L'AQUILA: PD E PASSO POSSIBILE, ''RISCHIO CONFLITTI DA NOMINE MUNICIPALIZZATE''

Pubblicazione: 14 giugno 2018 alle ore 12:23

L'AQUILA - "Alla fine è andata come temevano e avevamo denunciato in più di un'occasione; dai primi nomi degli amministratori nominati alla guida delle aziende partecipate emerge la conferma che su questa vicenda è in atto una chiara spartizione politica delle forze di maggioranza".

Lo affermano in una nota i gruppi del Partito democratico e del Passo possibile al Consiglio comunale dell'Aquila.

"Altro che 'operazioni verità' e nomine effettuate sulla base delle competenze sbandierate dal sindaco; abbiamo assistito ad una pantomima durata un anno per arrivare alla nomina delle stesse persone indicate dai partiti già un anno fa secondo il classico manuale Cencelli".

"Se però Salvatore Santangelo e Luciano Buontempo (ma anche Paolo Federico che si dà per certo alla guida di Asm) erano nomi che circolavano per le presidenze di Afm e Sed da troppo tempo per essere assimilati a qualità meramente curriculari (prova ne è che anche la richiesta ex abrupto di quote rosa non ha spostato di molto le scelte dei gruppi politici, confermando comunque il criterio parentale), la notizia della presidenza del Ctgs a Dino Pignatelli offre spunto ad altre considerazioni e rende la situazione sulle nostre montagne ancora più nebulosa", fanno osservare Pd e Passo possibile.

"Si passa dalla nomina pro tempore a Domenico De Nardis, sulla cui legittimità avrebbe dovuto esprimersi, dietro impulso della Commissione di Garanzia e Controllo, il segretario generale da più di un mese, alla nomina di chi solo qualche mese fa aveva intentato un ricorso amministrativo contro la nomina a direttore dei lavori di Marco Cordeschi, con il serio rischio di bloccare i lavori della seggiovia Le Fontari di Campo Imperatore".

"Non tener conto dei potenziali conflitti di interesse relativi al rapporto dell’ing. Pignatelli con la società Campo Nevada, considerando le tante diffide arrivate dalla stessa società all’Ente comunale, e con la società Monte Magnolia di Ovindoli, di cui è direttore degli impianti, riteniamo sia un grave errore da parte dell’amministrazione. Il rischio che questa nomina aggravi l’impasse amministrativa dello stesso Ente di gestione è alta, condizione per cui gli operatori turistici hanno già pagato un caro prezzo quest’anno con l’apertura degli impianti avvenuta a stagione sciistica ormai conclusa. A questo punto ci chiediamo quali siano le vere intenzioni del Sindaco sul Centro Turistico Gran Sasso: vuole navigare a vista, avere una prospettiva di lungo respiro come aveva promesso durante la campagna elettorale sottoscrivendo anche il documento di Save Gran Sasso o guarda già ad una privatizzazione dell’Azienda?".

"Il tempio è sacro perché non è in vendita, citava Biondi nella prima seduta di Consiglio. Chissà cosa ne penserebbe Ezra Pound di questa storia, come chissà cosa ne pensano i tanti ragazzi, animati da forti propositi di rinascita, che siedono dalla parte della maggioranza", concludono Pd e Passo possibile nella nota.



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