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L'AQUILA: ''NOI CI ARRENDIAMO'', LA PROTESTA DEI COMMERCIANTI DEL CENTRO STORICO

Pubblicazione: 21 marzo 2019 alle ore 13:33

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L'AQUILA - "Noi ci arrendiamo", sulle vetrine dello storico negozio di abbigliamento Manzi, basta una semplice frase per riassumere la situazione di criticità che attanaglia i commercianti del centro storico dell'Aquila.

Questa mattina in via Verdi, alla manifestazione di protesta, presenti una ventina di commercianti e diversi residenti del centro storico, più tardi raggiunti dall'assessore al Commercio Alessandro Piccinini. Presente anche l'ex consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.

"Nel centro storico mancano servizi essenziali - spiega Francesca Manzi, titolare insieme alla sua famiglia dell'omonimo negozio di abbigliamento - Nei giorni scorsi abbiamo messo nero su bianco tutte le nostre richieste, il Comune pertanto conosce già le nostre esigenze, anche se si tratta di servizi che non dovrebbero essere oggetto di particolari trafile. Oggi non dovremmo essere qui a chiedere che ci vengano garantiti dei diritti basilari, non chiediamo certo la luna".

Il problema dei parcheggi, che sono sempre troppo pochi, la ricostruzione che incrementa notevolmente i disagi di circolazione e viabilità, la mancanza di insegne, di semplici cassonetti dell'immondizia. Sono sono alcune delle difficoltà che sono state evidenziate questa mattina. Sono circa 300 i commercianti attualmente nel centro storico, alcuni hanno già chiuso i battenti, altri stanno pensando di farlo, qualcuno sarà costretto a farlo.

Un clima di incertezza dettato dal caos politico nella maggioranza di centrodestra che ha portato alle dimissioni del sindaco Pierluigi Biondi, a pochi giorni dal decennale del terremoto. Manzi, che dal 2016 ha riaperto in via Verdi, è in procinto di aprire un altro punto vendita in Piazza Duomo.

"Anche se - spiega - vista la situazione, sembra un'impresa impossibile. Dopo tutto il lavoro che è stato fatto, non vorremmo arrenderci proprio adesso ma ci sentiamo abbandonati. Gli strumenti che ci sono stati messi a disposizione non sono serviti, come nel caso del bando Fare Centro. Un bando concepito male, che è il simbolo dell'abbandono da parte dell'Amministrazione del centro storico".

Rispetto alle istanze presentate dai commercianti, però, l'assessore al Commercio Alessandro Piccini spiega di averle apprese esclusivamente dalla stampa: "Il Comune ha presente le difficoltà dei commercianti, ma le abbiamo apprese dai giornali. Dobbiamo superare questo momento di transizione e poi valuteremo le proposte. Valuteremo con i settori finanziari se ci sono opportunità di applicare agevolazioni dal punto di vista fiscale. Dobbiamo capire se la legge ce lo consente e entro che limiti. Ovviamente la nostra volontà politica c'è".

Tra i commercianti presenti alla manifestazione anche Giuseppe Colanero, detto Peppe La Luna, titolare del negozio La Luna, che oggi si trova in corso Federico II ma che negli anni è stato costretto a cambiare più di un locale, da via Strinella a Corso Vittorio Emanuele, dove ha riaperto nel 2010. 

"Dal terremoto in poi non ho mai avuto una sede fissa - spiega Colanero - i lavori di ricostruzione procedono ed è giusto così ma il carico e scarico costante davanti alle attività e il costante avvio di nuovi lavori, mi hanno costretto a spostarmi diverse volte. Non abbiamo mai chiesto soldi e mai li chiederemo. Vorremmo solo che si potessero attuare delle strategie che agevolino la nostra permanenza nel storico, in un momento in cui perdiamo almeno il 20 per cento degli incassi ogni anno".

C'è poi la questione degli affitti, ritenuti troppo alti per la situazione di precarietà di un centro storico piegato da tanti problemi, non ultimo la divisione tra gli stessi commercianti, come spiega il fotografo Roberto Grillo, che nei giorni scorsi si è dimesso dalla Presidenza dell'associazione "L'Aquila centro storico", nata a fine maggio dello scorso anno, per "una differenza di vedute tra commercianti e residenti".

"Sono stato proposto da un gruppo di commercianti che hanno avviato l'associaizone con me, sono stato eletto all'unanimità da tutti. Credo nel dialogo, come unico modo di risolvere le situazioni. Evidentemente ho fallito e non sono stato in grado di far dialogare le parti, compreso i residenti, che spesso non vengono presi in considerazione in quello che dovrebbe essere un discorso più ampio. Si è creata una spaccatura, tutti insieme saremmo diventati 300 associati, non 170, e avremmo sicuramente potuto far arrivare meglio le nostre voci".

Il riferimento è all'incontro con il deputato Luigi D'Eramo a cui avrebbero preso parte nei giorni scorsi circa 20 commercianti. "Quando diventa una questione politica è ovvio che qualcuno possa sentirsi escluso e che il discorso possa prendere altre pieghe", aggiunge Grillo. 

Del tema della carenza dei percheggi per la permanenza in centro, ha parlato l'ex consigliere regionale Pietrucci.

"Esprimo solidarietà ai commercianti, qui abbiamo tanti problemi e la cosa che più deprime è l'incertezza, al di là delle dimissioni del sindaco, è mancata una interlocuzione forte, risoluzioni per il centro storico che è un cantiere a cielo aperto. Il primo problema è proprio quello di accessibilità e di permanenza, anche di parcheggio, quindi, per chi è già tornato a vivere nel centro storico e chi vorrebbe tornare. Io ho proposto da tempo la soluzione di questo problema attraverso la non ricostruzione del Palazzo ex Inam, in via XX Settembre, sul quale c'è già un finanziamento di 5 milioni di euro e avevamo iniziato l'interlocuzione per destinare quella somma alla realizzazione di un parcheggio. Un'opera che potrebbe essere pronta in massimo due anni".

Presente anche Stefano Vecchioli, responsabile cittadino di CasaPound: "L'amministrazione comunale ha completamente abbandonato i commercianti del centro storico. Sicuramente in questo momento di stallo istituzionale loro sono quelli che maggiormente stanno pagando, insieme ai residenti. Il centro storico è una landa abbandonata dove le persone che cercano di investire continuano ad essere abbandonate al proprio destino".



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