L'AQUILA: LAUREA HONORIS CAUSA A FRANCA VALERI
''E' UNA CITTA COLTA E MODESTA, PROPRIO COME ME''

Pubblicazione: 10 maggio 2017 alle ore 18:15

Consegnata una laurea honoris causa a Franca Valeri
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L'AQUILA - "Chi è questa signora tanto onorata da dei professori universitari? Lei che l’università, l’ha frequentata per 15 giorni…"

Scherza Franca Valeri, 94 anni e 70 di carriera di spettacolo, ancora con il piglio da vera mattatrice, con una platea gremita, all’interno dell’Auditorium del Parco all’Aquila, in occasione della consegna, da parte dell’Università, di una laurea honoris causa in Studi letterali e culturali.

"Spero davvero che questa città, tanto colta e amante di cultura, torni ad essere com’era, splendida e modesta, colta e spiritosa, come del resto lo sono anche io", le sue parole al miele per il capoluogo d'Abruzzo.

Gli anni, per Franca Valeri, sono e sembrano pochissimi, si era parlato anche del Parkinson, smentito dalla stessa, due anni fa, "Sono seduta solo perché qualche giorno fa sono caduta - e per non dimenticarmelo. mi sono rotta 5 costole".

La laurea le è stata consegnata dalla rettrice dell'ateneo aquilano Paola Inverardi "per aver esplorato come attrice, in circa 70 anni di carriera, tutte le sfumature della comicità, mescolata con la tragicità, per la sua inventiva linguistica, che l’hanno resa sempre con grande coerenza, una grandissima donna di scena".

Nel 2011, un altro titolo le era stato assegnato dall’Università di Milano in Scienze dello spettacolo.

"Un’attrice completa e poliedrica - ha commentato Massimo Fusillo, docente di Critica letteraria e letterature comparate - regista, sceneggiatrice, attrice a anche scrittrice”.

Una menzione speciale per un ruolo, che la rese tanto cara al piccolo schermo della tv in bianco e nero: la sora Cecioni, la classica signora borghese romana, ben pettinata, che trascorreva le ore al telefono, col tormentone "Prontooooo??So la figlia della sora Augusta, quella maritata Cecioni!".

Un culto di tante generazioni, un momento in cui si mescolavano romanità e "milanesità", oer via delle sue origini), unendo il nord e sud d'Italia.

Protagonista di una comicità pura, a tratti tragica che l’ha vista lavorare al fianco di grandi mostri del secolo scorso: da Luchino Visconti, ad Alberto Sordi ne ''Il vedovo'', a Totò.

"Franca Valeri è una donna di scena, di vita e di palcoscenico, il tutto perfettamente fuso insieme -  ha aggiunto Fusillo - non da professore o da studioso, ma per le risate, le lacrime, i sorrisi, le emozioni e riflessioni non posso che dire: Grazie!"

Valeri ha all’attivo 10 libri, l’undicesimo, in uscita in questi giorni, La stanza dei gatti, "i gatti - ha spiegato l’autrice - per me sono come degli attori".

Una standing ovation finale, con tutti i presenti in piedi, tanti si sono avvicinati per una foto o una dedica e non ha lesinato sorrisi e parole affettuose, con lo stile di sempre e che l’ha resa, sicuramente immortale.

 



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