L'AQUILA: PROBLEMI CON SOTTOSERVIZI E AUTO IN SOSTA, ''CHIUDO LA PIZZERIA''

Pubblicazione: 10 agosto 2017 alle ore 19:25

L'AQUILA - "Questa situazione è ormai insostenibile, dopo due mesi e mezzo di incassi ridotti praticamente all'osso mi rendo conto di essere sul punto di chiudere l'attività commerciale dopo poco più di un anno"-

Sono le parole di rabbia mista a sconforto di Carmine Sellitri, commerciante di Cerignola (Foggia) che nel giugno 2016 ha aperto in via San Bernardino la pizzeria I due pugliesi, diventata da subito uno dei punti di riferimento del centro storico aquilano ancora in larga parte terremotato. 

Da tempo, tra la discesa e la salita di via San Bernardino composte da una manciata di attività commerciali e dall'attuale sede del municipio, i lavori per i sottoservizi stanno creando ovvie difficoltà ai commercianti tra cui lo stesso Sellitri, il quale, però, si aspettava una "gestione diversa della situazione". 

"Comprendo la necessità di completare il tratto dei sottoservizi - afferma ad AbruzzoWeb.it Sellitri - è normale che ci siano dei problemi da affrontare, ma purtroppo le cose sono andate molto peggio di quanto pensassi. Oltre alla polvere e ai rumori, che sono 'normali' se c'è da effettuare lavori del genere che possono anche protrarsi oltre i tempi annunciati, anche se bisognerebbe sapere quand'è che finiranno davvero, ci si mette chi parcheggia per ore di fronte all'unico punto di accesso ai locali della pizzeria, ma nessuno interviene. Io lavoro dalla mattina fino a tarda sera e da due mesi e mezzo gli incassi sono letteralmente crollati".

Sellitri parla quindi di vari tentativi di appellarsi alle istituzioni, così come alla polizia municipale, tentativi però "andati a vuoto" che gli hanno 'regalato' un senso di solitudine e di impotenza in una vicenda che somiglia molto ad altre vissute non soltanto dai commercianti, ma anche dai residenti del centro storico che di volta in volta hanno dovuto fare i conti con il passaggio - certamente necessario - dei mezzi per l'opera più costosa della ricostruzione post-sisma, quella appunto dei sottoservizi.

La paura per Sellitri - che ha scelto di vivere e di investire all'Aquila su consiglio di sua figlia, studentessa universitaria nel capoluogo d'Abruzzo, dopo averla frequentata per lavoro in occasione delle fiere dell'Epifania e di San Massimo - è di aver fallito un progetto che sembrava azzeccato ma che si è rivelato "da bancarotta" in un'occasione da gestire con estrema attenzione visto il periodo non semplice, quello estivo, in cui si stanno svolgendo i lavori. 

"Non vorrei pentirmi di aver puntato su questa città - commenta con amarezza - perché, se così fosse, a ottobre potrei decidere di andare via".

Consapevole, probabilmente, di essere stato considerato figlio di un Dio minore in una città in cui aveva creduto ciecamente. Roberto Santilli



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