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L'AQUILA: L'OBLIO DELLA GENTE DI NEW YORK IMPRESSO
NEGLI SCATTI DI STEFANO PETTINE A PALAZZO LUCENTINI

Pubblicazione: 29 agosto 2017 alle ore 12:48

Mostra "MyNy" di Stefano Pettine
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L'AQUILA - Persone perse nell'oblio dei propri pensieri, un fiume di individualità vuote che camminano l'una affianco all'altra, senza mai incontrarsi, automi dalle sembianze umane che si perdono nella metropoli per eccellenza: New York.

Un vero e proprio studio della socialità, impresso sulla carta dal fotografo aquilano, Stefano Pettine, al ritorno da un viaggio nella "Grande Mela" nell'inverso scorso; scatti che verranno messi in mostra fino al 3 settembre, nello storico cortile del palazzo Lucentini-Bonanni all'Aquila.

L'esposizione, dal titolo “MyNy”, rappresenta una sua personale interpretazione della popolazione newyorkese, notoriamente intergenerazionale e ricca ri culture differenti.

"Sono tutte foto scattate di getto - racconta ad AbruzzoWeb Pettine - passeggiando per la città ho avuto una sensazione strana: era come se tutte le persone fossero assenti, come se stessero vivendo ognuno la propria solitudine, senza entrare mai in simbiosi con chi avevano accanto".

Una percezione malinconica che, in una città travolegente quale New York, assume una valenza esponenziale. "La gente era sola, nonostante un moltitudine di persone diverse, culture, religioni e generazioni,  quello che mi colpì fu il senso di vuoto che lasciavano trasparire i loro volti - aggiunge - Ho cercato di imprimere quella malinconia sui miei scatti".

In esposizione, per una questione di spazi e di luci, il fotografo aquilano ha potuto inserire soltanto 15 fotografie, le più rappresentative, montate tre alla volta per rendere al meglio il senso di consequenzialità.

Le foto sono state tutte scattate con una "hasselblad xpan" analogica, rigorosamente in bianco e nero, una scelta non casuale, come spiega Pettine: "Il colore sarebbe stato fuorviante, mentre il 'Black&White' aiuta a dare profondità agli scatti, rappresentando in maniera semplice la mia partecipazione al momento da immortalare, un modo per far entrare il visitatore in simbiosi con il senso della foto".

Tutte le istantanee sono state stampate e montate su dei pannelli, nessun cavalletto, nessuna cornice dunque, "un'esposizione il più minimalista possibile, che rispetti anche l'architettura del cortile che ospita la mostra - ha sottolineato il fotografo aquilano - Evitare il superfluo è fondamentale per valorizzare l'essenza di ogni singolo scatto".



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