L'AQUILA: RIAPRE TAPIS ROULANT AL MEGAPARCHEGGIO,
PIAZZA DUOMO IN 5 MINUTI, MA IL COMUNE DEVE PAGARE

Pubblicazione: 14 febbraio 2017 alle ore 18:58

Mauro Santilli e Massimo Cialente
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L’AQUILA - Tornano da oggi a correre i tapis roulant sotterranei che collegano il megaparcheggio del terminal “Lorenzo Natali” dell’Aquila a piazza Duomo, una “scalata” reale verso il centro in ricostruzione e una simbolica verso la normalità di una città che ancora stenta a riprendersi dopo la grande paura degli ultimi terremoti.

E proprio alla normalità punta l’amministrazione comunale uscente con il sindaco, Massimo Cialente, che oggi ha ripercorso per la prima volta i nastri, in discesa partendo dalla storica piazza del mercato, assieme all’amministratore della società di gestione Mobilità&Parcheggi (M&P), Mauro Santilli, poi raggiunto dagli assessori Giovanni Cocciante (Turismo) e Pierluigi Mancini (Bilancio).

Un retaggio degli anni Novanta, che tanto è costato al Comune e che ancora costerà 15 milioni di euro circa di debiti fuori bilancio verso le società che lo costruirono, diverse dall'attuale gestore.

La passeggiata di oggi è stata per molti un vero e proprio ritorno al passato, in una zona che mostra ancora i segni del pre-sisma, con le pubblicità dello scomparso locale “Frida”, che andranno aggiornate per aumentare i redditi, o una stanza sotterranea (vuota) per i vigili urbani con tanto di insegna che fa molto “Villa Borghese”, ma di cui forse Cialente neanche sapeva l’esistenza: “Me la prestate per creare una postazione di guide turistiche?”, ha chiesto a Santilli.

La struttura sarà in funzione dalle 7 alle 21, ma potrebbe esserci un’estensione fino alle 23, mentre le tariffe per occupare uno dei 700 posti auto sono di 1 euro all’ora, fino a un massimo giornaliero di 5 euro.

C’è anche la possibilità di sottoscrivere delle speciali convenzioni per i frequentatori abituali, come i lavoratori del call center di via dell’Arcivescovado o di altri uffici che, almeno questo è l’auspicio, riapriranno nel cuore della città.

Poco più di 5 minuti il tempo necessario per salire, a patto, però, di essere sufficientemente allenati e di camminare mentre il nastro agevola la salita.

La “normalità” invocata presuppone anche la sicurezza per chi frequenta la struttura quale che sia l’orario: dopo il grave episodio di aggressione di un ausiliario della M&P nel settembre scorso e prima ancora di una ragazza, “siamo riusciti a ottenere una maggiore attenzione, con passaggi continui degli organi preposti che assicurano almeno tre o quattro controlli al giorno”, ha detto Santilli.

“Inoltre, abbiamo la nostra vigilanza oltre al servizio affidato a Telecentral che si occupa dei controlli notturni - ha aggiunto - con videosorveglianza in remoto dalle 21 alle 7 del mattino e cinque-sei passaggi armati dentro il terminal”.

Non abbastanza per il primo cittadino, che ha notato con fastidio alcuni personaggi che “bivaccavano” fuori dalla struttura birra e radiolina alla mano. “Non si può stare qui, questa zona va qualificata, avvertiremo la questura”, è sbottato Cialente.

Riattivando appieno questa struttura e con il ripristino dei parcheggi a pagamento a raso in giro per la città di cui si parla a parte, il Comune ridà ossigeno alla M&P, che a novembre aveva finito per mettere in cassa integrazione una ventina di dipendenti rimasti senza niente da fare, e soprattutto si risparmia un mega contenzioso con la società per il mancato rispetto delle intese.

“Abbiamo avuto l’80% in meno dei ricavi rispetto al 5 aprile, siamo riusciti ad andare avanti con grandi sacrifici, ma ora vorremmo non farne più...”, ha ammesso in tal senso l'amministratore Santilli.

Per l'ente comunale resta, tuttavia, tuttora aperto il contenzioso per la costruzione dell’area, che risale agli anni Novanta, con due nomi noti del mattone: la Impregilo, big nazionale, cui l’amministrazione deve 10,3 milioni di euro, e il fallimento della Irti Lavori, che avanzerebbe una somma simile, ma con cui si potrebbe transare a 3,7 milioni, secondo quanto ipotizzato dall’assessore Cocciante.

Fanno comunque una quindicina di milioni, tanto quanto il governo fatica a stanziare ogni anno per compensare minori entrate e maggiori uscite. “Altri debiti fuori bilancio”, ha sospirato il sindaco, in una situazione finanziaria già di per sé non certo rosea.

LA STORIA TORMENTATA DEL MEGAPARCHEGGIO

L’opera, del valore iniziale di 25 milioni di euro, fu voluta dall’ex sindaco aquilano, Enzo Lombardi, e finanziata attraverso un project financing, l’80% pubblico e il resto del socio privato Alosa Spa del gruppo Lodigiani-Astaldi.

Dalla notte dei tempi ha suscitato contrasti e polemiche, tanto che la realizzazione venne approvata in Consiglio comunale nel 1987 alla presenza di 13 consiglieri su 40 e con solo 9 voti favorevoli.

Ignoti scrissero sui muri di cinta dell’area, negli anni di Tangentopoli, “Di Pietro pensaci tu”, in riferimento all’allora pm di Milano, e proprio a lui si rivolsero alcuni consiglieri di “Convenzione democratica”, tra cui un giovanissimo Cialente.

