L'AQUILA: NUOVO PREFETTO LINARDI, ''BUON SISTEMA ANTIMAFIA, MA ALLARGHEREMO''

Pubblicazione: 10 gennaio 2017 alle ore 10:28

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L'AQUILA - "Abbiamo un buon sistema antimafia ma proveremo ad allargarlo. Questo è il 'core business' della prefettura, dobbiamo lavorare sul fronte della prevenzione antimafia, già del lavoro è stato fatto, emesse 41 interdittive antimafia che non è poco. La criminalità organizzata a entrare ci ha provato".

Così il nuovo prefetto dell'Aquila, Giuseppe Linardi, nel corso del primo incontro con la stampa dopo il suo insediamento.

I primi giorni di Linardi sono stati movimentati e gli hanno dato subito un’idea di quello che lo aspetta, dall’emergenza maltempo tra ghiaccio e neve nell’Alto Sangro fino allo sciame sismico in corso nell’Alto Aterno.

Il primo impatto, però, è stato con la città capoluogo dove dovrà vivere, nell’appartamento che si trova in corso Federico II, proprio sopra gli uffici della prefettura.

Quanto allo “stile” del suo mandato Linardi ha assicurato che “sarò presente dove invitato, alle manifestazioni pubbliche, e tenterò anche di avere una ‘prefettura aperta’ nei confronti di chi vorrà parlare con me, sia che si tratti di istituzioni che di cittadini”.

“L’AQUILA SARA’ PIU’ BELLA DI PRIMA”

“Sono contento di essere all'Aquila, una città che non conoscevo, è la prima volta che l'ho vista. Alcuni miei parenti erano venuti prima del terremoto, mi hanno descritto una città straordinariamente bella - ha affermato - Il primo impatto è stato emotivo, la prima sensazione è stata quella di una città ferita. In centro ho visto tanti cantieri e tante cose da fare”.

Secondo il nuovo prefetto, comunque, “dai primi incontri con le istituzioni ho avuto l'idea di una città che sta lavorando in modo forte per superare l'emergenza. Sono rimasto colpito da alcune frasi che ho sentito - ha confessato - L’Aquila sarà più bella e organizzata di prima, ho la sensazione che ci sia molta forza e impegno”.

“EMERGENZA NEVE, GRANDE COLLABORAZIONE”

Sull’emergenza neve, che Linardi ha affrontato praticamente appena arrivato, ha evidenziato che “è stata un qualcosa di straordinario, ci sono state tempeste. Ho avuto la sensazione forte di livelli di cooperazione interistituzionale molto attivi, i vari servizi hanno mostrato un grandissimo livello di collaborazione”.

“Quando abbiamo avuto la sensazione di essere usciti dalla parte più critica, in modo non formale ho ringraziato tutti - ha aggiunto - Ero molto preoccupato per il deflusso degli sciatori di domenica pomeriggio, ma tutto si è svolto in modo regolare”.

IMMIGRAZIONE, “FORSE IL CIE NON SARA’ ALL’AQUILA”

Sulla nascita del Centro di identificazione ed espulsione, Linardi ha ricordato in premessa di essere “un dirigente dello Stato, il mio compito è rispettare gli indirizzi della politica, non di commentare la scelta ma di contribuire ad attuarla”.

Ma la notizia è comunque arrivata: “Non so dove sarà aperto il Cie, forse, per mancanza di aeroporti, non all'Aquila, ma queste sono determinazioni che non sono state ancora assunte”.

“GABRIELLI? CONOSCO BENE MA NON CI SIAMO SENTITI”

Come prefetto di Grosseto, incarico ricoperto in precedenza, Linardi ha avuto modo di lavorare con Franco Gabrielli, all’epoca capo della Protezione civile, e nel 2009 suo predecessore come prefetto dell’Aquila, anche se, ha chiarito, “non abbiamo lavorato a stretto contatto”.

“Io e Gabrielli ci siamo conosciuti su un campo di calcio molti anni fa, quando era capo della Digos, avevamo dei figli che giocavano nella stessa formazione - ha ricordato - Si scoprì poi che l’allenatore di quella squadra era un pedofilo e la presenza di Gabrielli ha contribuito a svelarlo e a salvare quei ragazzini, quindi gli devo tanta riconoscenza”.

“Con lui il contatto più importante fu quando era capo della Protezione civile, fu lui a telefonarmi sull'avaria della Concordia, e a gestire tutto ciò che era indispensabile per rimuovere quella benedetta nave, quel mostro di ferro”.

Ma sulla situazione dell’Aquila “non abbiamo parlato proprio perché lui era prefetto ben sette anni fa, perciò mi sono fatto dare dati sulla sicurezza più aggiornati dai vertici delle forze dell’ordine”.



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