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L'AQUILA: LICEO 'COTUGNO', ORA SI RISCHIA AL TAR
GENITORI SI AFFIDANO A UN LEGALE CONTRO RIAPERTURA

Pubblicazione: 16 marzo 2017 alle ore 10:19

Il concentramento degli studenti del Cotugno

L’AQUILA - Continua la battaglia per alcuni genitori del Liceo Classico "Cotugno" dell'Aquila, che si sono organizzati con una campagna di sottoscrizioni per ricorrere al Tar contro la riapertura, parziale, della sede di via Leonardo Da Vinci, a Pettino.

Come riporta il quotidiano il Centro, a predisporre il ricorso, per ottenere l’annullamento e, prima ancora, la sospensione dell'efficacia del provvedimento che ha imposto il rientro nella struttura, è stato l’avvocato Rosario Panebianco

Si tratta, secondo l'avvocato, di problematiche legate "all'insicurezza della struttura che si trova esattamente nella stessa condizione di quando il 9 febbraio è stata chiusa e l'attività didattica spostata altrove". 

"L'edificio, infatti - prosegue Panebianco, come riporta ancora il Centro - oltre a presentare preoccupanti aspetti di vulnerabilità sismica, risulta non verificato all'analisi statica, ovvero ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio. Come oramai noto, lo studio sulla vulnerabilità sismica effettuato nel 2013 ha evidenziato l’inadeguatezza della struttura, con una situazione particolarmente grave nel corpo F dell’edificio. Nei rimanenti 5 blocchi (A, C, D, E, G) la verifica ai carichi verticali risulta soddisfatta solo se si dimezzano i carichi accidentali, ma in tal caso, se non si procede ai necessari interventi di adeguamento, la legge impone la modifica della destinazione d’uso corrente dell'edificio. 

In altri termini ciò significa che, a prescindere da ogni riferimento a sempre possibili terremoti (e gli eventi sismici di questi ultimi giorni hanno riacuito ansie mai sopite), l’edificio in ogni caso non ha i requisiti individuati dalle norme tecniche per garantire la sicurezza rispetto alla capacità di sopportare il peso costituito dalla sua struttura e dai carichi determinati dall’uso scolastico, al quale è destinato". 

Anche perché, conclude il legale, "Non è più procrastinabile un approccio volto ad affrontare il problema con senso di responsabilità, serietà e competenza, poiché è inaccettabile che studenti, docenti e personale amministrativo e tecnico continuino a svolgere le loro attività a rischio dell’incolumità personale, così come è parimenti inaccettabile che non ci si preoccupi di garantire la continuità dell'attività didattica".



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