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VIDEOGALLERY DEL CANTIERE E DELE CREPE NELLE ABITAZIONI; ''DA ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO LESIONI DA ASCRIVERE A REALIZZAZIONE SMART TUNNEL''; GIANNI FRATTALE: ''INDIMOSTRATO E STRUMENTALE''

L'AQUILA: PALAZZO ''A RISCHIO CROLLO'', CONSORZIO, ''DANNI PER 569 MILA EURO''

Pubblicazione: 10 aprile 2019 alle ore 17:42

L’AQUILA - “Il consulente del tribunale ha accertato che i danni subiti dal consorzio Filomusi Guelfi ammontano a 440 mila euro e quelli subiti dalla ditta esecutrice dei lavori, la Soalco, ammontano a  129 mila euro”.

È quanto precisa in una nota l’assemblea del consorzio a fronte delle notizie uscite sugli organi di stampa in relazione alle vicende del restringimento del “corso stretto”, a seguito di un sopralluogo effettuato il 5 aprile scorso dai vigili del fuoco, dopo un sollecito da parte del direttore dei lavori, inviato anche al Comune, sull’evoluzione dei dissesti sui piani fondali.

Dopo le verifiche, i tecnici “hanno constatato condizioni di pericolo per la pubblica incolumità”, tanto che nel giro di qualche ora, è giunta la decisione di chiudere una parte del tratto, in attesa di realizzare un tunnel di protezione per i cittadini.

“I danni sono da ascrivere agli scavi effettuati per la realizzazione dello smart tunnel - sottolineano dal consorzio - Come dimostrano alcune immagini della messa in opera dei sottoservizi riportate nell’Accertamento tecnico preventivo (Ctu)”.

A testimonianza dell'impatto dell'intervento, fotografie nella fase di cantiere, con gli scavi a ridosso del palazzo, e anche di una vistosa crepa sul muro, alll'interno.

“L’accostamento in maniera diretta della vicenda del palazzo transennato nel corso Stretto ai lavori dei sottoservizi, che è tornato ad occupare la cronaca del sisma in questi giorni, è oltre che indimostrato e strumentale, diffamatorio per Asse Centrale Scarl”, ha precisato nei giorni scorsi Gianni Frattale, coordinatore generale  della realizzazione del tunnel dei sottoservizi sotto le strade del capoluogo.

“Esistono inoltre, e sono consultabili, - ha proseguito Frattale -  le chiarissime conclusioni raggiunte dal perito nominato dal Tribunale dell’Aquila in fase di accertamento tecnico preventivo che ha escluso alla radice errori e omissioni nell'esecuzione di quanto progettato dalla stazione appaltante. Così come avvenuto in tutto il corso e in tutte le strade del centro storico interessate dai lavori, senza alcuna conseguenza per le centinaia di edifici adiacenti”.

La vicenda è già finita in tribunale: ai giudici è stato presentato, infatti, un ricorso contro la società consortile a responsabilità limitata (Scarl) Asse Centrale, che sta realizzando la grande opera pubblica, del valore complessivo di 80 milioni di euro, 40 per il primo lotto oggetto della vicenda, consistente in 13 chilometri di tunnel sotterraneo per le vie del centro con le reti elettrica, idrica, fognaria, telefonica e Internet.

Il ricorso è teso a un accertamento tecnico preventivo in via conciliativa e a verificare la portata e la responsabilità dei danni. Ad adire le vie legali non sono stati i proprietari, peraltro arrabbiati per non poter rientrare ancora a casa, ma l’impresa Soalco, che sta conducendo il delicato intervento, azienda che opera per conto del consorzio Filomusi Guelfi.

A rappresentare gli interessi del consorzio Filomusi Guelfi è l’avvocato Ugo Marinucci.

LA NOTA COMPLETA DEL CONSORZIO FILOMUSI GUELFI

L’assemblea del consorzio Filomusi Guelfi intende fare alcune precisazioni a fronte delle varie notizie uscite sugli organi di stampa in relazione alle vicende del consorzio e del restringimento del corso Vittorio Emanuele di L’Aquila. 

