L'AQUILA: POST SUL FASCISMO, CIMORONI CON T-SHIRT E PCI SCRIVE AL PREFETTO

Pubblicazione: 01 agosto 2017 alle ore 10:54

Daniele D'Angelo

L'AQUILA - La consigliera comunale della Coalizione sociale, Carla Cimoroni, in aula con una t-shirt antifascista, e il Partito comunista italiano che scrive al prefetto e al sindaco dell'Aquila.

Non si arrestano le reazioni dopo il commento su Facebook del consigliere e vicepresidente della commissione Bilancio, Daniele D'Angelo, che aveva definito il fascismo "uno stile di vita, non un reato".

Nella seduta di ieri, la Cimoroni ha indossato una maglietta con scritto "Antirazzisti di Costituzione" e una foto che ritraeva un gruppo di partigiani. Per la consigliera quella di indossare t-shirt con messaggi politici non è una scelta inedita, visto che già nella seduta d'insediamento del Consiglio comunale portava una maglietta di denuncia per le stragi dei migranti.

Andrea Petrelli e Antonio Macera del Pci scelgono, intanto, hanno scritto una lettera aperta al prefetto, Giuseppe Linardi.

"Non è un inutile vespaio mediatico o uno sciocco polverone alimentato dai media e dalle minoranze politiche - si legge nella lettera - Si tratta di un grave attacco ai valori costituzionali, allarmante e senza precedenti, a livello non solo locale ma nazionale. Dopo le dimissioni dell'assessore del Comune di Milano per avere fatto gli auguri di compleanno al duce e altri episodi di cittadini che inneggiavano al fascismo, all'Aquila il suddetto consigliere scrive che 'il fascismo è uno stile di vita' e il tutto viene fatto passare come una leggerezza tipica di un social. Non possiamo che dichiararci indignati per la gravità dell'accaduto".

"La sconfitta del fascismo ha portato storicamente alla nascita della Repubblica e uno stato repubblicano pone i suoi pilastri nella Costituzione. Migliaia di cittadini hanno dato la propria vita per farci vivere in uno stato di diritto basato sulla democrazia e non sulla dittatura - prosegue la lettera - Come si fa a dichiarare il fascismo uno stile di vita, che ha collaborato alla deportazione di massa di esseri umani sulla supponenza della superiorità razziale italica? Non si può rimanere inermi davanti a chi dichiara di difendere e rappresentare la Repubblica e poi non condanna, anzi difende, l'operato del fascismo".

"Non sta a noi, ma agli organi inquirenti - hanno aggiunto - verificare se risultino esserci gli estremi del reato di apologia del fascismo, ma di certo non rimarremo in silenzio e passivi davanti a tutto ciò. Di certo, riferirsi nostalgicamente al fascismo significa vagheggiare i regimi dittatoriali e offendere i valori costituzionali".

"Un fatto da ritenersi grave se compiuto da un qualunque cittadino, inaccettabile per un consigliere e per un sindaco. In tali circostanze, minimizzare o restare indifferenti equivale a rendersi complici di un reato contro la Costituzione. Questa lettera è frutto dell'esercizio di una cittadinanza consapevole, conscia dei propri diritti e doveri. Chiediamo - conclude la missiva - che si faccia quello che è giusto per non legittimare comportamenti anticostituzionali come questo. Il sindaco si dissoci dalle dichiarazioni di D'Angelo".



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