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L'AQUILA: L'AUSTERO SPLENDORE DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO RESTITUITA ALLA CITTA'

Pubblicazione: 09 maggio 2019 alle ore 11:37

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L'AQUILA - Per gli aquilani è sempre stata la chiesa del cimitero, ma la facciata policroma, bianca e rosa, la sobria eleganza del suo interno, lo splendore degli altari, fanno della chiesa di Santa Maria del Soccorso uno dei monumenti più signficativi della città.

Monumento oggi restituito alll'Italia e al mondo, dopo un lavoro esemplare di restauro e consolidamento, che ha sanato i danni inferti dal sisma del 6 aprile 2009.

Alla cerimonia di inaugurazione, seguita in diretta da Abruzzoweb, hanno oggi partecipato il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila, il segretario regionale dei beni culturali, Stefano D'Amico, il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, l'architetto Alessandra Vittorini, della Soprintendenza unica del Cratere, l'architetto Franco De Vitis e la storica dell'arte Biancamaria Colasacco, direttori dei lavori, il costruttore aquilano Walter Rosa.

L'intervento, avviato a novembre 2015, è costato 3,1 milioni di euro, durato tre anni, realizzato dall'impresa aquilana Rosa edilizia, e ha consentito il recupero anche di parte dell'annesso chiostro del convento dei monaci benedettini Olivetani.

"Questa chiesa - ha esordito il vescovo Petrocchi - per fattezze architettoniche è un gioiello, la bellezza favorisce la preghiera e la spiritualità. Inaugurare non significa riaprire, ma celebrare una vittoria, un miglioramento. Un evento devastante come il sisma anche qui è stato l'occasione di una rinascita".

"Man mano ci riprendiamo pezzi di città - ha detto il sindaco Biondi - e con essi i simboli che essi rappresentano. Lo ammetto, sono passato qui davanti a questa chiesa migliaia di volte, ma non conoscevo la bellezza che essa racchiudeva, non ero mai entrato. La ricostruzione è anche l'occasione per prendere consapevolezza dei nostri tesori, e dunque di valorizzarli e raccontarli al mondo. Registriamo a tal proposito un incremento di un quinto delle presenze alberghiere in città, segno che il turismo sta finalmente decollando".

Estremamente significativa la storia della chiesa, nata da una devozione popolare, in seguito all'apparizione dell'immagine della Beata Vergine su un muro di un frantoio fuori le mura cittadine. Il cardinale Amico Agnifili fece realizzare una piccola cappella dove gli aquilani erano soliti andare a richiedere il soccorso della Vergine per ogni bisogno, poi nel 1468, si decise l'edificazione di una chiesa, resa possibile soprattutto dal sostegno economico del ricco mercante e mecenate Jacopo di Notar Nanni, peraltro già impegnato in quegli anni nella realizzazione della basilica di San Bernardino.

La chiesa ha una  particolare e insolita planimetria a croce greca, scandita da un transetto alla metà dell'edificio. Tra i tesori custoditi il tabernacolo, coloro dell'oro e del cielo, della Madonna del Soccorso, a cui è dedicato l'edificio,  tradizionalmente attribuito ad Andrea dell'Aquila, i sarcofaghi dove riposa il corpo di Jacopo Notar Nanni e di Luigi Petricca Pica, vittima in questa chiesa delle lotte fra fazioni nel 1494.

Un crocifisso ligneo policromo del XVI secolo, dotato di un meccanismo interno che serviva a rendere mobile la lingua, durante alcune funzioni liturgiche. L'interno conservava inoltre il San Sebastiano, statua lignea opera di Silvestro dell'Aquila del 1476, attualmente conservata al museo nazionale d'Abruzzo.

La chiesa è abbellita da affreschi di Andrea de Litio e Francesco da Montereale.

"All'Aquila cresce e si consiolida la cultura del restauro - ha detto poi Vittorini della Soprintendenza - . Dopo il tragico incendio della cattedrale di Notredame, in Francia e' stato detto che dall'Italia, e dall'Aquila, si può imparare molto in tema di restauro post simico dei beni architettonici. La ricostruzione sta facendo riscoprire tante pagine della storia dell'arte aquilana, in particolare nell'epoca medioevale e barocca".

"E' stato un intervento complesso - ha poi aggiunto De Vitis - ma il risultato è eccellente. Abbiamo lavorato con grande armonia, con le maestranze e il titolare dell'impresa Walter Rosa. Restauro significa del resto progettazione in corso d'opera. Ci solo stati crolli della volta e nella prima campata, le sollecitazioni avevano comportato un forte quadro fessurativo. Qualche secondo in più di scosse, e la chiesa sarebbe crollata".

I  lavori hanno riguardato il restauro e il consolidamento delle strutture murarie della navata centrale, il rinforzo delle volte con materiali in fibra, la realizzazione di nuove coperture in legno, l'inserimento di strutture metalliche e in pultruso, senza dimenticare gli adeguamenti impiantistici (riscaldamento, elettrico e illuminazione) e senza trascurare la realizzazione di una rampa per il superamento delle barriere architettoniche per l'accesso alla chiesa al convento.

E' stato poi ripristinato il campanile con riposizionamento degli elementi lapidei della muratura c'è stato poi il restauri delle superfici affrescate e scultoree, degli apparati decorativi e in particolare della preziosa facciata. Impegnativo si è rivelato il recupero dei locali del convento e di quel che resta dell'originaria corte con la rimozione di superfetazioni edilizie la riapertura dei fonici del porticato, la realizzazione di una pavimentazione lapidea bicromatica, che richiama gli stilemi della facciata.

Particolare attenzione è stata data all'illuminazione notturna della facciata e della chorte oltre che degli ambienti interni.

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