L'AQUILA: NOMINE PARTECIPATE, COALIZIONE SOCIALE, ''SOLO CLIENTELISMO''

Pubblicazione: 14 settembre 2018 alle ore 14:19

Carla Cimoroni

L'AQUILA - "Quando si dice: non c'è limite al peggio. Pensavamo che nella spartizione delle poltrone delle società partecipate, il fondo si fosse toccato con la nomina della sorella di un consigliere comunale a presidente dell'Azienda farmaceutica (Afm) avvenuta pochi mesi fa dopo ben un anno dall'insediamento dell'amministrazione Biondi". È quanto si legge in una nota di Coalizione sociale L'Aquila.

"In ossequio alla più becera logica spartitoria tra le liste che hanno sostenuto il sindaco alle elezioni dello scorso anno - si legge ancora nella nota -, quella poltrona era stata 'assegnata' alla lista L'Aquila Futura che esprime Roberto Santangelo in Consiglio comunale e appunto sua sorella, Alessandra, all'Afm. Stesso dicorso per il Sed, toccato all'Udc, con un amministratore senza alcuna esperienza di gestione e di informatica.

"Fino a ieri - prosegue -, mancavano ancora le nomine di Ama e Asm, due società che forniscono servizi essenziali per la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. Se per l'Ama, il sindaco e l'assessora Mannetti sembrano improvvisamente essersi accorti del disastro della mobilità pubblica tra tagli alle corse e fermate indecenti, per l'Asm finalmente il sindaco ha potuto accontentare Forza Italia: è stato nominato Paolo Federico, incompatibile finora, in quanto ex consigliere provinciale fino a un anno fa. Peccato che lo stesso sia a tutt'oggi sindaco in carica del Comune di Navelli e che gli unici meriti siano una ventennale esperienza di - ma guarda un po'- incarichi politici!. Basta verificare il suo curriculum".

"Questa nomina era particolarmente cruciale - continua la nota -, se pensiamo che la gestione dei rifiuti vede la nostra città tra le peggiori in fatto di percentuale di raccolta differenziata e tra quelle che fanno pagare di più i cittadini per i rifiuti. Serviva una svolta, un amministratore davvero esperto di rifiuti, dovevano insomma valere la competenza e il merito, come promesso in campagna elettorale, e invece, al solito, l'unico criterio è solo e sempre quello spartitorio. Sono il familismo e il clientelismo l'olio che fa girare i meccanismi di questa giunta comunale senza alcun pudore".

"Che i doppi incarichi, o meglio, gli incarichi pubblici a mezzo servizio -  non creino alcun imbarazzo a questa amministrazione del resto è evidente anche dalla doppia funzione ancora ricoperta dall'assessore-onorevole D'Eramo, a L'Aquila nei giorni di lunedì e venerdì e in Parlamento a Roma il resto della settimana. Un altro esempio di quanto il sindaco e la sua Giunta siano  ostaggio dei partiti di maggioranza tutti impegnati a trovare la quadra tra elezioni regionali, posti di governo e poltrone varie - conclude la nota -, senza alcun rispetto per la città, paralizzata ormai da oltre un anno".



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