Il cantiere aprì nel 1990 ma, a causa di inchieste giudiziarie, poi tutte archiviate, ci furono ritardi oltre a modifiche sostanziali, tra cui proprio la realizzazione del tunnel, inizialmente non previsto, con aggravio dei costi e debiti fuori bilancio.

L’apertura del terminal e del tunnel risale al 2002, con il taglio del nastro a opera del sindaco dell’epoca, Biagio Tempesta, anche se la struttura era pronta grossomodo già dal 1994.

Quando era in funzione, il tunnel ha passato più giorni con i tapis roulant spenti di quelli a pieno regime, con numerose polemiche da parte dei cittadini costretti a inerpicarsi su pendenze che, in alcuni casi, arrivano a 12 gradi, appena sotto il limite di legge che, se superato, imporrebbe la realizzazione della scala mobile invece del nastro.

Nell’aprile del 2007 c’è stata l’inaugurazione dell’ascensore per superare l’ultima rampa che porta a piazza Duomo e sbuca nell’infopoint privato dei commercianti, spesso rimasto chiuso negli anni.

Dopo il terremoto del 2009, che ha prodotto danni per 1 milione di euro, anticipati proprio da M&P, il tunnel è rimasto a sua volta chiuso per 7 anni, fino al 6 agosto dell’anno scorso, quando è stato riattivato a rulli spenti. Oggi i nastri hanno ripreso a correre.

TRA SETTE GIORNI VIA AI PARCHEGGI A PAGAMENTO PER EVITARE CONTENZIOSI

Ci sono un contenzioso da chiudere e uno da evitare, prima ancora che la volontà politica di un ritorno alla normalità, dietro allo “sprint” dell’amministrazione comunale dell’Aquila sulla reintroduzione dei parcheggi a pagamento, che dovrebbero ripartire ufficialmente tra questa e la prossima settimana: il tempo di firmare un’intesa, chiudere lo scontro e riscoprire i parcometri già preparati.

È quanto emerso oggi a margine della riapertura del tapis roulant del bus terminal “Lorenzo Natali” del capoluogo, cui hanno preso parte il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e l’amministratore unico della società Mobilità&Parcheggi (M&P), Mauro Santilli.

Saranno 642 i parcheggi blu da 1 euro all’ora, 41 quelli gialli gratis per disabili, 40 bianchi o blu con il disco orario, 504, infine, i posti bianchi gratuiti, dato quest’ultimo comunque da aggiornare.

Comune e ditta hanno rischiato a lungo tempo di andare al collasso, schiacciate da un lato dalla richiesta di pagamento da parte dell’ente di circa 500 mila euro di Tarsu (tassa sui rifiuti poi divenuta Tari) che la società non ha versato dal 2009 a oggi.

Dall’altro lato, dalla possibilità che l’azienda si rivalesse per non aver potuto far lavorare i suoi dipendenti né ricavare reddito dai servizi che sulla base degli accordi l’ente le doveva garantire, appunto parcheggi a raso in centro e periferia e gestione del megaparcheggio.

In bilico tra queste due esigenze, si spiega più facilmente il “tira e molla” da parte dell’ente sul ritorno delle strisce blu, più volte annunciato sui media e poi rallentato negli ultimi 2 anni.

Ecco perché il ritorno delle strisce blu, oggi non più rinviabile se non si vuole far saltare il banco, fa comodo a tutti mentre vengono bollate come vacue le proteste dei cittadini e dei commercianti che pensano che la sosta a pedaggio ucciderà i loro affari, invece di incentivarli.

M&P non vuole andare allo scontro con il Comune, lo hanno chiarito i vertici che oggi hanno fatto notare come una società che cercasse la guerra giudiziaria non anticiperebbe mai fondi propri per ripristinare l’agibilità del teminal, né pazienterebbe quasi 8 anni.

Neanche il Comune vuole intraprendere le vie legali, visto che come debiti fuori bilancio sulla struttura ci sono già da pagare quasi 15 milioni ai costruttori che negli anni Novanta la tirarono su, alcuni perfino falliti.

Di qui il mantra, ben spiegato dal sindaco Cialente, per il quale “reintrodurre la sosta a pagamento non è la morte del centro storico, ma un modo per rilanciarlo. I parcheggi a pagamento - ha rimarcato - sono fondamentali per assicurare il turnover e perché è l’unico modo di mantenere questo benedetto tapis roulant, parliamoci chiaramente, che secondo me è un’operazione importante”.

“La delibera di Giunta l’abbiamo fatta, ora serve un’intesa che dobbiamo fare per una vicenda legata a un contenzioso che viene da lontano - ha proseguito il primo cittadino - Già abbiamo sistemato quello con l’Asm, ora, nell’interesse reciproco e soprattutto della città, regoleremo il contenzioso con un accordo che, mi assumo io la responsabilità, spero di firmare la settimana prossima per poi partire”.

Mauro Santilli ha aggiunto che “il contenzioso nasce dalla Tarsu, c’è un debito che avrebbe la società nei confronti del Comune, ma ci sono anche le opere che la società ha sopportato per dare l’agibilità al terminal dopo le prescrizioni della Protezione civile e del Comune stesso, quando abbiamo sopperito con i nostri mezzi”.

“Dobbiamo trovare la quadra”, ha proseguito Santilli, per poi correggersi al volo incoraggiato da Cialente, “anzi, abbiamo trovato la quadra: si tratta solo di siglare l’accordo scritto per ridare serenità a noi e ai nostri dipendenti. Il parcheggio a raso - ha concluso - darà molta più linfa economica a noi e anche alle casse comunali”.

“Ho sferzato i miei uffici, non vorrei che qualcuno pensi di evitare polemiche sotto campagna elettorale e di non fare scelte”, ha concluso il primo cittadino. Alberto Orsini



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