimento per le Relazioni esterne e internazionali di Mosca per la cooperazione e lo scambio di esperienze nelle varie aree individuate, rappresentato dal Ministro del Governo di Mosca, capo del dipartimento Sergey Evgenievich Cheremin.

Nel documento si legge: “questo protocollo documenta l’intenzione delle parti e non è legalmente vincolante per loro”, una frase che secondo i consiglieri di opposizione fa sorgere spontanea la domanda, “allora che senso ha il protocollo se non è vincolante?”, ma di questo si discuterà in sede di quinta Commissione.



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