L'AQUILA: MANCINI E MASCIOCCO, ''TRE QUARTI STUDENTI IN SCUOLE SENZA INDICE VULNERABILITA' SISMICA''

Pubblicazione: 04 settembre 2018 alle ore 13:15

Giustino Masciocco
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L'AQUILA - Oltre i tre quarti degli alunni delle scuole dell'infanzia e primarie del comune dell'Aquila sono in edifici nei quali non è stato verificato l'indice di vulnerabilità sismica, e per il milione e mezzo di euro stimato dall'amministrazione per l'adeguamento dei primi 6 plessi dei dodici su cui sono state effettuate verifiche ancora non vengono avviate né progettazione né gara d'appalto.

Lo denunciano i consiglieri comunali di Articolo 1 Giustino Masciocco e di Sicurezza e Lavoro, Angelo Mancini, ricordando come il Comune abbia ancora da spendere 40 milioni di euro di fondi del terremoto destinati alle scuole.

"Non chiediamo miracoli all'amministrazione - dicono - ma di essere sinceri e corretti con la città. Quando inizieranno le scuole e i ragazzi vedranno come saranno allocati siamo sicuri che non reagiranno bene".

"Fare le verifiche", afferma Masciocco, "non vuol dire mettere in sicurezza le scuole, anche se la legge non impone di intervenire per un basso indice di vulnerabilità".

Nel dettaglio, secondo i dati forniti dai due consiglieri di minoranza, 1.754 alunni si trovano in scuole in cui non è mai stato verificato l'indice di vulnerabilità sismica, mentre i restanti 543 sono in scuole in cui è stata effettuata la verifica, tra le quali quelle di Arischia e Preturo che proprio a causa di un indice bassissimo o addirittura pari allo zero sono state chiuse nel novembre scorso, e quella di Cansatessa che era stata chiusa nel 2016 dalla precedente amministrazione.

"Se si volesse estendere l'applicazione della sentenza del Tar sul liceo Domenico Cotugno, che afferma che per essere sicura una scuola deve avere un indice pari ad 1 - fa osservare Masciocco - queste nove scuole dovrebbero chiudere tutte".

I due consiglieri, tuttavia, riconoscono i ritardi accumilati anche dalla precedente amministrazione, ma puntano l'indice sul fatto che "dopo oltre un anno le cose sarebbero dovute cambiare" e il sindaco Pierluigi Biondi "aveva annunciato la volontà di mettere tutti in condizioni di sicurezza".

"Sono onesto", ammette Masciocco, "quando eravamo in maggioranza avremmo potuto fare di più e non l'abbiamo fatto, se i soldi ci sono dal 2012 e le elezioni le abbiamo perse nel 2017 avremmo potuto fare molto di più. La differenza sta nel fatto che Cialente non c'è più e oggi che si sarebbe dovuto cambiare, non cambia nulla!".

Punto interrogativo anche sui Moduli scolastici provvisori (Musp): "Non sono verificati da ormai dieci anni, sono sicuri dal punto di vista sanitario? È possibile utilizzarli ancora visto che sono pensati per l'emergenza? Tanti hanno manifestato l'insorgere di allergie, alcuni vogliono che i figli vadano nei Musp per ragioni di sicurezza, mentre altri chiedono di essere portati in strutture in muratura perché nei Musp non c'è ricambio d'aria e le temperature sono alte".

Masciocco e Mancini fanno infine notare il nodo relativo al polo scolastico dell'Acquasanta.

"Con la strada a ridosso della caserma Rossi chiusa a causa del muro pericolante, l'intera area ha un'unica via di accesso e non c'è un piano di sicurezza", fanno osservare.

Sul fronte scuole superiori, di proprietà della Provincia, i due ricordano alcune ombre, come il ponte di accesso al Musp dell'Istituto Leonardo da Vinci di via Aldo Moro, "chiuso da ormai un anno dopo che un tecnico ha rilevato punti di ruggine da sostituire e l'Ente ancora non interviene, costringendo gli studenti ad entrare a scuola da una strada sterrata".

E poi, il liceo Domenico Cotugno, la cui soluzione spezzatino, con la scuola divisa in ben cinque sedi, "non è stata in grado di ottimizzare gli spazi mentenendo uniti i singoli indirizzi".

Infine, un dato quasi tragicomico: "I Musp lasciati liberi dalla Dottrina Cristiana e dalle Micarlli, che ospiteranno i liceali, hanno i servizi igienici per i bambini!".



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