L'AQUILA: ''RISCHIO ESUBERI A VILLA DOROTEA'', PREOCCUPAZIONE TRA LAVORATORI

Pubblicazione: 06 dicembre 2017 alle ore 22:51

La residenza Villa Dorotea
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L'AQUILA - Potrebbe esserci un "rischio esuberi", nel passaggio di consegne tra cooperative, tra i circa 70 lavoratori della Residenza sanitaria assistenziale per anziani e del Centro di riabilitazione “Villa Dorotea” di Scoppito (L'Aquila), struttura che fa parte del presidio ospedaliero “Villa Letizia” con a capo l'imprenditore aquilano Enrico Vittorini. 

Lo apprende AbruzzoWeb.it da fonti interne ai lavoratori, già preoccupati per gli stipendi arretrati e i trattamenti di fine rapporto (tfr), circa 340 mila euro, che la proprietà deve girare alla cooperativa uscente, la Help Donna di Alfonso Piccinini, somma che poi verrebbe erogata da quest'ultimo ai lavoratori.

Sui tempi del pagamento, a medio-lungo termine, è già  saltato un tentativo di accordo con i sindacati.

Ci si riproverà domani in prefettura alla presenza degli stessi sindacati, Vittorini, Piccinini, alcuni lavoratori e il vice sindaco dell'Aquila Guido Liris.

Forse addirittura dalla settimana prossima nonostante da fonti sindacali sia stato espresso più di qualche dubbio, visto che non c'è ancora nulla di ufficiale e che nessun sindacato sarebbe stato chiamato in causa fino ad oggi.

"L'amministrazione comunale - afferma Liris a questo giornale - non è indifferente rispetto ad una situazione di grossa incertezza e preoccupazione di tanti lavoratori".

"Sto seguendo in prima persona la vicenda - prosegue - e l'unico interesse dell'amministrazione è salvaguardare il livello occupazionale e l'offerta sanitaria in termini di assistenza e cura".

Liris poi svela che "stiamo già da tempo discutendo con eventuali nuovi gestori, ma vogliamo capirne le intenzioni e la solidità. La nostra è una azione di monitoraggio necessaria a dare certezze a dipendenti che non possono essere trattati come 'figli di un dio minore'".

Poi, l'affondo sul presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e sull'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, i quali "dovranno spiegarci cifre e comportamenti assolutamente incoerenti e ingiustificati che differenziano la gestione della sanità privata della zona costiera rispetto all'entroterra".

"Questa terra non può permettersi ulteriori traumi che, a questo punto, sarebbero letali", conclude Liris. 

 



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