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L'AQUILA, LA CITTA' VISTA DAGLI ADOLESCENTI
EX BAMBINI DEL SISMA IN ''WE ARE THE FUTURE''

Pubblicazione: 14 ottobre 2015 alle ore 08:07

Lo scatto in omaggio a Carla Mastropietro

L’AQUILA - La “nuova L’Aquila” vista dagli occhi di chi oggi vive le ansie e le gioie dell’adolescenza, ma il 6 aprile 2009 era appena più che un bambino.

È stata un successo la mostra “We are the future”, con la quale il fotografo aquilano Luca Bucci ha voluto raccontare, in 40 scatti in bianco e nero, gli adolescenti aquilani in un’età compresa tra i 14 e i 18 anni.

“L’esigenza del lavoro - spiega il fotografo ad AbruzzoWeb - è stata quella di riportare alla memoria le immagini di tutti quei ragazzini incontrati nelle tendopoli cittadine o negli alberghi sulla costa, domandandosi che vita avrebbero potuto condurre data la situazione e sentendo che, a 6 anni dal sisma, era giunto il momento di affrontare la questione”.

Non casuale la scelta di ritrarre i giovani protagonisti nei pressi delle loro vecchie abitazioni, nei luoghi di incontro di cui si sono appropriati e nelle zone del centro storico in cui, invece, erano soliti incontrarsi lo stesso fotografo e i suoi amici quando avevano la loro età.

Quello che emerge con forza dal progetto è stata la naturalezza di questi giovani a riappropriarsi del centro storico, rimanendo fedeli a quei luoghi simbolo della giovinezza aquilana come per esempio i portici oppure le vicine “nicchiette”, lungo la scalinata sottostante la basilica di San Bernardino da Siena.

A osservare le immagini scattate dal fotografo, i primi elementi che saltano agli occhi dell’osservatore sono gli sguardi felici e spensierati dei protagonisti, in quanto “il senso d’appartenenza di questi ragazzi, la loro città, non sarà velato dalla nostalgia che spesso promana dal ricordo del ‘prima’ degli altri abitanti, per un motivo semplice: L’Aquila pre-sismica non l’hanno vissuta”, come spiega Antonello Ciccozzi, ricercatore di Antropologia Culturale dell’Università de L’Aquila che ha espresso alcune considerazioni sul progetto.

Il lavoro è stato finanziato da Lush, azienda che produce cosmetici naturali, alla quale verranno donate le fotografie.

Degno di nota, infine, è l’omaggio di Luca Bucci alla fotografa aquilana Carla Mastropietro, storica reporter del quotidiano Il Messaggero, scomparsa nel 2001, che nel 1998 svolse un lavoro simile sugli adolescenti del capoluogo abruzzese, chiamato “Segni”. Veronica Calabrese



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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