L'AQUILA: QUARTA NOTTE DEI RICERCATORI,
APP OCCHIO ELETTRONICO E NUOVO PALAZZO

Pubblicazione: 07 settembre 2017 alle ore 21:00

La Sharper Night 2016 a piazza Duomo
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L'AQUILA - Spettacoli, laboratori, conferenze, concorsi fotografici, artisti per le vie del centro storico dell'Aquila, esperimenti, arte, musica, astronomia, giochi e divertimento, dalla mattina fino a notte inoltrata, con un occhio elettronico che aiuterà a monitorare la sicurezza dei cittadini, attraverso una semplice applicazione, mentre per la prima volta dopo il sisma del 2009 si aprirà alla cittadinanza lo storico palazzo Camponeschi, nuova sede del rettorato.

Dopo il successo delle passate edizioni, torna, nell'ultimo venerdì di settembre, quest'anno il 29, la "notte europea dei ricercatori", che anche quest'anno come l'anno scorso avrà una doppia anima.

Da un lato lo Sharper (Sharing researchers' passion for engagement and responsibility), che si svolge in contemporanea in altre quattro città, Perugia, Ancona, Cascina (Pisa) e Palermo, con il coordinamento degli enti di ricerca, i Laboratori nazionali del Gran Sasso (Lngs) e il Gran Sasso Science Institute (Gssi).

Dall'altro, l'idea innovativa dell'Università "statale", che ha affiancato all'evento una manifestazione parallela creata ad hoc, l'Univaq Street Science, e un'applicazione per smartphone, sviluppata da uno “spin off” dell'Ateneo aquilano, in grado di riportare tutti gli eventi in calendario.

Tutti gli appuntamenti, 25 per lo Street Science e almeno altrettanti per lo Sharper, si svolgeranno nel centro storico aquilano, con una location in più rispetto alle scorse edizioni e particolarmente significativa: appunto palazzo Camponeschi, sede storica della facoltà di Lettere, ora trasferita a San Basilio, che con il recupero post-terremoto consente all'Ateneo di installare lì il suo quartier generale smettendola di pagare affitti in giro per la città come negli ultimi 8 anni passati tra le sedi della Reiss Romoli e via Di Vincenzo.

“Ci teniamo particolarmente a questo evento - spiega ad AbruzzoWeb Paola Inverardi, rettrice dell'Università aquilana - si tratta di un appuntamento sempre più sentito nella comunità della ricerca, che porta avanti un lavoro straordinario, che dura un anno intero”.

Dall'orientamento alla ricerca, passando per giochi e divertimento, “il nostro obiettivo è avvicinarci alla città - aggiunge - con quello che è iniziato come una scommessa e che, a oggi, ha le basi per diventare con certezza un appuntamento annuale”.

“La notte europea dei ricercatori, per L'Aquila, è un momento identitario e una festa molto importante e come Università è il modo migliore per veicolare le nostre attività”, conclude.

Il tutto si svolgerà in piena sicurezza anche grazie all'applicazione ideata dagli studenti dell'Università.

“Quest'anno abbiamo raddoppiato nuovamente l'offerta, migliorando, tra l'altro, l'App che consentirà di avere una conoscenza in tempo reale dell'affollamento dei vari eventi - svela Piero Tognolatti, responsabile del progetto Univaq Street Science - uno strumento che potrà essere utile nel monitoraggio dello stato di concentramento nei diversi luoghi e quindi in ausilio, agli addetti alla sicurezza pubblica”.

Per la parte relativa allo Street Science i finanziamenti vengono erogati, sia dall'Università stessa, sia dal Comune dell'Aquila, attingendo ai fondi del 4 per cento del budget della ricostruzione che viene destinato al rilancio economico e produttivo, mentre per lo Sharper il discorso cambia.

Ogni anno, infatti, vengono presentati dal Gssi dei progetti all'Unione europea, che decide se finanziare, come in questa edizione, o meno, l'evento.

“Che ci siano o no i soldi comunitari - assicura Stefano Ragazzi, direttore dei Laboratori del Gran Sasso - noi la notte europea la faremo ugualmente anche nel 2018 perché parliamo di una manifestazione fondamentale per la città”.

“Abbiamo iniziato 3 anni fa, con l'idea di riportare la vita da queste parti, ma anche se adesso i cittadini si sono ripresi le vie della città - prosegue - credo sia importante proseguire con questa consuetudine; ci teniamo a far conoscere le attività che svolgiamo quotidianamente e vogliamo mostrare quello che facciamo agli aquilani, ma con leggerezza, mescolando informazione e gioco”.

Molte, infatti, sono le iniziative ludiche presenti nel programma, che è in fase di completamento. “Saranno momenti che andranno a stimolare la curiosità dei cittadini - sottolinea - dai più piccoli ai grandi, verso le nostre attività di ricerca”.

Infine il direttore Lngs precisa che “l'attenzione per il territorio resta alta ed è fondamentale in un'ottica di coinvolgimento della popolazione il trasferimento delle competenze, attraverso la partecipazione pubblica”.

“Anche quest’anno cercheremo di trasformare L’Aquila in una città dove la ricerca e la scienza diventano spettacolo - promette il direttore del Gssi, Eugenio Coccia - creando curiosità e facendo divertire, i migliaia di cittadini attesi per l’evento”.

“Il tutto di concerto con colleghi dei Laboraratori e dell’Università. Per quanto riguarda i nostri eventi - annuncia - il cuore della giornata inizierà nel primo pomeriggio, per concludersi in tarda serata”.

Per quest’anno è prevista anche una novità: “Insieme al direttore artistico dell’Orchestra sinfonica abruzzese, Luisa Prayer - spiega - in uno spettacolo alterneremo pillole scienza e brani musicali, cercando insieme di far vivere in armonia la musica e la scienza”.

Un evento riconfermato anche per il 2018: “Ormai è una manifestazione immancabile nel calendario aquilano, possiamo considerarlo un appuntamento fisso per la città dell’Aquila, e si farà sicuramente l’anno prossimo, anche qualora non dovessimo avere i fondi da parte dell’Unione europea”, assicura anche Coccia.



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