L'AQUILA: ORDINE DENUNCIA CARENZA DI INFERMIERI, ''CI SENTIAMO ABBANDONATI''

Pubblicazione: 12 maggio 2018 alle ore 16:19

Maria Luisa Ianni

L'AQUILA - "Gli infermieri sono dalla parte del cittadino, appare doveroso portare alla luce delle istanze fondamentali a tutela del diritto alla salute. In questi anni è cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Ci sono evidenti carenze di personale e la verità è che ci sentiamo abbandonati".

Lo dice il presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) della Provincia dell'Aquila, Maria Luisa Ianni, in occasione della Giornata internazionale dell'Infermiere che si celebra oggi. L'Opi di L'Aquila, che conta 3 mila iscritti, ha aderito all'evento promuovendo una serie di appuntamenti nel territorio provinciale.

Alla conferenza stampa di presentazione dell'adesione, nel pomeriggio di ieri, ha partecipato anche il vice sindaco del capoluogo d'Abruzzo Guido Quintino Liris.

"Secondo i risultati dell'Osservatorio civico Fnopi- Cittadinanzattiva, i cittadini, oltre che in ospedale, vorrebbero più infermieri sul territorio, nelle scuole, in farmacia. Vorrebbero insomma istituzionalizzata la figura dell'infermiere di famiglia, di comunità, come il medico di medicina generale - spiega ancora Ianni, che è anche consigliere comunale di Forza Italia di L'Aquila -. Invece nel servizio sanitario nazionale manca addirittura il numero necessario. Basti pensare che attualmente abbiamo a disposizione un infermiere ogni 10 pazienti mentre nel resto d'Europa la media è di un infermiere ogni 6 pazienti. Rappresentiamo oltre 447mila professionisti. Oggi , per rendere efficiente il sistema di assistenza continua che caratterizza ormai tutti i Paesi più avanzati, mancano all'appello almeno 20mila infermieri in ospedale e 30mila sul territorio".

Secondo Ianni, "sono ancora molte le criticità, dall'età media degli infermieri ai turni di lavoro. Inoltre assistiamo da anni alla sostituzione di personale a basso costo che, ovviamente, non può in alcun modo garantire le stesse competenze. Ma qui in ballo non c'è un mero fattore economico. Si parla della salute dei cittadini. L'Italia ha bisogno di infermieri e di Infermieristica. Eppure assistiamo ad un costante decremento del numero di professionisti della Sanità. Un dato che si lega anche alla mortalità: basta infatti ridurre il numero di pazienti gestiti dal singolo operatore per registrare una diminuzione della mortalità del 20 per cento. Il quadro si ripercuote inevitabilmente sui nostri giovani che continuamente fanno domande per l'estero e li vediamo andar via senza poter offrire condizioni che li spingano a restare. Ma restare in Italia è un loro diritto".

A confermare l'andamento, Andrea Guerra, rappresentante degli studenti del terzo anno di Infermieristica all'Università dell'Aquila: "È indispensabile che ci siano più infermieri, in ospedale e nelle università. Ci sono numerosi ostacoli che portano inevitabilmente anche a un calo di iscrizioni. A cominciare dagli scellerati tagli che impediscono la diversificazione del percorso formativo e inibiscono l'introduzione di procedure all'avanguardia. La nostra professione, usurante, faticosa, che si nutre anche di contatti fisici, cure continue, sostegni concreti deve essere riconosciuta" conclude.



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