Nel mese di novembre 2016, mentre era in via di ultimazione il recupero dell’intero Consorzio, è stato eseguito il tunnel dei sottoservizi: durante le operazioni di scavo e di rinterro è avvenuto un cedimento delle strutture di fondazione del Consorzio conseguente alla rimozione del terreno sottostante il piano fondale. Sin dal giorno 12 dicembre 2016 la Direzione dei Lavori ha portato a conoscenza dell’evenienza il Comune, i Vigili del Fuoco e le ditte coinvolte con un ‘avviso di pericolo della pubblica incolumità’ sulla viabilità circostante. 

Nella impossibilità di una soluzione bonaria del sinistro è stato effettuato un Accertamento Tecnico Preventivo nel quale il Ctu in risposta al quesito assegnatogli ha appurato che “la responsabilità dell’evento deve ricondursi agli esecutori materiali dell’opera … per l’esecuzione dello scavo e della posa in opera dei manufatti prefabbricati dello Smartunnel. 

Tuttavia, dette responsabilità non devono intendersi come il frutto di una evidente imperizia, o di lavorazioni non conformi, o di lavori errati, ma come la conseguenza di un imprevisto geologico incontrato in corso d’opera, … ”, che le opere non sono state eseguite “in rigorosa conformità alle previsioni del Progetto Esecutivo” e anche che “l’evento si configura come il frutto di un imprevisto geologico, che in un intervento come quello dello Smart Tunnel in pieno centro storico, può comunque verificarsi, poiché per quante indagini geologiche possano essere eseguite, e per quante cautele possano essere adottate, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, e facilmente può verificarsi, con conseguenti danneggiamenti alle opere ed edifici circostanti”. 

Il Consulente del Tribunale ha accertato che i danni subiti dal Consorzio sono di 440.000 euro e quelli subiti dalla Ditta esecutrice dei lavori in euro 129.000. Quindi, come dimostrano alcune immagini della messa in opera dei sottoservizi riportate nell’Atp, il Consulente del Tribunale non ascrive i danni al ripristino del fabbricato ma agli scavi effettuati per la realizzazione dello smart tunnel. 

Dovrebbe essere inutile ricordare che le strutture del palazzo dovevano essere tutelate a prescindere da qualunque opera di ripristino prevista su di esso. Il fabbricato in questi due anni è stato costantemente monitorato sotto il profilo dell’evoluzione dei dissesti sui piani fondali e il 4 marzo il Direttore dei Lavori ha inviato al Comune e ai Vigili del Fuoco un rapporto su detta evoluzione. Il 5 aprile i Vigili del Fuoco hanno fatto un sopralluogo constatando le condizioni di pericolo per la pubblica incolumità. 2 Si tiene a sottolineare con forza e senza tema di smentita che i proprietari e l’impresa affidataria sono vittime incolpevoli di questa vicenda, come acclarato dalla stima dei danni eseguita dal C.T.U. I proprietari dell’edificio sono estranei a quanto stanno subendo; non hanno chiesto che fosse scavato il tunnel dei sottoservizi; non avrebbero mai voluto subire questi danni; non avrebbero mai voluto avere un blocco dei lavori di due anni; sono quindi vittime di questa vicenda che se non verrà risolta sarà portata in giudizio con la conseguenza che si rinvierà il completamento della riparazione del Consorzio ed il rientro delle famiglie ancora per lunghi anni.

I primi rammaricati dei disagi che stanno derivando da questa vicenda ai residenti, ai commercianti ed alla città sono tutti i proprietari del Consorzio che non meritano di essere accusati da tutti, come è accaduto in questi giorni e che stanno facendo di tutto per trovare una soluzione. Si aspettano, però, la solidarietà dei concittadini cui non augurano di avere un imprevisto geologico che potrebbe impedire loro di restare fuori casa per altri anni. L’ultima tegola per i proprietari del palazzo è l’ordinanza sindacale che impone loro di dover sostenere il costo della messa in sicurezza e della costruzione e dello smontaggio del passaggio pedonale.



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